Ho scelto questo quadro di Chagall per rappresentare la dipendenza relazionale in quanto molto emblematico, a mio parere. La dipendenza in una relazione è un concetto confusivo, uno dei due sembra dipendere dall’altro che appare più autonomo. Osservando questa immagine, chi trattiene chi?

E’ proprio ciò che accade in una coppia intenta nella danza fuga-inseguimento. E’ lui che è aggrappato a lei e non la lascia volare?
O è lei che non riesce a volare perchè si aggrappa a lui?
Chi dei due non riesce a staccarsi?
Ameya
@Accipicchia Susy e io che lo guardo da giorni dove sono stata?
Scherzo, sei andata benissimo, grande osservatrice. Ma… tua suocera?un sorrisone
Eccomii!! Ho finito di fare l’areosol.
:oD
Allora un quadro da commentare? E che bel quadro! Come scrive ULISSEUNO ,che saluto, ricco di simbologie.
Ma cos’è che non è ricco di simbologie? qualsiasi oggetto è investito di significati che noi gli attribuiamo.
I particolari che noto subito sono :
le braccia di entrambi, ben distese, la donna ha entrambe le braccia distese mentre l’uomo no, ma quelle in contatto sono entrambe distese nello stesso modo.Lei sorride mentre l’uomo ride proprio.
Due paesini sullo sfondo. Quello dietro alla donna più lontano mentre quello dietro all’uomo più vicino.
Una tovaglia , bottiglia e bicchiere.
Nessuno regge nessuno e nello stesso tempo entrambi si reggono nello stesso identico modo. Non fa differenza se uno vola e l’altro no.
I paesini dietro rappresentano le rispettive famiglie di origine, più lontana quella di lei più vicina quella di lui. Segno che lui il cordone ombelicale non l’ha tagliato del tutto,o proprio per nulla.
Oppure, il paesino più lontano rappresenta un passato, non proprio burrascoso, ma con dei colpi di scena mentre quello più vicino alla coppia un presente-futuro sereno, simile al periodo matrimoniale prima della burrasca, periodo di assestamento.
La burrasca è rappresentata da quella specie di chiesa sul rosa, quasi trasparente in fondo.
Il fossato in mezzo può essere una specie di linea di demarcazione che sottolinea il nuovo periodo sereno.
I vestiti hanno dei giochi di chiaro scuro simmetrici, per me, indicano completezza ma nello stesso tempo individualità.
Tovaglia, bottiglia e bicchiere sono le concretezze , il cibo che ci da nutrimento, ma anche gioia di condivisione, nutrirsi l’uno dell’altro.
Mi pare basta.
Come sono andata?
Dottoressa sono recuperabile?
:o))
BACI BACIII!!
@Ulisse credo nonsia stabile l’equilibrio che si crea, ma una danza in continua evoluzione, ci sono momenti e movimenti incui uno guida e l’altro si fa condurre…poi vice versa..se è sempre statico diventa unilaterale e la coppia si squilibria..
un abbraccio
Quadro stupendo, ricco di simbologia, come dimostrano i cento diversi commenti che l’accompagnano. A riprova della ricchezza della nostra individualità. Che bello! Cosa ne penso io? nella vita di coppia, anche fra due caratteri forti, alla fine l’uno prevale sull’altro, fosse anche solo inconsciamente. E quindi sempre, anche in amicizia, uno ha bisogno dell’altro e si lega ed è legato dalla necessità dell’altro. Un poco tortuoso ma spero di essermi spiegato. Un bacione di simpatia
@Grazie Julka per il tuo animo poetico
@Luiperme ci può stare reciprocità certo..
@Trinakria bellissima la citazione di Pessoa!
@Bango era Platone ma come già detto qui ci ha fregati..con la storia della mezza mela, è meglio se ci consideriamo interi e complementari, ma unici…
@Grazie Dentroletuevene, sei molto gentile
sei adorabile ameya …
Ma non eravamo una cosa sola, uomini e donne, tanto tempo fa? Non siamo stati separati dagli dèi facendo di un essere solo due persone?
E’ così difficile, staccarsi, che forse aveva ragione quel greco…
Bye.
