SULLE RELAZIONI VIRTUALI

LETTERA DI C.

Pubblico la lettera di C. perché la ritengo interessante da vari punti di vista. Molte sono le tematiche racchiuse tutte insieme, invece di dare una risposta pongo a mia volta domande che mi sono sorte leggendo:

-si può definire tradimento solo quello  fisico o anche quello virtuale?

-il mondo virtuale puo’ diventare talmente reale da far credere che il desiderio fisico sia vero, anche se non si e’ mai vista, respirata, toccata, annusata la persona?

-si puo’ definire vero affetto quello per una persona solo "letta" o sentita al telefono?

-il dialogo instaurato con l’Altro è un vero dialogo o è un monologo con una parte di sé?

-fantasia e realtà sono ampiamente fuse nella vita di C. crendo confusione. Il marito vero di C. sembra una figura meno reale dell’uomo con cui lei ha una relazione solo virtuale. Il virtuale può sostituirsi al tal punto alla realtà da far sembrare più vera la "seconda"vita?

-infine…l’insoddisfazione palese di una vita "prima" che la spinge a rifugiarsi in una "seconda" vita , sognata, fantasticata , usata come "carburante" è una pratica compensatoria che, oltre a creare dipendenza, risolve i problemi a monte non voluti affrontare? Il virtuale vissuto in questo modo è una fuga da una mancata piena realizzazione del sé nella vita "reale"?

Se qualcuno vive le stesse condizioni di C. e vuole riportare il proprio vissuto (anche in modo anonimo in pvt) è benvenuto qui…

Ameya

 Sono finita sul tuo blog rimbalzando di qua e di là…ma credo proprio che inconsapevolmente ho trovato una finestrella dove mi intrufolerò spesso. Perchè penso tu possa capire.

Sono sposata da 2 anni con un uomo fantastico che prima di essere mio marito è stato il mio fidanzato per 9 anni.

Ho tradito, fisicamente , una volta sola. Non esiterei a definirla un’esperienza devastante. Era sposato, insoddisfatto, con un figlio tanto amato nonostante fosse la causa del suo matrimonio "riparatore". Quello che provavo per lui non era amore, adesso lo so. Facevo l’amore da soli 2 mesi e il sesso non era stato un argomento facile. Diciamo pure una conquista sofferta, ma desiderata. Anche questa storia è iniziata perchè desiderata. Lui non era un grande amante ma mi adorava, mi faceva sentire unica, importante. Simulavo l’orgasmo, è vero, ma mi eccitavo tantissimo a vivere questa clandestinità. Io avevo interrotto la mia storia dopo il primo contatto fisico per gettarmi in questa folle avventura che mi dava brividi che non avevo mai provato in vita mia. E’ durata pochissimo. Un sabato sera..torniamo in macchina da una delle nostre folli serate..siamo ancora molto distanti da casa…uno schianto..usciamo illesi da un incidente frontale. Da allora la fine. i suoi che ci vengono a prendere al pronto soccorso, mi conoscono. E mi detestano. La moglie scopre i documenti e inizia a tormentarmi di telefonate, insulti a tutte le ore. Decide di mettere in mezzo la mia famiglia che non regge il colpo. Umiliazione, perdita di fiducia, perdita di stima. Devastante. Quella che poteva essere una "normale" esperienza di tradimento si trasforma in un’esperienza terrificante. Non ti dico quanto è stata dura recuperare me stessa. avevo 23 anni. E scoprì di amare ancora il ragazzo che avevo lasciato (mio attuale marito), di perdonare le sue mancanze e le sue disattenzioni. E di voler recuperare il rapporto con tutta me stessa.

Ho 28 anni e non ho figli. il mio matrimonio è stabile, a parte gli alti e bassi fisiologici che nel nostro caso si traducono in momenti di stanchezza e apatia. Ma riusciamo ancora a fare i piccioncini. ci divertiamo, anche nel sesso.

