GAMBLING – LA DIPENDENZA DA GIOCO D’AZZARDO

IL GIOCO D’AZZARDO PATOLOGICO

Il gioco costituisce divertimento per l’uomo, e fa parte del suo processo di socializzazione. Ha un effetto stimolante dell’attivazione corticale, stimola emozioni, produce endorfine, adrenalina. Ha una componente sociale in cui l’individuo si misura con l’altro o con un gruppo. E’ una tappa evolutiva importante per molte specie animali che attraverso svago e piacere, imparano cruciali norme di sopravvivenza adattive, sociali, relazionali. Il gioco e il suo aspetto dinamico, il giocare, hanno una funzione estremamente positiva nel corso dell’esitenza. Accanto all’aspetto ludico del gioco ve n’è un altro lacerato, la dimensione leggera di evasione  può diventare compulsiva, patologica. Nel gioco d’azzardo entrano in atto meccanismo psicologici che vanno oltre un allenamento alla convivenza, e alla socialità. La ludicità rientra nelle forme di condivisione di significati socio-culturali. Nell’introduzione di somme di denaro nel gioco si innescano competizione, avidità, sfida. Chi si cimenta nell’azzardo ha un alto fattore di “SEEK SENSATION” come lo definisce Robert Cloninger (1993), non si limita più all’aspetto ricreativo. Il brivido del rischio , la speranza di fare un colpo esorbitante culla il giocatore e lo illude di una superiorità rispetto all’uomo comune che non rischia. La vincita rappresenta la soluzione facile ai problemi esistenziali, una SCORCIATOIA furba, dove il giocatore si ritiene più scaltro degli altri.  Egli intraprende una coazione a ripetere che ha tutte le caratteristiche di un disturbo ossessivo-compulsivo per attuare il suo sogno-progetto-vincita. Può diventare delirante nel non riuscire a fermarsi, ben sapendo di dissipare risparmi di una vita, e di potersi indebitare a dismisura. Da un lato egli si sente speciale e, fideisticamente, crede che ce la farà, se solo la fortuna lo assiterà. Dall’altro egli non trova il limite e perpreta un rituale devastante, masochistico. Come in ogni dipendenza , la tolleranza, cioè il bisogno di giocare e scommetere somme sempre maggiori, spingono l’individuo a dissipare cifre esorbitanti anche in periodi di tempo lampo. Ciò che conta è il brivido del rischio, la scarica di adrenalina,ma la gioia di una vincita dura un istante, e il bisogno di rischiare aumenta esponenzialmente. Il gambler è una persona irrascibile, che si isola gradualmente per chiudersi nel suo rituale che può accompagnarsi a uno stile di vita disordinato, abuso di alcol, fumo, disordini alimentari, uso di sostanze. Spesso una dipendenza è in comorbilità ad un disturbo dell’umore. L’età in cui si sviluppa questo comportamento si sta abbasssando, i dati sono allarmanti. Bambini di 10 anni si ritrovano a giocare ai casinò in rete o alle slot machines nei bar pubblici poco attenti. Alla base un vuoto esistenziale, solitudine, estremo bisogno di ricercare fuori qualcosa che dentro non si è sviluppato.

Ameya G. Canovi

66 commenti su “GAMBLING – LA DIPENDENZA DA GIOCO D’AZZARDO”

  1. @After accade spesso per una strana alchimia che chi non è stato amato o non ha avuto l’amore di cui necessitava si leghi a persone problematiche, anafettive e cercano di farsi amare proprio da quelle…grazie della tua testimonianza

  2. ciao ameya,scusa ma sono in pred a una colica renale che da tre giorni mi blocca in tutti i sensi…il farmaco è il PRAMIPEXOLO usato per la cura dell parkinson..l’articolo lo puoi trovare su il CORRIERE .IT del 2/11/08 notizia delle ore 17,24…scusa della risposta in ritardo…ciao Pier

