IL GIOCO DEGLI SPECCHI

VEDIAMO L’ALTRO DAVVERO COME E’?

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Una breve storia zen, IL SAGGIO E LE DOMANDE, recita:

C’era una volta un vecchio saggio seduto ai bordi di un’oasi all’entrata di una città del Medio Oriente.
Un giovane si avvicinò e gli domandò:
“Non sono mai venuto da queste parti. Come sono gli abitanti di questa città?”
L’uomo rispose a sua volta con una domanda:
“Come erano gli abitanti della città da cui venivi?”
“Egoisti e cattivi. Per questo sono stato contento di partire di là”.
“Così sono gli abitanti di questa città!”, gli rispose il vecchio saggio.
Poco dopo, un altro giovane si avvicinò all’uomo e gli pose la stessa domanda:
“Sono appena arrivato in questo paese. Come sono gli abitanti di questa città?”
L’uomo rispose di nuovo con la stessa domanda:
“Com’erano gli abitanti della città da cui vieni?”.
“Erano buoni, generosi, ospitali, onesti. Avevo tanti amici e ho fatto molta fatica a lasciarli!”.
“Anche gli abitanti di questa città sono così!”, rispose il vecchio saggio.
Un mercante che aveva portato i suoi cammelli all’abbeveraggio aveva udito le conversazioni e quando il secondo giovane si allontanò si rivolse al vecchio in tono di rimprovero:
“Come puoi dare due risposte completamente differenti alla stessa domanda posta da due persone?
“Figlio mio”, rispose il saggio, “ciascuno porta nel suo cuore ciò che è.
Chi non ha trovato niente di buono in passato, non troverà niente di buono neanche qui.
Al contrario, colui che aveva degli amici leali nell’altra città,troverà anche qui degli amici leali e fedeli.
Perché, vedi, ogni essere umano è portato a vedere negli altri quello che è nel suo cuore.
 
Nella vita si trova sempre ciò che si aspetta di trovare.. perché ognuno proietta all’esterno ciò che risiede dentro di sé.

65 commenti su “IL GIOCO DEGLI SPECCHI”

  1. Ho sempre sostenuto che quando due persone sono in due , dovrebbero in realtà fare conoscenza di 4 persone.

    1) io
    2) tu
    3) l’immagine che ho di te
    4) l’immagine che hai di me

    Forse non ho mai sbagliato troppo
    Ciao
    EXSENSE

  2. Questa storia zen si può interpretare in due modi (che in realtà poi possono essere due aspetti di uno stesso modo).
    Uno può essere quello in cui l’ambiente (gli abitanti dei paesi) sono la “proiezione” della vita dell’uomo, per cui se la vita dell’uomo è malvagia allora anche il suo ambiete è malvagio, e così via, potremmo dire che l’ambiente è come l’ombra di una persona e che se l’ombra “si piega”, si piega anche la sua ombra (un’altra parafrasi di filosofia orientale per spiegare questo concetto).
    Un altro aspetto (che in realtà è la stessa cosa del primo) può essere che l’ambiente (in questo caso sempre gli abitanti dei paesi) sono aspetti del proprio karma, cioè che siamo destinati ad incontrare (o ad ignorare) le persone che sono il prodotto, l’effetto del nostro karma.
    Insomma chi si incontra o non si incontrerà mai dipende sempre dal nostro karma.

  3. Ermete Trismegisto, un mistico egiziano sosteneva che tutto quello che nell’universo è sotto sta anche di sopra e viceversa.
    Ciò che siamo dentro lo proiettiamo fuori e quello che sta fuori lo assorbiamo al nostro interno come una spugna che assorba e rilascia.

  4. dove sta il mondo colorato che cerco e vivo al di fuori del mondo pre-adolescenziale (se proprio lo vogliamo definire)? Fosse facile come guardarsi allo specchio…

  5. Verissimo,gli altri hanno nei nostri confronti l’atteggiamento che noi trasmettiamo a loro.Se amiamo le persone,le guardiamo veramente,le ascoltiamo esse si sentono accettate ,se siamo musoni e malfidenti veniamo allontanati.Le persone sono persone in tutte le parti del mondo!

  6. beh… devo dire che il tuo Blog crea moltissimi spunti di riflessione…
    anche se non sempre sono daccordo col tuo punto di vista, devo dire che leggerti mette le basi per dei pensieri importanti…
    :))

    come questa Storia… spesso pensiamo di essere obbiettivi e di riuscire a scindere ciò che proviamo noi da ciò che vediamo negli altri… tutti in cuor nostro siamo convinti della nostra “buona fede”…
    però credo che Tu abbia ragione… probabilmente riflettiamo le nostre convinzioni, i nostri malumori e le nostre paure proprio sugli altri… convincendoci che siano loro ad alimentarle… quando invece siamo proprio noi stessi gli artefici di certi pensieri…

    grazie… per avermi fatto pensare…
    mi sono salvato il tuo Link… tornerò ancora…
    🙂

