L’ASSENZA

Aprile
 
Ed ecco che mi ritrovo qui sedia
Seduta sulla mia solitudine
Piena di niente
Più ti rincorro più mi allontani
Più ti cerco meno mi ritrovo
 
Non è te che cerco ma un’ombra
Un’ombra d’amore mai avuto e solo sognato
Voluto affamato mangiato inghiottito
 
Non sei te
ma quel che sei mi riporta a me
A me che sono nulla ma che sazia vorrei essere
E mi cibo di te
Di un’assenza che fa così male che è quasi arte
Sublime
Un dolore così oscenamente aperto che mai, sento che mai,
Si potrà sanare
 
E passano gli anni su questi miei occhi tristi
Cullo la mia malinconia come fosse un figlio cieco e sordo
Lo cullo con il mio amore rifiutato negato sfrattato
 
Un amore inutile
Chissà se è amore poi?
 
Fame
È bisogno è protendersi raggiungere qualcosa che appena lo sfiori svanisce
Per lasciare solo un ricordo
Dolce struggente crudele
 
Cos’è questa cosa che mi annienta e mi corrode l’anima?
Non sei tu
Sono io
Nella mia imperfezione io grido il mio vuoto e lo voglio riempire di te
 
Che non sei
Che non ti dai
Se non per pochi brevi attimi
E poi
Diventi la mia
 
Assenza

L.
 

 

Amati lettori, questa poesia di una lettrice dipinge attimi di riflessione, sentimenti, emozioni che raccontano una realtà interiore ben nota a chi soffre per un'assenza.
Vi invito a leggerla, e a sentirla.
L. ha raccolto in poche righe l'inferno, il dolore, e la lucidità di un momento che nella mente di un dipendente affettivo si ripete infinte volte.
Vi lascio il mio augurio di una Pasqua serena, grata a tutti voi che passate di qui.

Ameya

16 commenti su “L’ASSENZA”

  1. A volte è come se la necessità di con-dividere il proprio fardello dolore donasse la cnsolazione di sentirsi almeno meglio..Come una sorta del costante mezzo gaudio..Nè io leta e nanche tu consolata..Come un gioire nel guardare quel vuoto, spesso riflesso d'una medesima condizione..E' proprio così, chi è felice, non ha necessità di torturare il suo prossimo se mai, trova il modo di stendergli una mano..Ed invece spesso accade che..non si fa altro che far la guerra tra pezzenti..Li a fame d'amore, già..lei non ha altro che il vento e la continua negazione peraltro dovuta..E tu che tieni? La presenza d'un corpo senz'anima da richiamare sempre al dovere di patria per sentirti meno sola..Ci si pose spesso con l'atteggiamento sbagliato e tutto questo osservato dall'ottica d'uno sguardo lucidamente distaccato non può che assumere il giusto senso..Ma poi sarà davvero giusto tutto questo?Si insomma, le unioni a volte finiscono o semplicemente si trasformano ma perseguitare il proprio ex marito e la sua nuova compagna ad oltranza è veramente deletereo, tanto per i perseguitati quanto per il carnefice che vive di riflesso una vita all'interno della quale scopo diverso non c'è..

  2. Ciao ho trovato per caso questa poesia…..e devo ammettere che mi ha suscitato molta commozione…..soprattutto perché è una situazione che sto vivendo come se fossi protagonista di questa poesia…complimenti all'autrice e grazie per il coraggio e la grande capacità messe nell'esprimere questi sentimenti….si sente che sono sentiti con il cuore…

  3. ecco questa poesie esprime il senso di vuoto che da tempo avverto crescere dentro di me….credevo di essere..credevo le persone non potessero capire…e invece non sono sola. è un vuoto che mi inghiotte piano piano…beffardo….come se fossi catturata dall sua presa mi lascio cullare da lui.troppo comodo….dovrei trovare la forza di lottarci una voltaper tutte. mi nutro delle persone…sono le esatte parole che mi vorticano in testa da mesi. mi nutro di te..come vorrei poterglielo gridare….!come vorrei potesse capire. grazie Ameya per questo blog,per questo spazio….che colma un poco del mio vuoto. baci

  4. assenza lacerante, vuoto che non si riempie mai…e l'unico piccolo rimedio è colmare il vuoto con mille altre cose.Direi quasi che al giorno d'oggi un pò tutti cerchiamo di colmare un vuoto…infatti tutti noi abbiamo sempre mille cose da fare, non abbiamo mai tempo…ci hai fatto caso?:)un bacione Ameya…e tantissimi auguri:)

  5. Ti spiego quello che farò..Io amerò se amore in lui è..E continuerò ad amarlo solo se, alla data da lui stabilita si lasceràtrovare, abbracciare amare..Diversamente, io, andrò per la mia stradalui continuerà la sua..Come ritiene opportuno..Ma non permetterò nè a lui nè a te di distruggermi la vita..Le accusele nefandezze ricevute e perpetrate nel tempoal fine di cagionar cordoglio..Egli scrive mi mostrerò come sole impietoso..Schierato a presidio dei deboli..Che dire?Ero una semplice bambina e son cresciuta difendendomi da solacon la sola arma che conosco :"L'onestà"…Per il resto, chi mi ama mi seguiràdiversamente..la parte sua migliore continueà a vivere con noie noi con luima dei quartieri spagnoli e della furia accanita..Non voglio alcuna traccia..Niente, è gente che non m'appartiene e se egli è incapacedi liberarsi d'un passato che ancora desidera tenersi stretto..Ad amare di più saremo stati solo noi..Questo è un dato di fatto..Ma dopo il danno pure la tortura..No..non si può..è inconcepibile solo parlare di dolore e di giustizia dei deboli in costanza di tutto il male perpetrato incessantemente nel corso di tutti questi anni..Se lui è complice, può significare solo una cosa: Ci ha odiati talmente tanto d'aver fatto tutto per esclusiva vendetta…Non si potrebbe a quel punto continuare ad amare chi non ci ha mai amati..Questo è quanto 

  6. Ciao.E' una poesia vera..ci sono lacune in noi e proiezioni sull'altro del quale non sempre siamo consci…Grazie per gli auguri, buona pasqua anche a te!elena

  7. @thewildside hai toccato un punto cruciale! in due righe! complimenti..è proprio così…ci si abitua a uno schema distorto , lo si ricrea, lo si riproduce…si va  a cercae la persona giusta, che calza a pennello…ci si incastra alla perfezione solo con chi ha lo stesso conflitto irrisolto, magari si manifesta con la fuga e nell'altro si manifesta con il rincorrere  ma è uguale…

  8. è incredibile come questa poesia descriva alla perfezione una sensazione che provo da sempre.Ameya, ma può trattarsi di una dipendenza da nonaffetto? piuttosto che di una dipendenza affettiva?O meglio, si può cercare la sofferenza, come solo modo di relazione? e come si fa a spezzare questo circolo?

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