  3. Sono l’utente anonimo, Ameya, mi ero firmato After ma non me l’ha preso. Io mi sono analizzato, sono il cosiddetto crocerossino co-dipendente ma ho imparato, o almeno, sto cercando di imparare dalle mie storie. Se nella prima ci ero rimasto sotto perché ero già entrato in famiglia, con la seconda ragazza (bulimica borderline) non avevo proprio capito del suo disturbo durante i primi mesi. Ero totalmente infatuato perché mi dava ciò che mi era mancato nel precedente rapporto. Poi ho iniziato a capire che c’era qualcosa che non andava in lei (visto che lei non era sincera con me e non mi aveva raccontato dei suoi problemi). Dunque, ti dicevo, ho cercato di far funzionare il rapporto rimanendone un pò incastrato (mi faceva sentire in colpa e io sono piuttosto insicuro). Fatto sta che mi sono rifiutato di entrare in famiglia perché prima volevo vederci chiaro. Emotivamente ero molto molto preso ed empatico con lei, ma per la prima volta sono riuscito a distaccarmene e pensare prima a me stesso, cosa che non mi succede quasi mai nella vita. Ho 27 anni, non ho ancora un lavoro “certo” e questo mi fa sentire piuttosto dipendente, insicuro e frustrato. Credo sia questo unitamente al mio senso di solitudine. In più aggiungici che ho perso mio padre a 19 anni e credo di avere un quadro piuttosto chiaro della mia situazione. Spero soltanto di trovare presto qualcuna che mi ami per quello che sono. Ti ho risposto Ameya. Baci.

    After

  4. Conosco persone che piano piano si sono avvicinate al gioco d’azzardo, le stesse persone che sostengono che è solo per giocare non si rendono conto che volta dopo volta la posta in palio aumenta e sempre più di frequente passano le nottate al tavolo.

  5. Un saluto si può fare?.. anche se non son capacie di giocare!?!? Sia questa o quella la pena, al fianco ogniun la sua catena, ma di una parola e un aiuto, questo son convinto, da questo blog si slegato ed un uomo aiutato. Con stima e ammirazione complimenti della sua illuminazone.
    Carlo

  6. @Rispondo all’utente anonimo
    Non so cosa sia meglio peggio, riconduco il focus su di te…
    come mai tu hai bisogno di legarti a donne del genere, cioè con DCA?
    Questo è il pezzo che ti suggerisco di analizzare..

  7. @SenzaLuna…vogli parlare della dipendenza da tabacco …l’ho avuta anche io…la conosco bene..ma lasciamo passare le feste…che dici??
    un sorriso

  8. Dal cuore un augurio x te!
    Complimenti Ameya esame superato con il bellissimo! 30!!! meritatissimo!!! GRANDEEEEEEEEEEEE!
    Un angioletto x te che avevo fatto per i bambini, te lo regalo*

  9. @ho conosciuto nella mia vita una poesona che dipendente al gioco di azzardo. Ho cercato di capire il perchè, ho visto anche giocare questa persona, ed essendo persona intelligente ben comprendeva il danno che si stava arrecando, non riuscendo però veramente a smettere. Io reputo che il gioco, qualsiasi gioco sia divertente, almeno per me, sempre mantenuto in corretta misura. Ma voglio aggangiarmi all’amico Dedry, che, come me, è dipendente da sigarette : noi dipendenti da sigarette credo non siamo in certo modo assimilabili ai giocatori d’azzardo????

    Paola
    ( Dedry non volermente…ti prego….)

  10. @Master credo che ciò che suggerisci tu non dia il picco adrenalico che cerca chi dipende da questo comportamento…è come proporre a un fumatore la sigaretta al miele senza nicotina che vendono in farmacia…
    🙂

  11. non ho mai messo piede in un casinò, non mi é mai capitato…
    gioco una volta alla settimana al superenalotto…ehehehehehe…la cifra di 5 euro; anche perché mi dico che se non gioco certamente non vincerò mai…:)…quindi tento la fortuna:)))
    qualcuno parlava di giochi on-line; non gioco neppure a quelli, sarei imbranatissima, immagino…:)

