ESSERE ASSENTI

donna

Essere presenti in una relazione è una qualità dell’essere. La persona può trovarsi fisicamente lì, ma la sua ESSENZA è altrove.  Nella coppia accade spesso che uno dei partner richieda l’Altro, abbia FAME dell’Altro… e pur presenti nello stesso luogo fisico uno dei due sente che l’Altro è distante, irrimediabilmente ALTROVE… Questa condizione relazionale crea disequilibrio, profondo disagio e una indicibile voglia di saziarsi. Si instaura una infinita litania di richieste che spesso non ha nulla a che fare con soddisfacimenti materiali. Il messaggio implicito di uno dei due è: HO BISOGNO DI TE. L’Altro si nega, non vuole, non sa, non può ESSERE PRESENTE. E’ ALTROVE. A inseguire un sogno, LONTANO da tutto, spesso lontano da se stesso. Nella relazione armonica c’è un’onda, un momento in cui ci si incontra, e una marea in cui ci si separa. Alternando  l’incontro con l’Altro e momenti con sé. Saper stare con se stessi è sentirsi pieni di esitere, non è SOLITUDINE ma ESSERE. Solo così l’incontro con l’Altro può essere vero, e il distacco non DOLORE ma attesa di un abbraccio capace anche di tollerare le pause.

35 commenti su “ESSERE ASSENTI”

  1. Bella questa pagina. Ameyaccia.
    Mi ricordano il pensiero dello zio, mirabilmente riassunte nel metalivello del paradosso. Con te e senza di te.

    Egli scrive, tra l’altro, che sei vai bene, se vivi la Solitudine dopo i 42, puoi appendere al chiodo il bucefalo (o la patata).
    Mmh, nonzo mica se ‘sta parte qui mi garba. >;)

    Ad esempio ora vivo così bene la libertà della solitudine che divento insofferente a qualsiasi negoziazione – anche piccola – per stare con una o anche solo all”idea di… Detto come va detto, per me ora pagare il prezzo del legame non vale la candela del sesso.
    Qui è interessante perché, se mi osservo con onestà, noto di nuovo che la mia parte maschile soccombe a quella femminile, quella delll’eros “sportivo” a quella dei sentimenti, c’è un disequilibrio. Allora il “e senza di te” può diventare preponderante, e ci vorrebbe un po’ di “Con te”.

  2. Caro Giorgio per mia esperienza ogni volta che ci lasciamo spostare dal nostro benessere e dal nostro centro a causa di un altro…non siamo a casa in noi stessi…dare la responsabilità all’altro della tua armonia…è “dipendere” …so che è lontano da ciò che normalmente accade…ma sono convinta che è un punto d’arrivo…
    spero di averti dato spunti di riflessione

  3. Gentile Ameya, grazie ancora e scusa se approfitto ancora delle tue conoscenze in materia, la cosa mi interessa e mi riguarda.

    Relativamente alla tua risposta, sì… ma anche no. Ovvero: certamente, quando si è in armonia con sè stessi, si colgono meglio anche le sfumature di ciò che si ha intorno, e quindi gli stati d’animo e/o eventuali esigenze e/o problemi di amici/e oppure del partner; è anche vero però che a volte la propria “armonia interiore” venga “spezzata” dalle porte chiuse dell’altro/a.

    E’ proprio in questi momenti, specie quando diventano molto lunghi, che non so come comportarmi; generalmente aspetto “momenti migliori”, ma quando questi cominciano a manifestarsi sempre più raramente, finisco anche per chiedermi che senso ha. Mi chiedo se per caso non sono io, che non vedo le mani che mi vengono tese; ma finisco per non crederci…

    Mah, scusa ancora e grazie per la pazienza!

    Ciao

    Giorgio

  4. mi piace la tua domanda perchè mi da modo di riflettere per risponderti..sì
    credo il modo migliore di entrare in sintonia con l’altro sia quello di ientrare in sintonia cn se stessi
    facci caso quando sei in armonia con te…sei in armonia col mondo..se c’è un conflitto fuori…è lo specchio di un conflitto interiore…
    pensaci e osserva
    un abbraccio

  5. Ciao, grazie della gentilissima visita e risposta; già, anche il reciproco rispetto dei (diversi) tempi di oscillazione è un altro bell’argomento… auff ma l’è ‘na faticaccia…

    Seriamente: nei casi in cui l’armonia viene meno, ci sono degli accorgimenti generali per chi tenta (almeno apparentemente, in modo unilaterale.. sigh…) di ripristinarla?

