IL DOLORE DELLA SEPARAZIONE

NE’ CON TE NE’ SENZA DI TE

Normalmente le relazioni amorose nascono da una attrazione fisica, intelettuale, o da affinità elettive. Possono sbocciare da una infatuazione improvvisa o da una precedente amicizia. Talvolta si trasformano in innamoramento e successivamente in amore, rispetto reciproco, supporto, sostegno, fino ad arrivare ad un progetto di vita in comune. E le relazioni finiscono. Per molteplici ragioni. Alcune durano tutta una vita, altre hanno le caratteristiche di un incendio che brucia l’anima. Talune sono devastanti e disfunzionali. O sembrano essere un’ossessione. Un’ossessione infinita da cui non ci si riesce a liberare. La persona lasciata può diventare persecutoria non accettando la fine della relazione, fino ad adottare comportamenti molesti, mettendo in atto minacce ricatti, appostamenti (STALKING). Uno dei due sente il bisogno di proseguire in altra direzione ma l’altro non riesce a lasciarlo andare. si sente dilaniato dalla separazione, dal rifiuto. Si innescano allora copioni distruttivi dove la coppia entra in un circuito nevrotico da cui sembra non riuescire ad uscire. La persona che vorrebbe andare si sente sopraffatta da richieste, suppliche, alternate a minacce (non raramente insulti) e oscilla tra senso di colpa e rancore per non riuscire a liberarsi. Vorrebbe riacquistare la libertà e riappropriarsi di spazi individuali. Ma l’altro non accetta di essere lasciato. Cerca così di vincere una guerra che non ha nulla a che vedere con l’amore ma con HYBRIS, l’arroganza di chi vuole vincere a tutti i costi, di chi non può permettersi di riceve un no. Ego ferito, orgoglio, non sapere tollerare la frustrazione trasformano il partner abbandonato in un "boia", una vittima lagnosa. E il risultato ottenuto sarà l’esatto contrario. Invece di amore otterrà ancora maggior rifiuto.

Ameya G.Canovi

fallenangel

Se ami saprai che tutto inizia e tutto finisce e che c’è un momento per l’inizio e un momento per la fine e questo non crea una ferita. Non rimani ferito, sai che quella stagione è finita. Non ti disperi, riesci a comprendere e ringrazi l’altro: “Mi hai dato tanti bei doni, mi hai donato nuove visioni della vita, hai aperto finestre nuove che non avrei mai scoperto da solo. Adesso è arrivato il momento di separarci, le nostre strade si dividono” Non con rabbia, non con risentimento, senza lamentele e con infinita gratitudine, con grande amore,con il cuore colmo di riconoscenza. Se sai come amare, saprai come separarti.

OSHO

 

Ringrazio la cara e dolce Jul di questo riconoscimento

premio artehttp://argeniogiuliana.splinder.com/

 

 

 

 

Premioamicizia

Ringrazio Luigi Bortolo per questo amorevole premio http://fiorirosafioridipesco.splinder.com

 

premio 3Ringrazio,onorata, Dora Fiorino http://doraforino.splinder.com/ per questo gradito premio.

 

 

 

premio arte2Ringrazio  Oceanografa http://sognandolaustralia.splinder.com/ per il premio ricevuto, il perchè sono qui è ampiamente esplicitato nel mio profilo. Come ogni premio ricevuto finora, mi onora. Lo dedico a tutte quelle voci che animano questo blog, con le loro testimonianze  e le loro opinioni arricchiscono la mia anima.

Ameya

130 commenti su “IL DOLORE DELLA SEPARAZIONE”

  1. Quando l’ uomo che amavo mi ha lasciata voleva necessariamente dirmelo in un momento in cui ero estremamente fragile e confusa.
    Quando è venuto a parlarmi l’ ho fatto parlare meno di dieci minuti: ha detto qualche frase confusa e folle: non so cosa mi succede, sei l’ unica persona che ho presentato alle mie persone care, etc etc, io credo di amarti…
    A quel punto, non so cosa mi è preso: gli ho detto: fa niente, continua la tua vita nel tuo paesino ed io continuo la mia nel mio…
    Lui ha tentato un imbarazzato: mi manchi.
    Sono andata via.
    Più o meno è andata così.
    Era la prima volta che rispondevo a quel modo.
    La volta precedente ho strisciato, implorato, cercato il dialogo e l’ effetto è stato esattamente quello che hai detto tu.
    Quando sono riuscita a razionalizzare un pò tutto ho capito che per me era importante affrontare il dolore della separazione proprio con lui.
    Cosa che purtroppo non è avvenuta perchè lui è scomparso.
    Ho malcelato il mio livore per poco tempo, poi ho capito che se non ci fosse stata questa storia, nel bene e nel male non avrei capito tante cose di me con cui ho cominciato a dialogare.
    Morale della favola: nell’ ultima mail che gli ho mandato l’ ho ringraziato con delle parole, credimi, del tutto simili a quelle che ho appena letto, di Osho. Che per altro, non avevo mai letto.