8 mesi fa ho iniziato a esplorare SECOND LIFE. SecondLife_Me_and_My_New_Husband

Ho conosciuto un uomo, sposato, di dieci anni più grande, con tante esperienze (anche sessuali alle spalle). Da timida e impacciata sono diventata disinibita. abbiamo da subito iniziato a parlare di sesso. Ci siamo mandati sms, mms a tema. Ci siamo divertiti ad eccitarci reciprocamente. Siamo diventati l’uno la fantasia dell’altro. MA non ci siamo mai visti. Viviamo nelle due punte estreme dell’Italia e vederci per varie ragioni (alcune ovvie) è praticamente quasi impossibile. Se quest’aspetto mi rassicurava inizialmente, a un certo punto ha iniziato a starmi stretto. Quest’estate ho flirtato con un ragazzo forse solo per il gusto di raccontargli cosa avevo provato. ma alla fine non è successo nulla. E mi sono detta "con lui invece sì che ci starei senza indugi"..

Ho aperto un blog solo per me e lui, per poterci conoscere e per potergli confessare le mie fantasie e i miei turbamenti. Io mi sono aperta molto con lui. Lui pochissimo (dice che non è un espansivone e che anche la sua signora lo rimprovera di essere un po’ chiuso..). Io continuo a desiderarlo sessualmente ma forse la situazione ha iniziato a non stimolarmi più. Oppure mi sono affezionata a lui come a un grande amico e mi pesa non avere un rapporto bilanciato da entrambi le parti. Fatto sta che mi sento DIPENDENTE. Ogni volta che ho un pc davanti e un po’ di privacy, il blog è il mio primo pensiero, fargli sapere che lo sto pensando, dirgli cosa e come. E poi è sempre su msn, durante gli orari del lavoro abbiamo sempre chiacchierato spesso. Ultimamente no. Ho aspettato che avesse lui qualcosa da raccontare, invece al massimo mi chiede di me, mi spinge a parlare di me. Come un vampiro che succhia le mie confessioni.  Mi sento vulnerabile, tremendamente vulnerabile.

Ho provato diverse volte ad allontanarmi. Bloccavo il contatto sul messenger, non mi facevo sentire per un giorno, non scrivevo sul blog. Non è servito. Torno sempre da lui. Perchè questo gioco mi diverte, questa seconda vita mi dà stimoli.

Ieri gli ho scritto un post dicendogli un po’ di cose: che mi sarei allontanata per un po’, che non pretendo niente da lui solo che sento che tutto sta perdendo senso…
Ho resistito sinora, tra 50 minuti non sarà neanche più in ufficio, e vorrei liberarmi di questo pensiero fisso. Ma poi mi fermo e penso che lui è una persona con cui adoro parlare, un uomo che mi vuole bene. ma anche un uomo con cui sono certa vivrei momenti di intensa passione.

In tutti questi mesi avevo sentito un po’ di noia nel rapporto con mio marito. Da qualche settimana sento di nuovo tanto amore per lui e tanta voglia di coccolarlo e di dimostrargli il mio amore.

Che confusione…le cose sono collegate? che mi succede?

Grazie per avermi letta e scusami se sono stata prolissa e confusonaria. Ho scritto di getto…

C.

119 commenti su “SULLE RELAZIONI VIRTUALI”

  1. Letto tutta la storia e letti tutti i commenti….e fatto anche un gran pianto 🙂
    pensavo di essere sola in queste situazioni

    Ameya lo segui ancora il tuo blog?
    Complimentissimi ^__^

  2. Un uomo che non ha il coraggio di provare a vedere una persona che vive distante..non è un uomo per il quale valga la pena investire.

    Cinzia P.