  6. caro Strato il ritmo non è necessariamente identico in una relazione armonica ma…non si stona..ci si accompagna..si danza …nessuna prevaricazione ci si ascolta…a volte si lascia spazio a un asolo…altre volte si improvvisa…ma l’importante è non stonare…bensì sentire che si sta costruendo insieme “la nostra” canzone…
    un salutone

  7. Una relazione armonica … detta così sembrerebbe facile…
    Il problema compare quando le frequenze di oscillazione sono diverse… come è nella maggior parte dei casi…
    Ciao
    Giorgio

  8. un pezzo del mio cuore E’ lì
    un sorriso caro Lù anche tu ti sai fare amare..come ..Elio-patato il tuo cagnolino biondo dal pelo vaporoso e fonato… 🙂
    una cascata di sorrisi

  9. Vedi, prima di arrivare al termine di questo tuo post, avevo già la risposta 😉
    Ovvero, fino a quando non impariamo a stare con noi stessi, fino a quando non completiamo il viaggio dentro di noi, fino a quando non acquisiamo consapevolezza, saremo sempre dipendenti, sempre appiccicati a qualcuno, sempre pieni di aspettative che veraano ovviamente deluse
    ciao

  10. Gli amici degli amici servono anche a questo, a farti arrivare fin qui, e scoprire un blog interessantissimo. Le tematiche che tratti, sono molto coinvolgenti, naturalmente per questione di tempo ho solo dato uno sguardo sommario. Ritornerò con più calma a leggere i tuo post!!!
    Grazie per l’ospitalità e a presto
    Free

  11. @@@@ agli amici che sono passati in questi giorni e mi hanno fatto il dono dei loro pensieri
    grazie..
    sono frutto di continua riflessione per me…io sono stata in vacanza in una terra di sogno e ho incontrato persone speciali e bellissime col cuore pulito e generoso a cui sono molto grata!
    un abbraccio a tutti

  12. Nella relazione armonica c’è un’onda, un momento in cui ci si incontra, e una marea in cui ci si separa.
    Allora , se veramente c’è un saldo rapporto,si cerca di parlare all’altro ,con tutta serenità, e cercare il modo di rinsaldare questa assenza del cuore.
    Ma bisogna volerlo in due.
    Ciao! Dora

  13. esserci senza esser presenti e’ peggio
    di mancare pur pensado alla persona che vorresti accanto..

    penso che il bisogno sia legato all’essenza umana,ma deve completare non diventare dipendenza..

    purtroppo ho sempre sbagliato
    ma oggi ho capito che deve arricchirti non riempire un vuoto.

    Giuseppe

  14. Non so cosa sia più patologico….se avere BISOGNO della presenza (della essenza) di un altro o essere quasi costantemente ALTROVE pur essendo in una relazione, lontani persino da noi stessi…
    Io credo che sentire il bisogno di chi ami non sia una cosa disdicevole nè patologica e che rientri in un quadro di normalità e non di dipendenza.
    Poi se stiamo parlando di richieste di presenza, non saprei nemmeno immaginare quanto, “ossessive”…beh, allora forse io credo che il mio bisogno sia normale per questo.
    Credo che richiedere una presenza ossessiva dell’altro o di essere al primo posto nei suoi pensieri e nella sua vita in ogni istante sia un tantino problematico come approccio…ma io preferisco una persona che “c’è” in una relazione, piuttosto che una che finge di esserci ed è sempre altrove. Mi viene da pensare che forse quella relazione non va bene per quella persona o che non è matura per averne una.

  15. … tutti noi dovremmo fare ogni sforzo per voltare pagina,  cancellando quello che non ci serve e che fa solo male, e mantenendo vivo nella memoria solo ciò che ci aiuta ad andare avanti.  

  16. ..Molto vero anche questo,..d’altronde,difficilmente tutto può essere perfetto,..bisogna sapersi “accontentare”,…e prendere “l’onda giusta” quando viene,..(DA Mè C’è FORSE QUALCOSA CHE TI PUò INTERESSARE)..CIAO.

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