Friends18.com Emo Images
Un dipinto [conservato nel Museo di stato di S. Pietroburgo] che in realtà raffigura due innamorati che sono trasportati in una realtà fantastica in cui traspare la gioia sognante e serena dell’amore. Il pittore [che si auto-ritrae] dedica l’opera alle donne, in particolare a colei con la quale trascorrerà più di quarant’anni di vita… Poi, ognuno ci veda ciò che la propria fantasia suggerisce.
Il termine DIPENDENZA può avere diversi significati [anche solo bisogno/relazione] ma qui si vuole intendere una condizione patologica di subordinazione/sottomissione, in particolare quella derivante da rapporti umani. Penso che una relazione fino a quando alimenta e accresce il proprio benessere può non essere considerata patologica, mentre se compromette gravemente la qualità della vita e annulla il proprio io [autodistruzione] è rischiosa. Non sottovalutiamo la dipendenza dai genitori o dai “capi carismatici” che sono altrettanto pericolose e ci sono – forse – più “vittime” di queste ultime…
Restare – comunque – padroni delle proprie scelte fino a che punto è possibile?
“Solo nell’illusione della libertà la libertà esiste.” [Fernando Pessoa].
ci può stare la reciprocità?
come una stella binaria.
lo so, poi c’è stella e pianeta; e anche pianeta e luna!
@Tarta confesso che ogni tanto riguardo l’immagine, dopo che qualcuno dice la sua..e ci trovo sempre spunti nuovi…ad esempio ora mi è venuta questa immagine:
e se lei rappresentasse il tramite per la spiritualità?
il suo vestito è del colore di una chiesa..l’uomo è circondato da cose materiali..e tiene un volatile per le ali..facendosi trasportare da lei..lui è sollevato da terra o appoggiato?
pensare che ho messo questo quadro istintivamente…e ora più lo guardo più mi parla…
@@@@@vero molto divertente osservare come in un caleidoscopio di opinioni, grazie a chi passa di qui!
indubbiamente una immagine e una domanda ad essa correlata scatenano incredibili diversità interpretative. Bella questa cosa!
Dolce notte stellina…
kiss
Il concetto non porta alla domanda, è la domanda che pone il concetto che porta alla prospettiva del punto di vista.
Ameya, chi non ne ha sofferto o goduto almeno un po’ nella sua esperienza?
un blog molto interessante, complimenti
Quando un individuo, ha poca autonomia ed autostima, di fatto tende a dipendere da chi gli stà vicino. Poi dipende dall’altro/a capire che il prossimo ha bisogno di essere più libero. Cari saluti.
E’ una bella immagine di co-dipendenza reciproca.
Molto frequente fra le coppie ma anche negli ambiti famigliari e soprattutto fra madre e figlio adulto, spesso maschio.
Splendido blog, complimenti!
Un saluto, Monica
@Grazie Rossella, coglieremo il tuo suggerimento anche se ne abbiato già parlato del mondo virtuale su questo blog, e c’è un post su chiedi chi erano i bloggers..ma ne riparleremo presto grazie! molti però lasciano acceso il pc come per scaricare musica ecc ma fanno magari anche altro…
Salve,il tuo blog é davvero interessante.Capita raramente imbattersi in blog di questo calibro,con tematiche di questo tipo.
Visto che usi splinder ed il blog per divulgare queste informazione di carattere psicologico potresti anche affrontare la tematica della dipendenda da internet-blog che noto(per lavoro) essere alquanto diffusa tra gli splinderiani(molti sono connessi 24h su 24).
Potrebbe essere d’aiuto un post di tal genere a tutti coloro che ti commentano.
Complimenti ancora per il tuo lavoro.
Saluti.
Rossella D.
@interessante Tarta!
Ho un attimo di pausa e allora torno al quadro e a quello che mi ispira.
La prima ipotesi e che lui voglia farla volare come un aquilone, lasciandola libera di seguire il vento ma tenendola ancorata stabilmente a sé. In questo caso quali sono le tecniche che usa? Forse il simbolismo del nido familiare, rappresentato dalle case che non sono vicine eppure ci sono.
La seconda ipotesi è che la voglia vivere in parte lontana da sé e dalla sua individualità.