  3. ….L'AMORE E' UN RISCHIO DOVE RICONOSCERSI E RITROVARSI…E CHI NON RISCHIA NON VIVE  UNA  AUTENTICA "VITA"…
    SARA

  4. Io credo che il virtuale (eccetto il caso in cui i comportamenti non si tendano a falsare) sia un modo come un altro per evitare di conoscersi nel reale (rimanere delusi) e farsi tanto male se poi le cose non vanno per come dovrebbero andare..
    E' più facile cancellare tutto con un clic sulla tastiera ovviamente, eccetto il caso in cui la tastiera non sia adiacente e connessa alla porta del cuore..le cose mutano..
    Ad esempio..oggi è arrivato mio fratello fa così:"oggi m'hanno assunto, ho tolto il post al marito di mia cognata che vorrebbe uccidermi perchè a causa mia è rimasto senza lavoro, ha litigato coi titolari (nonchè suoceri) ed io ho preso il suo posto..ma ciò che non capisce è che il suo posto con qui presupposti l'avrebbe preso qualsiasi altro, tanto io resto per un pò finchè mi conviene poi come mi chiamano parto"..
    Che cosa ha voluto trasmettermi il messaggio di mio fratello avvenuto nella realtà (non virtuale)?
    a) che le paure quando si entra in concorrenza sono innumerevoli specie se tu sai fare solo quello se per una vita hai fatto solo quello (come nel caso del cognato di mio fratello) avrai più difficoltà ad inserirti nel mondo del mercato, ciò rende gli uomini e le donne disperati e non è amore quello è solo consapevolezza che perso quel posto di lavoro non ci sarà altro da poter fare nella vita pechè non sei capace di fare altro perchè quello costituisce la tua vita nonchè dipendenza sostanziale di vita..
    b) il messaggio subliminale..io resto finchè (arranciulio qualcosa dopo se ricevo una proposta più interessante, mi scrollo le scarpe e vado via)..
    mi chiedo, come dovrebbe sentirsi un ipotetico datore di lavoro?
    i fatti concretamente sono andati così?
    cè una giovane a cui non fotte nulla nè del lavoro nè del datore di lavoro perchè quel lavoro potrebbe essere uno dei lavori fra i tanti oppure quel lavoro è ciò che le viene più congeniale fare solo che puntualmente le viene impedita la possibilità d'entrare in campo e dimostrare?
    Una scelta radicale comporta impegno ma anche tante rinunce..e giustamente è necessario impegnarsi insieme la forza d'uno soltanto non basta..per credere in se stessi è necessario che il se stessi sia compatto se appare diviso..anche la voglia d'impagnarsi sino in fondo vola via..e magari tu lo sai che è il lavoro perfetto per te..che è congeniale alla tua natura e che magari tuo padre non ha fatto altro che scrivere libri per te..tu lo sai ma avresti la necessità che tuo padre ti dicesse qualcosa di più capace di darti lo stimolo che ti serve…

  5. Non credo sia così..credo piuttosto che quando sei costretto a vivere o cosa ancor peggiore a costruire una relazione in un contesto falsato ed "ostile"..tutto diventa estremamente difficile se non impossibile..Ma non perchè di fatto sia così, lo si rende così che è diverso..
    Nel momento in cui non t'è neanche concesso esprimerti liberamente..se ad esempio cerchi di spiegare una questione professionale e volevi dire art 98 e dici 122…succede che passi per una che a stento poteva ambire alla licenza media e lavare scale..succede che siccome l'ex fidanzata del tuo futuro marito aveva stabilito delle regole tu le dovevi rispettare anche se erano regole assurde capaci solo di far emergere lei e tutte le persone che voleva mettere in primo piano..così per mostrarsi sempre prima donna in tutto..non solo a letto..
    Ed allora capisci bene che per quanto tu possa sforzarti di costruire un rapporto sano tranquillo non adulterato da una visione distorta..per crescere bene il vostro amore in un luogo tranquillo..non sarà mai sufficiente per l'invidia è in agguato..perchè l'amore necessariamente deve passare per devianza e la costanza e l'impegno serio per una persona ignorante che cerca solo lavorare disonestamente..
    e tu magari non chiedevi altro d'essere lasciata in pace di vivere il tuo amore serenamente di studiare serenamente di lavorare serenamente come fanno tutte le persone "normali" felici e senza esagerati problemi..
    Il virtuale può essere un modo come un altro per conoscersi profondamente..ovvio che poi occorra dell'altro..solo il virtuale e la vita spirituale non basta..una coppia necessita d'altro..non d'aprirsi ad altro una coppia necessita di viversi di più per affrontare meglio le costanti difficoltà che una coppia dovrà affrontare giorno dopo giorno..ecco tutto…