    Marco

  7. hai scelto un brano di grande sagezza, condivido pienamente la logica che regge le differenti risposte. Purtroppo ci sono persone che hanno avuto una vita meno fortunata, ed essendo diventate più dure o più cattive, vedono la cattiveria indistintamente in tutte le altre persone.
    Un saluto Daio

  8. @Giorgio l’uomo non è nè sempre buono nè sempre cattivo…c’è tutto dentro di noi..In questo post si rifletetva suil fatto che quando punti il dito..sei sempre tu che vedi allo specchio…sia che vedi bello che vedi brutto..l’altro sei tu…

  9. Proprio vero, ma come si può fare per uscire dallo schema del pensare negativo e rinunciatario quando lo hai succhiato col latte e assorbito in casa per anni? Accetto consigli e prometto buona volontà ;D

  10. E’ davvero una bella storia e molta saggia. Ricordo che un maestro indiano diceva che se credi davvero nell’altro…nella sua bontà, contribuisci a migliorarlo…e nell’ipotesi che ci si stia sbagliando…beh secondo questo maestro la forza del pensiero positivo, e della proiezione positiva di sè, avrebbe avuto il potere di annientare anche la cattiveria dell’altro.
    Se fosse davvero solo così…ci sarebbero atrocità guerre tragedie che tutti vediamo oggi come ieri verificarsi giorno dopo giorno? Ciao Ameya buona primavera

  11. Ho molti dubbi in proposito. Come mai, quando più sei bendisposto nei confronti del prossimo, ti arriva la “stangata” dal sopracitato, invece, a volte, da uno sconosciuto puoi ricevere qualche buona azione.
    Siamo sempre noi che sbagliamo a giudicare le persone, mia cara dottoressa?? con affetto.

  12. Ciò che vedo all’esterno riflette ciò che ho visto prima dentro di me: infatti proietto sempre sul mondo i sentimenti, i pensieri e gli atteggiamenti che mi preoccupano.
    Posso vedere il mondo diversamente cambiando la mia mente riguardo a ciò che desidero vedere…
    Bacio primaverile:-)

  13. Questi sono giorni nei quali, la questione, è diventata vitale, per A-Woman e me.
    Vediamo l’altro davvero come è?
    Mi piace essere provoatorio.
    Ma ciascuno riesce a vedersi almeno solo un po’ per come è?

    Dovrebbe esserci una tensione introspettiva costante, un ascolto di emozioni e dialogo interno che evidenziano i propri limiti osservarli, e su quelli meditare e semmai lavorare.

    Un po’ più complesso, richiede resposan-abilità, anche solo rispetto al pensare: beh, tanto ciascuno vede i difetti dell’altro allo specchio.

  14. a pensare che mi sono sempre chiesta, come gli altri vedono me….

    Non è facile vedere realmente l’altro, se l’altro è un nostro specchio, ma, riflettendoci su, a proposito di specchio: credo che quando la prospettiva è a distanza e quindi più ampia, forse si vede l’altro in una maniera più completa, a meno che non soffriamo di miopia…

    Mi è piaciuta la storia che hai proposto, tra l’altro arriva molto chiaro il suo messaggio.

    Grazie !
    Rondine

  15. Il fatto è che noi non percepiamo semplicemente la realtà, ma la interpretiamo. Filtriamo le informazioni e le confrontiamo con quelle presenti nel nostro sistema. Ne deriva un giudizio, che non è ovviamente la verità, ma quello che a noi pare essere vero.

  16. Sicuramente siamo portati ad attrarre (e siamo attratti) dai simili….. ma sovente vediamo nell’altro anche le proiezioni dei nostri desideri, e così quanto più forti sono queste proiezioni tanto più l’altro ci pare incarnarle.. e ci pare di avere sviluppato una fortissima empatia.
    In realtà siamo sempre e solo noi…. basta voltare lo specchio per rendersi conto della mistificazione

  17. sarà, io credo, anche valido il pensiero per cui tutto accade poichè noi lo desideriamo. attenzione poichè se io desidero non trovare…è proprio ciò che troverò. ciao

  18. Sono impegnata per la tesi, se tutto va ok, in aprile.
    Questa bella favola , me la raccontava sempre la mia nonnina.
    Le favole sono storie di solito molto brevi in prosa o in versi che raccontano le vicende di uno o più animali, ma anche di persone o di cose; sono storie semplici ed immediate disegnano una situazione che si risolve rapidamente. Pochi tratti bastano a fissare la situazione: il racconto particolare arriva subito a conclusione perché ciò che importa non è la storia, ma la morale, un insegnamento che il lettore ricava dalla storia.
    Tu oltre a tutto questo, con la tua delicatezza riesci a ridipingerle.
    Un abbraccio da Greeneyes

  19. già, direi che concordo con questa teoria; o per lo meno con il fatto che vediamo ciò che vogliamo vedere,e questo dipende naturalmente in gran parte da quello che siamo noi stessi…
    ovvero, se siamo di natura fiduciosi vedremo sempre la parte positiva negli altri, sorvolando sulla parte negativa che c’è sicuramente; ed accade il contrario se invece siamo di natura diffidenti…
    occorrerebbe il guisto equilibrio, insomma:)