Infatti non la guarda mentre rotea, guarda piuttosto davanti a sé. E lei sembra accettare a malincuore questa esclusione, guardando a sua volta un punto indefinito e non lui ma non con la stessa espressione soddisfatta.
Insomma questi due sono legati da una mano ma rimangono ben distinti, separati.
In fondo, distinta dalle altre, c’è una chiesa rosa, sembra la pallida copia dell’abito di lei, forse significa qualcosa che non so dire bene. Ma non mi rimanda una sensazione positiva.
Si, io credo che ognuno debba avere i suoi spazi perché possa fare nuove scoperte e poi portarle indietro, nella coppia, per alimentarla di cose nuove, nuovi stimoli.
Forse rischioso ma molto meno del soffocamento che alla fine fa scappare.
Io partivo il lunedì e tornavo il venerdì a casa…, mai approfittato delle occasioni, i problemi non sono stati mai legati all’assenza ma eventualmente alla qualità della presenza.:-)))
@Neanderthal nulla di nuovo tu fai l’anti-dipendente..leggiti il post sulla dipendenza affettiva…tu fai l’altra faccia della medaglia…uguale e contraria, necessaria e funzionale alla danza….
Io vivo il contrario della dipendenza, sono spesso solo e non cerco legami perchè mi hanno causato dei traumi in passato.
ciao Ameya,mmmm perche ogni tuo post è un colpo al mio amorproprio!!io malgrado sia un’orso,con ogni donna che ho avuto diventavo un’agnellino totalmente dipendente da lei!!si sono un donnadipendente,e ora che sono solo mi sento perso!!è grave!!speriamo di no!!ciao Amelya un saluto da BEAR CONFUSO ciaooo
a me sembrerebbe dire che lei vorrebbe volare, ma lui la tiene in sospeso come se dipendesse solo da lui…ciao, un bacio
@@@@leggo con estremo interesse tutte le varie versioni, anche perchè nessuno potrà mai dire che non è vero 🙂
Tutto dipende da come si interpreta il volare. Come liberazione? Allora è lui che trattiene egoisticamente lei. Come caduta nel vuoto, come infinita vertigine? Allora è lei che disperatamente si aggrappa a lui. Ma io preferisco vedere nell’immagine un gioco: adesso è lui che la fa volare; fra poco sarà lei a far volare lui. Un gioco leggero e adolescenziale. Un gioco erotico.
io fatico più ad aggangiarmi, sai?
Tutto ciò che rappresenta una situazione d’equilibrio appartiene al passato, il resto è squilibrio dato dalla casualità ed incapacità d’intervento. Vale la pena domandarsi chi non riesce a staccarsi? o forse chi non riesce a volare? perchè anche cadere è un volo inverso, e nell’amore, ogni emozione ha le sue ragioni, tranne quella di metter radici.
TENGO A PRECISARE PER L’UTENTE ANONIMO CHE MI HA INVIATO UN COMMENTO CON MINACCE SPACCIANDOSI PER IL DOTTOR MARCO B. , CON CUI SONO IN CONTATTO, CHE SPACCIARSI PER UN ALTRO IN RETE E FARE MINACCE E’ REATO GRAVE. INOLTRE E’ MOLTO FACILE RINTRACCIARE UN IP ANCHE SE L’UTENTE ANONIMO CREDE DI RESTARE TALE, IN REALTA’ NON LO E’. FORSE UN MITOMANE? FORSE UNA PERSONALITA’ DISTURBATA? UN INVIDIA INUTILE E STERILE?
PER QUELLO CI SONO I TERAPEUTI. DA PARTE MIA HO PIU’ VOLTE PRECISATO CHE QUI SI RACCOLGONO PARERI E STORIE VISSUTE. IL MIO PIETOSO SGUARDO ALL’UTENTE ANONIMO, CHE SI SPACCIA PER UN ALTRO.
@Ottima osservazione, Aitan, ne riparleremo.
A volte è difficilissimo affrancarci dall’altrui dipendenza. Io temo di essere così, una persona dipendente dalle persone che dipendono psicologicamente da me. Un dependence-alcoholic, per così dire. La dipendenza degli altri da noi ci dà un senso di superiorità, o semplicemente un senso, cui non riusciamo a rinunciare.