  6. @che se uno si sceglie una relazione virtuale non è pronto a giocarsela fino in fondo, come accadrebbe molto di più in una relazione 'reale'

  7. Cosa vuole dire quando dice: già scegliere un amore virtuale significa aver paura della reale presenza?

  8. @credo sia una forma conflittuale di attaccamento, dove prevale l'ambivalenza. Già scegliere un amore virtuale significa aver paura della reale presenza…ci pensi!

  9. Buogiorno Ameya – mi chiamo Sara e avrei bisogno di avere un suo parere.In una relazione virtuale dove prerompe sia la passione che l'affetto, rendendosi, però, conto dell'impossibilità di realizzare tale relazione, non dovrebbe renderci più consapevoli che è inutile portare avanti questa situazione?La mia consapevolezza reale e concreta (della mia personale esperienza) mi aiuta ad affrontare con meno sofferenza il fatto di non sentirci più, nonostante, gli voglio bene e il forte vuoto che incombe su di me.Ultimamente, alterno in alti e bassi i miei sentimenti per lui? cosa può voler dire? che non mi piaceva sul serio? che i sentimenti stanno perdendo il loro senso? grazie per la sua gentile attenzione.Sara

  10. Questa frase “E poi è sempre su msn, durante gli orari del lavoro abbiamo sempre chiacchierato spesso. ” mi fa pensare che Brunetta non ha tutti i torti. Fannulloni. Questa è truffa ai danni dello Stato. Percepire uno stipendio per chattare. Vergogna!
    Sapete cosa vuol dire guadagnarsi nuo stipendio?
    Luisa

  11. @Menphis per questo è molto più naturale uscire frequentare i bar i locali i centri sociali del tuo luogo..le amicizie hanno bisogno di frequentazione..i media hanno ampliato i confini e ampliato le possbilità..che a volte diventano dolorose per le distanze reali..poi nella vita ci sono sfide…e qualcuno le vince..d’altronde i miei genitori hanno cambiato continente per lavorare negli anni Cinquanta…tuttavia meglio saper fareamicizia anche sotto casa prima di dedicarsi solo alle amicizie o incontri virtuali..mi lasciano sempre un po’ perplessa…

  12. @ameya
    Che l’incontro debba essere fatto il più presto possibile se vuoi costruire una relazione interpersonale non ci piove. E’ inutile portare avanti delle dinamiche di coppia che possono esistere solo nel virtuale. O stai giocando o la tua vita reale è molto vuota e per colmare questo vuoto ti accontenti ormai per pigrizia o per paura di non vivere concretamente la storia. Certo che se uno abita a Bolzano e l’altro Caltanissetta organizzare l’incontro è problematico. Ma come in tutte le relazioni a distanza o ci si crede in quello che si sta facendo o per davvero quando si ha la possibiltà d’incontrarsi ci si scopre solo amici anche se forse c’è l’alchimia, ma nessuno ha voglia di rischiare quello che si è costruito. Comunque credo che l’incontro si debba fare anche se è solo amicizia quella che si sta costruendo.