  2. @Roby se l’hai concessa non eri determinato a tenere un confine..chi dice basta ha diritto di andarsene sereno, chi viene lasciato ha dirittto di soffrire, chi insiste oltre non accetta, chi cede è in qualche modo ancora invischiato…

  3. Qualche volta la separazione può essere anche accettata,magari non compresa,ma accettata.Succede però,che anche se tu vuoi una separazione,o meglio,una trasformazione del rapporto,da “amoroso” ad “amichevole”,non venga reso possibile da una forma di stalking diverso,non aggressivo,non fastidioso,ma altrettanto destabilizzante.Il non cercare una persona per favorirne o cercarne l’allontanamento,ma essere ugualmente oggetto di ricerca,non aiuta certo in questo senso.Ecco che allora,quelle false speranze di un “qualcosa in più” di una semplice amicizia,si riaffacciano!Chi è allora che non vuole accettare?Chi cerca di allontanarsi,magari restando in disparte in silenzio seppur presente o chi ricerca con vari mezzi,di non permettere quell’allontanamento in maniera definitiva?Forse non lo vogliono entrambe?E allora che fare?Non necessariamente una volontà può essere tradotta in un azione completa e questo realmente destabilizza,fa perdere la cognizione della strada da percorrere per raggiungere quell’obbiettivo di serenità che Osho invita a ricercare in noi stessi.L’esempio lampante ce l’hai qui:ho reso privato il mio blog per allontanarmi, ma sono stato oggetto di ripetute richieste di partecipazione….chi ha sbagliato:io a concederla o l’altro a chiederla?Con affetto,Roberto

  4. Ciao Ameya!!
    Finalmente ho trovato un po di tempo anche per leggerti e lasciare commento…;-))
    ma come sempre mi trovo meglio in inglese… quindi…. perdona mi ancora …..ma devo scriere in ”mia lingua” che tu capisci perfetamente…:-)))

    Regarding this subject i know exactly the ”situation” … i was in one myself after my divorce…. continuous stalking, threats, even a ”contract on my head”…….
    Even though we parted as ”friendly” as possible, 8 months later problems started , initiated by me starting to ”date” another man….(my ex husband already had ”affairs” during our marriage and after separation- lets just say that he ”made most of his new freedom”- which i was indifferent to because it didnt interest me… i continued with my life happily with my ”new freedom”….

    To him it was unacceptable that i should have a new partner.. and thats where the stalking, threathening, insulting and ”contract on my head” began….
    it lasted for 4 years……

    I tried to talk ”maturely” but it didnt work… i tried to ”ignore” – it didnt work… then i had to stand up for myself and then it stopped…..

    It took almost 4 years for torture to go away and even ”today” 8 years later there is still ”bitterness”.. he still hates me and he always will…..
    but life goes on…

    What i have learned through this experience is that he NEVER loved me…. he just wanted to POSSES me….

    My belief is that if you love someone truly you must be able to wish them well weather they are with you or with someone else….
    Because LOVE means respect for a prson, wishing that nothing bad happens to them , wishing that they are happy even if we are not happy…. It means not to be SELFISH… it means our love for them is so pure and big that we want to make sure that they remain hapy and that if they need a friend we are always there for them…. it means that true love never dies, it just takes a different form …
    If a person is not able to feel respect and love after the end of a relationship i believe they love themselves more than the other person- but isnt that selfishness ? isnt that a ”fake” love? – loving only as long as we feel we have a ”control” over that person?

    Its very hard not to be selfish, i know, the world today is ”all about us-ourselves”- we are always made to ”compete” – in proffessional or personal life because presure of society ”requires” it… to ”survive” in this society…. and in magority , unfortunaltely, people never understand how to love, be loved, how to forgive and move on… because it is EASIER to hate, be bitter and selfcentred… ( its an easier emotion) ….
    Its hard to look at the mirror and undrstand what we see… its hard to forgive someone who ”killed” you..; its hard to find the strenght to move on in life….
    its easy to cry, its hard to laugh….

    but .. ALL.. is a state of mind… ALL is A CHOICE WE MAKE…..
    ALL is because understanding ”love” is realy hard to get…..

    but infact, only few ”attributes” are needed… respect… tolerance… forgiveness… understanding(which can be elusive)…and a will to go on and discover other ”possibilities” in our life ahead…..

    They say ”time heals everything”… yes, it may… but only if during that time we choose to change our actions, beliefs, positivity/negativity…only if we ”do something about it” … if we ”learn” how to live every day as it comes and deal with every ”issue” a it occurs….

    Was it not Plato that said: ”everything begins where we used to think that everything ended” ?

    ‘Ability to ”let go” and believe in opurselves is a very hard thing to obtain ut it is absolutely possible… with patiense , selfcontrol, selfrespect and belief…….. but i repeat… ITS OUR CHOICE how we CHOOSE to behave……

    With deepest respect, a big hug
    V.

  5. La simulazione della superbia non è un difetto e se usato come strategia per beffeggiare i politici arroganti [anche se siamo fuori tema] è meraviglioso! Forse è peggiore la simulazione dell’umiltà…

    Innamorarsi della propria superiorità [vera o presunta] è – comunque – una opposizione alla propria crescita personale.