@Ciao Lilia, era tanto che non ti vedevo che piacere!
Non potevi scegliere quadro migliore per rappresentare la dipendenza reciproca dei due.
Il mio Sorriso di Luce
Lilia
@Cuore mi trovo molto d’accordo con te 😉
Sono reciprocamente dipendenti…
io li vedo così! Lui ha bisogno della fantasia e lei di radici…
Un sorrisone:)))
Grazie…fa piacere parlare ed essere ascoltati, soprattutto da persone serie XDXD
@Grazie Lù
@Grazie Clock Clock per ricordarlo anche qui!!
@UN bacione a Viareggio!!
@Pensieri…parli da uomo consapevole e maturo..
@Jul..se ti riconosci in lui sei o vuoi restare ancorata alla razionalità…forse nella vita pratica, poi sappiamo come e cosa scateni nella scrittura .-)
@Brava Tarta se riesci a lasciare spazio..che ossigenazione nella relazione!!!
Donna dai piedi per terra?mmm…
Un fiocco per te
Giornata mondiale dedicata alla lotta contro l’Aids
;-))))
la sai una cosa? quando mi sposai mi regalarono un quadro , una serigrafia , che dissero, rappresentava questo: una donna che correva e un uomo che la inseguiva tenuto per mano, noi due, secondo l’amico comune.
Fu preveggenza, e chi ci pensava a questi meccanismi? Io mi vedevo al contrario addirittura!
Chi si mette in questa condizione di passività di certo rinuncia anche a dare e non so quanto riesca davvero a ricevere, per via della chiusura “alla vita” che dimostra.
Ma anche l’altro alla fine si stufa!!!
Cioè ci si stufa a essere sempre “trascinatori”
Io, ora mi sono accomodata un pochino, lascio fare, libero spazi .
E si vedrà :-)))
eppure, sono fermamente convinto che nel crescere, inteso come autoaffermarsi personale, una tappa significativa sia quella dell’imparar, nel relazionarsi rispettoso, a goder della vicinanza di un altro essere umano, del tutto intima e gratificante, in quanto completa.
Serve tempo e serve impegno: entrambi sapranno volar molto in alto, mantenendo i piedi saldamente al suolo.
Bello spunto di riflessione, il tuo post, come sempre.
Un baciotto da Viareggio sotto la grandine!
Per il quadro del post…
per me è lei…
Lui è saldo in terra..lei vorrebbe volare via..
ma la mia è una psicologia molto spicciola lo so..
… vola alto solo chi osa farlo*
Lui mi sembra molto ancorato alla terra… lei è prigioniera della sua morsa … ihihiihhi
bacio grande stella*
buona giornata
@Novadiana…solita domanda che mi fanno qui mille volte…
ripeto la stessa risposta: quanto?
quanto non riesci a vivere da uno a cento senza l’altro?
lì capisci quanto dipendi…io posso amare e sapere stare con me stessa, mi sento intera e non mi aggrappo…se non so vivere SENZa…allora non è amore ma altro!
tutto abbastanza giusto, ma ci sono persone che non riescono a vivere senza la persona che amano, la chiami dipendenza? può essere, però a mio avviso si chiama amore.
@grazie Fabio
@Simone…anche a me!!! :-)))
Sempre interessante
Accidenti a te: mi sembra di averli tutti, i tuoi maledetti disturbi 😛
@JUl donna dai piedi per terra???
@Forcarnival qui il tuo sfogo è accolto
..Chagall..
@ Kairosh si parla di COMORBILITA’, più patologia associate…
@@@grazie a tutti, certo che mi potete linkare o aggiungere come amica, qui sono tutti benvenuti coloro che sono interessati a queste tematiche, spesso visito profili, sono alla ricerca di dati e analizzo comportamenti, non vi spaventate però se mi vedete sui vostri blog!!!cerco solo spunti per argomenti di indagine. NOn significa che siete affetti da alcuna patologia!!!
un sorriso
Splendido il quadro di Chagalle e splendida questa “puntata”. Oh oh oh. Mi vieni in soccorso. Tante volte mi sono chiesta cosa spinge un uomo (essendo donna ho questa esperienza) a rimpiazzare la compagna nell’arco d’un tempo brevissimo. Ma si sa che siamo abituati a vedere la pagliuzza nell’occhio altrui, dimenticando spesso la trave che sta nel nostro. Quindi mi affido al quadro e a qualche ipotesi che dia significante a me stessa.