  13. @Menphis come la penso io :
    non sono contraria a contatti via pc, come in qualsiasi situazione sociale. Dubito dello sviluppo della relazione mediatica. Puoi conoscere una persona in chat…ma poi la vita vera è altro, per cui non credo nella prosecuzione del rapporto solo virtuale..manca la dimensione fisica…l’incontro deve essere fatto al più presto..poi per scriversi c’è tempo , semmai…

  14. Vorrei fare una domanda: si è parlato di amore cerebrale; si è parlato di idealizzare questo rapporto virtuale. Il problema secondo me sorge quando uno dei due ha mentito all’altro in questa relazione. Ma se sono stati veri tutti e due …forse si è avuto anche più tempo di conoscere l’altro. Manca sicuramente il tridimensionale e il condivedere gli spazi … ma questo non succede anche nel reale dove le persone si conoscono una sera e l’indomani già decidono di frequentarsi? … Anche a questi manca l’effettiva condivisione. Secondo me bisogna valutare cosa dai importanza in una relazione … Anche nel reale magari ti piace una persona ma poi la prima volta che condividi da solo emozioni rimani deluso … e allora qual è la differenza tra una relazione virtuale e reale?
    Forse chi ha intenzione di costruire una relazione sana deve proporre subito il volersi incontrare al di là che poi ci si possa riscoprire effettivamente innamorati se questa era la strada che hai percorso durante l’attesa o molto amici perché l’alchimia chiamiamola “chimica” non si è creata.
    Spero che si sia capito il mio pensiero.

  15. ho letto la lettera di C,; difficile giudicare…senza dubbio le occorrerebbe un pò di tempo per ripensare a tutto e fare un pò di chiarezza in sé stessa.

    per quanto riguarda le tue domande, provo a dire come la penso.

    Il tradimento é comunque un tradimento; anzi, quello virtuale può essere anche più coinvolgente di quello puramente fisico, proprio perché si tratta di relazioni spiccatamente cerebrali.

    si, é possibile arrivare a pensare che il desiderio fisico sia vero, in una relazione virtuale; d’altra parte il desiderio fisico nasce dalla mente: si desidera prima di tutto con la testa, da lì parte tutto.

    Certo, é affetto vero quello che lega due persone che si conoscono solo per telefono o virtualmente; fra l’altro può essere anche più disinteressato di un affetto nella vita di ogni giorno; in fondo, spesso si sa ben poco della persona con cui ci si relaziona virtualmente – ossia, sono relazioni del tutto staccate dai rispettivi contesti sociali.

    il dialogo instaurato é in certi momenti un monologo con sè stessi, questo é verissimo, dove l’altro assume il ruolo di “ascoltatore”; però credo sia sbagliato…occorre scambio, come in qualsiasi altra relazione di amicizia o di amore.

    forse, in certi casi il virtuale può sembrare più reale della vita di ogni giorno…il rischio esiste, naturalmente; anche perché non é poi così difficile diventare dipendenti da internet.

    ovviamente, il rifugio nella “seconda vita” non risolve affatto i problemi preesistenti; non è detto però, secondo me, che sia una vera e propria fuga; può anche essere una ricerca di parti di sé sconosciute…ricerca che in un certo senso potrebbe anche aiutare a conoscere meglio sé stessi.

  16. Molto complessa la cosa, io penso che C. abbia bisogno di essere maggiormente coinvolta dal punto di vista sessuale dal marito. La prima cosa che mi è venuta in mente leggendo è stata..povero ragazzo magari non merita questo “mezzo” tradimento, se lo facessero a me ci rimarrei tremendamente male, lo vivrei come un vero tradimento al 100% perchè se si fossero visti i due lei lo avrebbe fatto senza pensarci 2 volte da quello che ho letto. Ciao a presto

  17. Ogni volta che capito qui mi ritrovo… comincio a sentirmi psico-ipocondriaca!

    Quella lettera avrei potuto scriverla io. Allora cara ameya, vediamo come posso rendermi utile…

    di relazioni virtuali ne ho vissute diverse, sempre mescolando in dosi diverse realtà e virtualità, ma sempre la seconda prevaleva di gran lunga sulla prima.

    al di là di tutte le cose significative che ci sarebbero da dire, dal punto di vista della dipendenza affettiva la relazione virtuale (con grande dose di fantasia erotica spesa e alimentata, oltre all’ipertrofia della parola, della dimensione cerebrale del rapporto) ha attecchito più delle relazioni reali. Cioè ha alimentato la dipendenza molto di più.

