La newsletter del 29 ottobre 2025
Oggi ti parlo e ti scrivo immersa tra le foglie colorate dall’autunno, sotto la mia veranda riscaldata, che avrai visto dalle storie che talvolta posto sui miei canali social. Ottobre per me è stato un mese intensissimo, ma ti voglio raccontare dell’evento che lo è stato di più in assoluto: il convegno che si è tenuto a Bologna il 4 ottobre.

Perché e come è nata l’idea di questo convegno? Come ben saprai, da almeno due anni non ho più spazio e non prendo nuovi pazienti; così, l’anno scorso, per dare la possibilità a molte persone di incontrarci, ci è venuta la timida idea di proporre un incontro collettivo.
Com’è andata? Nonostante fosse un esperimento, è stato meraviglioso, bellissimo, pieno di entusiasmo: sono arrivati tutti, contentissimi. Così quest’anno abbiamo deciso di riproporlo, già un po’ più esperti, infatti eravamo circa 200, felici di essere lì nonostante le difficoltà! Se ti ricordi, il 3 ottobre è stata una giornata di scioperi generali: c’erano in ballo le giustissime manifestazioni a favore della Palestina e, insomma, il nostro convegno, proprio di fronte alla stazione, era un po’ immerso in quell’atmosfera di proteste, al punto che io ho dubitato che saremmo riusciti ad arrivare tutti. E invece, con mia grande sorpresa e gioia, non solo sono arrivati tutti, chi un po’ in ritardo per il treno, chi in macchina dopo aver fatto code, ma la voglia di esserci è stata ancora più forte di quella dell’anno scorso!
Che cosa abbiamo fatto in questo convegno? Difficile raccontarlo, e non credo sia nemmeno giusto portare all’esterno un’esperienza che in molti hanno pagato per poter vivere, non soltanto in termini di denaro ma anche di impegno, presenza fisica ed energia. Spostarsi comporta prendere treni, aerei…c’erano persone che venivano persino dall’estero. Io mi sentivo in un posto sicuro perché avevo vicino a me le mie ancore, ossia il mio splendido team: persone che mi vogliono bene e a cui voglio bene e che mi aiutano nel mio lavoro. È stato tutto molto scorrevole, fluido, abbiamo persino ballato!

Mi è rimasta una sensazione piacevole di calore: è andato tutto molto bene, ma c’è stata anche qualche goccia di veleno. È inutile nasconderlo: quando vediamo qualcuno che fa il nostro stesso mestiere avere più successo di noi, può farci rimanere male. Ci sforziamo, ci impegniamo tanto, magari abbiamo anche più titoli, ma l’altrə fa cose che a noi sembrano più belle e quindi proviamo invidia.
L’invidia è un sentimento doloroso, e per abbassarla cerchiamo di spegnere l’altrə.
Questo episodio ha gettato una piccola macchia nera su un quadro molto bello. Fa lo stesso, ma che cosa si fa in questi casi? Ci si allontana dalle maldicenze di persone che, provando invidia e quindi dolore per non sentirsi abbastanza, cercano di sminuire il lavoro degli altri.

Torniamo a noi! Ci sono stati anche altri eventi molto belli: per esempio, ho fatto un incontro in carcere, e da quell’esperienza a Prato ho imparato moltissimo!
Ci trovavamo all’interno di un laboratorio teatrale che una decina di detenuti frequenta per due ore alla settimana o più, dove lavorano su testi ed emozioni. È stato intenso e molto toccante. Quello che mi sono sentita di condividere con loro è che non c’è tanta differenza tra la me di anni fa, imprigionata in una dipendenza affettiva, e molti dei miei pazienti che vivono una “galera emotiva”, intrappolati in una relazione dannosa.
Da questa esperienza, come anche dal convegno, mi porto dietro gratitudine, dignità, presenza e voglia di comprendere. La vita non è solo luce: ci sono anche ombre. Le ombre sono affascinanti e ci insegnano molto.
Questo mese ho imparato tantissimo e ho materiale per i miei prossimi corsi di aggiornamento, che farò con attenzione e con tanto rispetto per ciò che ho appreso nell’ultimo periodo.
Non mi resta che augurarti una bellissima festa di Halloween, che rappresenta la noche de los muertos: la natura che muore e l’attesa della rinascita, la fiducia che, sebbene ci siano cose che finiscono, ce ne sono anche moltissime che ricominciano.