Nel quadro mi raffiguro in lui. Cosa vuol dire? Magari nulla.-)
Buona notte Doc^
…mmh…più o meno come mi sto sentendo in questo momento.
E’ la parola affettiva, la comprensione e l’ ascoltare che spesso non viene riscontrato nei, per così dire, affetti famigliari e d’amicizia.
Per cui l'”essere in qualcuno” che noi crediamo ci possa capire porta a identificarci con quella persona.
E’ quando si viene abbandonati da quella persona che ci fa sentire, scusa il termine, di merda.
Mi ha impressionato l’aspetto legato ai sintomi che questo genere di persone hanno: c’è una stretta relazione oppure che soffre di disturbo di ansia generalizzata può non rientrare nelle casistiche di questo post?
ciao grazie
[ ma guarda che blog interessante che hai!!!! ti scoccia se ti segno come amica? così me lo leggo per bene…. ]
@un sorriso Maluan..a prorposito di proiettare la propria esperienza inciò che si vede , interessante!!
… lei non vuole volare, ha paura delle incognite, ma allo stesso tempo non desidera che lui lo sappia è un modo come un altro per far si che lui viva in un costante complesso di colpa; cercherà infatti di compiacerla e di soddisfarla in tutto continuando a rammaricarsi per il fatto che: “lei vorrebbe e potrebbe volare, sono io che non glielo permetto” … così facendo lei conquisterà due piccioni con una fava … classico di certe donne …
oh!
un bacio
Maluan
Anche il tuo blog è molto bello e interessante..
grazie per la visita..
ho letto qualcuno dei tuoi post..
interessante questo argomento.
E’ spiegato cosi bene !!
grazie a presto…tornerò di sicuro!!
ciaooooooooooooooooooooooooooooo
bellissimo il quadro che hai scelto e del commento che hai fatto …per non parlare della dipendenza ossessiva non rara da riscontrare
un bacio
e……se invece fossero le due opposte parti di una stessa persona?
una vuole volare e l’altra invece tiene i piedi ben in terra……ma nessuna delle due lascia l’altra perchè sa di non poterne fare a meno.
@ Morellina, Valeria, Cioccolata grazie delle vostre parole. Interessanti i vari punti di vista!
@Soul interessanti le tue osservazioni.
@Daniele ciò di cui parli è EGO non autostima…non so…
la mia era ovviamente una domanda retorica..nel senso che la psicologia tende a semplicare e a dare definizioni da wikipedia e a rendere ogni cosa catalogabile..ma non credo onestamente che tutto sia così limpido e chiaro ed è complicato distinguere la dipendenza dall’amore per esempio..l’amicizia dall’amore..e l’amore da se stesso, vale a dire che tante volte capita di amar più una persona che se stessa, la cronicità nasce dall’esigenza di non aver autostima? questo non lo so..semplicemente perchè il termine autostima è inflazionato..ci sono persone che si autotimano tantissimo ma sono dei dementi completi..spesso pure ridicoli e spesso molto più dipendenti da altri e soprattutto dalla propria immagina allo specchio..quindi credo che le origini di questa patologia sia più profonda rispetto a quanto detto dalla psicologia.
Sembrerà banale, ma credo sia lui a tenerla nel quadro. Sono arrivato a questa conclusione dopo aver notato l’uccello nella mano destra dell’uomo e poi, mi sembra, il vestito della donna alla fine assomiglia a delle piume.
E poi, forse sbaglio, quell’uomo è un collezionista, perché vedo una pila di oggetti di fianco a lui.
Quindi è lui ad essere dipendente dalle sue cose, e del resto la società ha come obbiettivo la dipendenza del consumatore a cose a cui potremmo rinunciare, dipendenze a volte pericolose (come alcool e fumo) a volte banali (come avere dei capi firmati, o farsi la lampada tot. volte alla settimana).