    Credo che la cosa si spieghi da sé: concedi tutto il potere alla mentalizzazione, che è quasi infinita, senza i limiti del corpo, del tempo e dello spazio. Così la tua dinamica di dipendenza ha praticamente campo libero: nel mio caso, per ben due volte ha divorato letteralmente la mia vita reale, il lavoro, la quotidianità.

    E’ come dire all’ossessione di farti da governante in casa tua. Fai un po’ tu…

  18. Dio quanto avrei da scrivere su quest’argomento.
    i ricordi, le esperienze passate (che poi così passate non lo sono) bruciano ancora sulla mia pelle e ora come ora so che non riuscirei a fare un discorso di senso compiuto, tante sono le idee e i pensieri che mi frullano in testa.

    però posso dire con assoluta certezza che si,
    il mondo virtuale puo’ diventare talmente reale da far credere che il desiderio fisico sia vero, anche se non si e’ mai vista, respirata, toccata, annusata la persona,
    e si che
    si puo’ definire vero affetto quello per una persona solo letta o sentita al telefono.

    ma bisogna stare sempre molto attenti, non bisogna mai confondere le due cose, reale e virtuale, perchè sennò è la fine, si entra in un meccanismo da cui poi è arduo uscire.

    recemente ho vissuto una cosa del genere..un ragazzo conosciuto online che mi ha fatto letteralmente capitolare e ricredere in tutti quei punti fermi che credevo di avere.
    è stato qualcosa di devastante, due mesi di chattate per poi passare al cellulare, e dopo quattro mesi in totale di discussioni, prima scritte poi a voce, senza mai esserci incontrati, sono scattate le due classiche paroline del -ti amo-.
    sembra assurdo, me ne rendo conto, ma le sensazioni che provavamo non potevano essere equivocate..e non era un rapporto tra due ragazzini, io 23 anni, lui 30, e anche se ci ripetevamo sempre che era tutto esasperato, che sicuramente dal vivo le cose non sarebbero potute essere così belle, non facevamo altro che cercarci e volerci (da qui la mia totale approvazione per le due frasi citate prima).
    siamo arrivati al punto di vederci, diventare amanti per parecchi mesi, condividere ogni cosa, come due fidanzati, poi è finita per vari motivi..tra cui credo però, a ripensarci ora, a mente fredda, ci fosse anche quell’impatto con la realtà che cozzava con quella sensazione di “totalità” data dal reale.
    abbiamo avuto il tempo che abbiamo trovato, insomma.

    ora ho paura di tuffarmi ancora così a capofitto in qualcosa del genere, perchè il virtuale, se non ben gestito, ti risucchia in un vortice incontrollabile, a tal punto da confonderti e da farlo considerare, com’è stato più volte detto, più importante del reale.

    come tutte le cose bisogna saperlo gestire con consapevolezza e razionalità,
    ma a volte è così difficile..

    Ps:
    il tuo è un blog interessantissimo,
    complimenti,
    e scusa la confusione del mio commento, ma davvero, quando mi ritrovo a parlare di certe cose non riesco a dare un filo conduttore..

  19. (senza riferimenti a C., ma attenendomi agli argomenti, in generale)

    anche a me sono sorte delle domande leggendo..

    -si può definire tradimento solo quello fisico o anche quello virtuale?

    E prima ancora.. cosa si definisce tradimento?
    Magari una volta definito questo la “differenza” tra reale e virtuale svanisce..
    Cosa è che si tradisce?
    Il corpo? Le idee? La fiducia?

    -il mondo virtuale puo’ diventare talmente reale da far credere che il desiderio fisico sia vero, anche se non si e’ mai vista, respirata, toccata, annusata la persona?

    Il mondo reale può diventare talmente virtuale da far credere che il desiderio animico sia vero, anche se non si è mai vista, respirata, toccata, annusata la profonda interiorità dell’altra persona?