  12. A me piace tantissimo giocare al Casinò, specialmente con le sloats…
    la mia fortuna, credo sia il fatto che non esistono casinò da queste parti..
    io sarei un dipendente pentito…:-))
    mi spiego, mi piace giocare da matti, ma non sono così pazzo da dilapidare somme cospicue…
    e poi, a dire il vero quelle volte che ho giocato, Las Vegas, Sharm, Hammamet, Malta, o quasi sempre vinto…
    a proposito…per divertirmi io ho scaricato un software dove ci sono sloats bellissimi e ti sembra di essere a Las Vegas e si gioca con soldi virtuali: Pensa che mi piace talmente che mi emozioni quando vinco anche solo virtualmente…
    potrebbe essere un toccasana per i patologici, che ne pensi Ameya?
    ciao

  13. da quel che so ci sono dipendenze da gioco anche non legate al soldo e all’azzardo, per esempio nelle forme di gioco on-line. anche se forse questo riguarda la diopendenza da web, più che da gioco. ricordo una conferenza sulle psicopatologie dell’on-line in cui spiegavano che già il battere i tasti in modo compulsivo genera una sorta di trance immersiva, come quella di certi balli e di certe musiche. un saluto. è molto interessante il tuo approccio al blog.

  14. Ciao a tutti.Leggo da molto tempo questo blog e vorrei fare una mia piccola riflessione.Ho 27 anni e ho avuto due storie importanti, incappando purtroppo in rapporti disfunzionali. Io codipendente e loro bulimica/borderline e l’altra anoressica.Ho sempre cercato di fare la cosa giusta cercando un rapporto “funzionale”,impermeando un pò i panni del ragazzo-psicologo purtroppo.Dalla mia esperienza, vista con più distacco, sono arrivato a questa conclusione pratica: in questi casi è molto più saggio fare la cosa utile piuttosto che quella giusta. Ho notato che con le bulimiche, ad esempio, è molto più facile vivere un rapporto unicamente basato su incontri sessuali programmati nel rispetto reciproco piuttosto che “condurle” sulla strada di un rapporto sano. E’ un pò il discorso che faceva Ameya per i BSDM (o come diavolo si scrive). Il senso è questo: un rapporto diventa disfunzionale quando non si trova un accordo. Io posso volere una cosa per me ma se l’altro non vuole o non è in grado di darmela, è inutile insistere sulla strada “giusta”. Meglio perseguire quella utile come esperienza che giovi a entrambi, nel rispetto reciproco.
    Siete d’accordo?

  15. @Arepo..credo ogni dipendenza vera sia terribile..se non puoi vivere senza…non importa da cosa dipendi…l’ossessione e il malessere è uguale credo…se dipendi da sostanze hai anche correlati tossicologici aggravanti…

  16. Ameya, scusa. Ho letto ora la tua risposta circostanziata. Io con il gioco d’azzardo proprio non ci azzecco. Ho anche provato con amici, per scherzo. Ma ho una repulsione fortissima per qualunque tipo di dipendenza… tranne le sigarette, ahimé!

  17. @Qwe..quando si resta nella simpatia come hai fatto tu..nulla di patologico..chi non adotta strategie scaramantiche??Sono innocue…e folcloristiche fannoparte della giocosità e del pensiero magico…lì però si scommette troppo..

  18. questa fa paura…
    anche perchè sta là… sotto il naso… e le lucine… e i colori… e i sogni di latta…
    ricordo i testa e croce fatti per sapere se avrei passato gli esami i l giorno dopo…
    …e le scommesse se la biondina sarebbe uscita con me o con Sandrino…
    E là male che andava ti bocciavano o la biondina usciva con Geppo…
    Quanto scommettiamo su quanto tempo ci hanno messo a lasciarsi?

  19. ciao Ameya,sono passato a salutarti,e ho letto il tuo sempre interresantissimo post,conosco persone che si sono rovinate con lotto e scommesse,e si sono trovate in situazione poco rassicuranti…in compenso un mio concittadino è balzato alle cronache nazionali , ha denunciato l’usl nazionale perche usava un farmaco (nn ricordo per cosa)che gli ha creato dipendenza dal gioco e sembra che abbia ragione!!ciao Ameya