Ma quando si parla della dipendenza che sorge tra due persone innamorate (ma forse solo in apparenza) allora le cose si complicano e, sinceramente, non credo di avere abbastanza conoscenze per parlarne, anche perché, con questo post, hai riassunto molto bene.
Buona Domenica.
Non sarà mica un caso che ti “incontro”… proprio ora che sto per fare il mio primo seminario di costellazioni e che ho iniziato una terapia che utilizza questo strumento per aiutare i pazienti ad abbandonare o elaborare certi schemi…
E’ interessante la lettura dei tuoi post. Tornerò.
a presto
c.
é bello, questo quadro di Chagall che hai scelto…sono molto belli i colori:)
Chi trattiene chi? secondo me, si trattengono tutti e due; é la loro modalità di relazionarsi…magari é sbagliata, ma é quella. e non si staccano l’uno dall’altro; é un pò come se uno fosse necessario all’altro e viceversa.
basterebbe solo che ammettessero questo, e forse la loro relazione diventerebbe più “normale”…ma lui ama farla volare, e lei ama volare:)
riguardo ai disturbi di dipendenza, credo che un pò tutti ne abbiamo, almeno uno piccolo; io sono sicuramente dipendente dal fumo, tanto per dirne una…e non solo, sicuramente:)
forse qualche piccola dipendenza é quasi normale, al giorno d’oggi; l’importate é forse vivere conoscendo queste proprie debolezze, ed accettarsi così come si é, con le nostre fragilità…
Chagall…. gli vedo entrambi felici…. ugualmente…. non penso che uno dipende dal ‘ altro , ma penso che entrambi si suportano… mi sembra una ”balancia”…. tra due… e cosa si ”offrano” un a altro….
( mi chiedo , mentre tutte le case verde c’e’ anche quela ”rosa” – e’ una chiesa?… mi da ancora un significato… propio- amore!!)-
Tutti abiamo qualche ”dipendenza”….ne sono tanti tipi di quelle, che hai gia spiegato… ( caffe, internet, ”cibo”, sostanze, sex, tv, musica, giornali,amore… ecc ecc)
Dici che tutti abbiamo un tipo di BPD… qualche disordine di ossesivo -compulsivo? …. mi sa che ”oggi” sia difficile evitare qualche ”ossesioni” … troppa media in torno a noi… troppe ”tentazioni”… e poi .. chi si accorge che ha una ossesione compulsiva?? Sia difficile capire … perche e’ una linea molto ”fina” tra ”abbitudine” e ” compulsione ossesiva”….
penso che sono poccissime( anzi non esistente) le persone che non hanno una ”ossesione”….
dici che tutto sia perche mancha
”l’ amore” di qualche tipo?
Non e’ tantto semplice amare se’ senza sapere come e senza capire se’….( o sia importante prima capire ”altri” per capire/imparare come capire e amare se’???)
Dici che ”egoismo” si puo ”trattare” come ” amare se’ ?” ….
Mi stupische quante persone pensano che si….
Ecco … provato in ”italiano” … ma non riesco trovare tutte le parole in mio vocabulario ”limitato”….
buona notte….
Ti lascio un saluto cara….
Brassen
Felice weekend anche a te stellina…
Lasciando un pò perdere l’argomento vorrei dire la mia sull’immagine…
Io vedo l’uomo che aiuta la donna a volare. Lei ha bisogno di lui e lui lo sa. Sarebbe bello volassero insieme, perchè uno solo deve poter volare?
Ecco, qui sono più nel “mio”. E ci ho pure “lavorato” parecchio. Cara Ameya, io sono una ex dipendente affettiva. Ovvio che ognuno, dai suoi problemi, ne esce a suo modo, non penso esista un “metodo” standard (a me è servita l’analisi transazionale, ad esempio e l’abitudine a scrivere per entrare in me stessa e dare un volto, un nome alle sensazioni). La mancanza di autostima, specie se “coltivata” sin dalla primissima infanzia, può rovinarti la vita: non ho potuto recuperare proprio tutto, ci sono cose che ad una certa età non sono più possibili…ma ti assicuro che ho ri-avuto moltissimo, magari non secondo i canoni della società in cui viviamo, ma secondo i miei… :)) Sono felice, ecco. E soprattutto serena interiormente.