    -si puo’ definire vero affetto quello per una persona solo “letta” o sentita al telefono?

    si può definire vero affetto quello per una persona con cui si è solo trascorso del tempo in modo superficiale, pur trattandosi di anni?
    quanto di più si può dire a una persona che non si conosce.. di cui non ci si sente gli occhi addosso.. o la lama del giudizio pendere sul capo?
    Cosa importa di più.. la quantità di tempo e parole.. o la loro qualità?

    -il dialogo instaurato con l’Altro è un vero dialogo o è un monologo con una parte di sé?

    e questo non vale anche nel mondo reale?
    E’ una questione di reale/virtuale, o una questione di consapevolezza e atteggiamento?

    -fantasia e realtà sono ampiamente fuse nella vita di C. creando confusione. Il marito vero di C. sembra una figura meno reale dell’uomo con cui lei ha una relazione solo virtuale. Il virtuale può sostituirsi al tal punto alla realtà da far sembrare più vera la “seconda” vita?

    ma reale e virtuale dov’è che veramente differiscono?
    Nella mente, o nel modo in cui si ha un contatto?
    perché, a priori, definire virtuale ciò che può portare a una condivisione reale, e virtuale ciò che spesso porta a una condivisione virtuale (immaginaria)?

    -infine…l’insoddisfazione palese di una vita “prima” che la spinge a rifugiarsi in una “seconda” vita , sognata, fantasticata , usata come “carburante” è una pratica compensatoria che, oltre a creare dipendenza, risolve i problemi a monte non voluti affrontare?

    Sognare, fantasticare e un po’ vivere una “seconda” vita, non può far scoprire tante piccole cose di sé che portano a meglio comprendere il disegno generale della propria essenza?
    Seguire i propri sentimenti.. non può aiutare a comprenderli?
    E comprenderli, non è una chiave importante per risolvere i problemi a monte non voluti affrontare?
    Come posso risolvere un problema che non so di avere? O che non so perché ho?

    -Il virtuale vissuto in questo modo è una fuga da una mancata piena realizzazione del sé nella vita “reale”?

    Il “reale” vissuto in un certo modo, non è spesso una fuga da una mancata piena realizzazione del sé?

    Il semplice fatto di frequentare una persona “in real life”, magari anche per tanto tempo, implica necessariamente conoscerla a fondo o vederla per ciò che realmente è?
    Non può una relazione “virtuale” essere molto più Vera e Intima di una relazione “reale”?
    (Porto all’attenzione che sto parlando di cosa è possibile.. e non di cosa è o non è).
    In “real life” si fantasticherà meno sulle caretteristiche che risultano evidenti.. ma non si può fantasticare anche di più su tutto quello che rimane tra le righe, non detto? Non è, anche nel “reale”, tanto facile vedere una persona più in base alle proprie idee, fantasie, preconcetti, piuttosto che per ciò che realmente è?

    Conta davvero una distinzione tra reale e virtuale effettuata in questo modo?
    O altri sono i punti rilevanti?

    Non sarà semplicemente che una relazione “virtuale” è meno invasiva, e percepita come meno “reale”, quindi è più facile lasciarsi andare, attuarla?
    Magari ci si sente più al sicuro, protetti da un velo digitale?
    Magari si può trattare argomenti che difficilmente, di persona, si tratterebbero con uno sconosciuto?
    Magari è un lido comunicativo scevro dalle preoccupazioni delle conseguenze?
    Se non ci si dovesse preoccupare di come si viene giudicati.. di essere scoperti.. di chi ficca il naso.. della solida permanenza delle conseguenze degli atti nel mondo fisico.. non sarebbe più semplice avere relazioni, anche clandestine, nel mondo reale?

  20. @ Daniele la persona dipendente non lo è mai solo da una cosa, sostanza o procedura. Credo ci siano dei miscugli, concedimi il termine. Dipendenza dal computer E dall’IDEA della persona che ci si è fatti..e se ci andiamo a vedere magari dal fumo, dalla pornografia, o altro…