Quanto al quadro, lo guardo e sorrido: si presta tantissimo alla “proiezione”. Mi ricorda il passato, questa donna sospesa e inespressiva, incapace di avere un’espressione tutta sua,che guarda (quanto sono spenti, tristi, quegli occhi!) senza vedere, mentre l’uomo non la guarda nemmeno…sono due che hanno gli occhi aperti ma non vedono niente, soprattutto non si vedono loro.
Sai, Ameya? E’ bastato che lei cominciasse a “vedere” e tutto è cambiato: il suo cambiamento ha provocato il cambiamento dell’altro. Diciamo che finalmente l’uomo e la donna si guardano negli occhi ed hanno imparato l’uno la lingua dell’altro: si vedono e si parlano.
Tutto nasce dall’imparare a conoscersi, migliorare quello che è possibile migliorare, accettarsi, e volersi bene: cominciando da se stessi. Poi viene tutto il resto:ama il prossimo tuo come te stesso, non di più ( e non “prima di” e neanche “meno di”).
Un abbraccio.
so di cosa parli…. anche questo fa parte del meccanismo delle dipendenze, ed è un’impostazione che ha a che fare con le relazioni sociali in genere, con la percezione del potere,, con la soddisfazione intima di cui anche all’altro post.
anche nelle situazioni non patologiche, questo attenggiamento mentale è pericoloso, estremamente diffuso secondo me.ha a che fare con la percezione dell’esistenza stessa, con l’attenzione verso gli altri e lo sviluppo del mondo in genere…
la sto facendo troppo grande ? un caro saluto…. sei forte.
leoallaricerca
Interessante!
Come sempre…
Ci mediterò un po’ su.
Saluti
potrebbe questo tipo di stato causato da personalità oppressive frequentate in giovane età sia in famiglia che al di fuori…
Amo Chagall…Tra i due vedo lui che tiene lamano di lei e sorride felice di tenerla, lei è lì assorta e non riesce a volare e si perde nel mondo dei suoi pensieri.Viola
In tutta onestà io non riesco a vedere uno che tiene l’altra….sarà che vivo i rapporti qualsiasi essi siano come qualcosa dove entrambi sono sullo stesso piano…..non vedo un dominatore e un sottomesso…ma vedo due persone che decidono di compiere un percorso insieme….camminando uno accanto all’altro….e sempre pronti a darsi quella mano quando uno dei due può cadere….
Dipendenza è mancanza di amore per sè….se manca l’amore per sè non si può amare gli altri….è tutta una catena alla fine….
Bellissimo post…..come sempre
Bì
ciao, grazie per la visita. qui è molto interessante e istruttivo. tornerò. buon week end
Non ci stiamo capendo Daniele…hai letto il post DIpendenza affettiva in questo blog?
Se questo non lavora prima su di sè per diventare autonomo non saprà mai stare con se stesso , ma non l’isolamento la conseguenza, sarà un altra dipendenza, da internet, da blog, da fumo, da alcol, la persona dipendente s aggrappa pechè non sa stare o fare da sé…Autostima? Trovi la definizione su wikipedia. Spero di esserti stata utile. Su questo blog non propongo ricette, o soluzioni, che sono sempre incentrate su un individuo con un rapporto terapeutico a tu per tu, solo spunti di riflessioni…
ok..ma questo sarebbe un comportamente privo di disfunzioni..ma se assodiamo che il soggetto è dipendente..quando per qualche motivo rimane solo e impotizziamo che non cerchi una sostituzione della persona da cui dipende..avrà comunque problemi relazionali che lo isoleranno dalle persone che ritiene adatte a soddisfare la tua necessità no? intendo questo come isolamento..poi, l’autostima in cosa consiste esattamente?
@@@@ So perfettamente che ognuno vede ciò che gli è più consono o ciò che riflette il suo mondo e le sue esperienze, o lo stato d’animo del momento..se sono felice vedrò i due che giocano , se vivo un rapporto dove lui non mi lascia andare vedrò lui come un carceriere, se invece sono estremamente infantile e dipendente vedrò lei come non autonoma, che non riece a volare perchè deve tenersi stretta a lui..e così via…sono molteplici e interessanti le interpretazioni..tuttavia è affascinante la molteplicità delle visioni..grazie!
si puo’ fare uno scambio …? a volte la donna tiene gli ormeggi a terra. le toro hanno infilato le mani nella terra e non la lasciano mai… un pesci o un cancro invece possono soffiarle verso il cielo. ma è una meraviglia comunque. l’importante è volare…
Le responsabilità pesano per chi non se ne vuole assumere e chi agisce così cade nel tranello di condurre una vita ripetitiva, commettendo i medesimi errori con l’apparente sicurezza di non essere vittima di cose sconosciute e chiudendosi sempre di più ogni volta che va sempre peggio.. Questo modo di pensare è come un pendolo, poiché quello che si evita torna indietro!
Scaricare tutti i propri dubbi, le proprie incertezze su un soggeto considerato come “sicuro di sé” può rivelarsi negativo, a mio avviso, in quanto il soggetto “insicuro” non ha voglia di controbattere le posizioni di quello “sicuro”, se si verificasse uno scambio di diverse opinioni.
Psicologicamente, se si verifica una rottura, è ovvio che capiti il rimpiazzo, come avviene spesso nelle amicizie: rompi con qualcuno, assimili quanto è capitato e piano piano ricominci frequentando nuove compagnie.. Nel momento in cui assimili però, è bene trovare il modo per fare pace con sé stessi, altrimenti non si è mai in pace con il mondo!
In un rapporto amoroso, chi dei due impedisce all’altro di volare? Chi dei due ha più carattere? La risposta è: tra i due c’é sempre chi è attivo e chi è passivo, chi domina e chi subisce, chi guida e chi segue, e così via!
Sliver
io non vedo nessuno che tiene l’altro. li vedo sorridere, stanno giocando, amoreggiando. Le mani non sono strette, le vedo aperte, ma io so anche un pò miope però :-))) Mi piace leggerti e lo faccio anche se non commento. Brava. Ho mandato il link del tuo blog ad una persona, ma si è rifiutato di leggerti. Sarà un segno?
Il quadro illustra meravigliosamente quel che dici. Complimenti per la scelta e il bel modo di spiegare. Aloha
@Verissimo Laosan…Prima ama TE stesso, non è Egoismo, ma amore vero ACCETTAZIONE , AUTOSTIMA..poi se lo sai fare allora saprai amare l’altro…
ho copiato e stampato il tuo articolo sulla dipendenza affettiva e sono riandato alle tante discussioni sul vero amore che è un essere tutto per l’altro, tutto per il bene dell’altro eccc.anche il cristianesimo ha le sue colpe nell’esaltazione di un amor in cui chi ama si fa vittima dell’amato.. eppure Cristo ha detto :” ama il prossimo tuo COME te stesso” nè di più nè di meno ma come
@autonomia per te è sinonimo di isolamento? La vera relazione è quella dell’interdipendenza, so stare CON te E anche SENZA di te, so stare bene con ME.
ma l’effetto di questo “controllo” delle fragilità no potrebbe difatto portare all’effettivo isolamento con cui il soggetto inizia a convivere?
@ Daniele i disturbi di personalità sono come dire una “patologia” costituzionale, si formano con lo sviluppo della persona, e sono difficili da trattare, si cronicizzano, però ci si impara a convivere e si possono arginare i disagi creati, ad esempio nello specifico, la persona con disturbo dipendente di personalità avrà nella sua vita ricorrenti e costanti paure , dell’abbandono, del bisogno di essere rassicurata allo spasimo, di conferme e ricnoscimenti ecc. Tuttavia potrà lavorare sull’autonomia, sull’autostima e riconoscere le proprie fragilità imparando a non farsi travolgere da esse, riuscendo così a funzionare in modo efficace nonostante questo suo bagaglio di idee, vissuti e correlati che la portano alla “dipendenza”.
Ma questo tipo di comportamento è in un certo senso generico..o può generarsi durante la vita di un soggetto? ha una causa scatenante?
grazie anche da parte mia!
passa da me non appena riesci..ho aggiornato..ciau
grazie per lo spunto di riflessione…
un bacio