    Una forma esasperata di uguaglianza [gli uomini sono tutti uguali?!] ha favorito un’esplosione della superbia/vanagloria. Vengano apprezzate – piuttosto – le differenze [unicità dell’individuo] per far crescere un sano orgoglio.

    Un saluto a AWomanAMan.
    Gli spaghetti sono pronti Ameya?

  6. La superbia viene considerato dalla morale il peccato mortale più grave.
    Perché? Ti metti su un piano superiore a quello del tuo rivale.
    E in quanto a piani, i piani alti sono riservati al divino e la lesa divinità è una certa aggravante per “certa ggente”.

    A volte mi diverto a fare il gioco della superbia con persone arroganti. Ad esempio politicanti e mestieranti del potere, in genere più sono arroganti, peggio sono.
    Ti posso assicurare che la cura omeopatica li fa infuriare, specie quando, picconata dopo picconata, dimostri la loro pochezza.
    La superbia … non è acqua.

  7. L’arroganza [offensive exhibition of assumed or real superiority] implica disdegno, avversione, disprezzo del prossimo [in questo caso il partner] e senso di superiorità, nonché implica l’impunità. Facendo riferimento ai miei studi in criminologia mi pare di ricordare che una persona arrogante ha perduto – in primo luogo – i confini della vergogna. Il criminale – infatti – narcotizza la vergogna. In assenza di essa si perde l’orientamento e tutto diventa ammissibile. Chiedere alla propria coscienza di sentirsi inadeguati quando opportuno è la cura di molti mali ed è la radice del problema.

  8. @ Yzma la gratitudine arriva quando è PASSATA la rabbia..sono d’accordo che inzialmente ha una sua funzione di rielaborazione, di nergia per andare avanti, ma POI la tempesta emotiva deve essere rielaborata, se non si resta agganciati

  9. la riflessione di Osho è bella, ma quando finisce l’amore rimani ferito eccome, e, se ti incazzi in modo da reagire, riesci a superare l’impasse e ad andare avanti; e pian piano lascerai dello spazio anche alla gratitudine e alla riconoscenza

    un saluto

  10. ciao ameya ho letto questi commenti perchè mi toccano .. credo d’essere nella fase peggiore del crollo di un matrimonio ,quella del silenzio dove entrambi non abbiamo la forza di dire “basta”..penso d’aver raggiunto l’apice della sofferenza per cui ora qualsiasi cosa succeda mi sta bene .
    buona serata
    giulia

  11. Che dire… sono d’accordo… è profondamente vero quel che hai scritto… e… mi ci rivedo a maggior ragione perchè da una situazione così ho appena trovato la forza di uscire…

  12. capita come dici ma capita pure diversamente: io, dopo la rottura, sono sparita nel giro di poche ore.
    Pianti si, ma su me stessa, per fatti miei .
    Richieste : nessuna .
    Quelle c’erano state prima ed erano rimaste inevase, forse da entrambe le parti, cosa chiedere dopo?
    E devo dire che nel tempo, se c’erano valori, sono riemersi.
    Se ci fossimo offesi non sarebbe stato possibile. Quindi ora organizzo cene con la moglie del mio ex marito, ci si vede almeno una volta al mese 🙂 Dici …dopo quanto? rispondo …dopo il suo matrimonio, evidentemente simbolo per tutti di definitività e tranquillità reciproca.

  13. grazie Gino, mi fa sorridere la parola perfezione legata a Osho. Credo che volesse dire semplicemente
    “Quando una storia finisce, non restare aggrappato alle emozioni…semplicemente ringrazia, con umiltà e procedi.”

  14. Prima di tutto complimenti per il premio. L’hai ricevuto anche da Giuliana, una grande persona.
    SUl tuo articolo: direi che, a naso, colui o colei che non tollera di essere lasciato/a esprime una personalità non completamente matura con forti componenti infantili, di cui il “voler vincere” a tutti i costi potrebbe essere un esempio. Come sappiamo possono diventare anche molto pericolosi, fino all’omicidio nei casi in cui queste personalità siano parecchio disturbate. Nei casi ordinari, invece, direi che sono persone con bassa autostima, e fortemente immature.
    Su Osho: bel pensiero, difficile non restare feriti quando si viene inopinatamente mollati, però. Secondo me si può anche reagire senza tutta questa “perfezione”, magari rifiutare ogni contatto con colui/colei che ci ha lasciato, per un po’. Nel prosieguo il tempo dirà se da quel rapporto finito, da quell’amore interrotto potrà nascere un’amicizia.
    Un caro saluto

  15. Un pochino di stalking, devo dire, l’ho subito, e non è stato affatto piacevole. Per fortuna è finito: ma prima ho dovuto lavorare su me stessa e sulle mie reazioni a questa cosa. Un abbraccio. Bel post.

  16. Mädel, cosa viene prima, la tempesta o la quiete? Cosa sarebbe la tempesta senza la quiete?
    Mah, chi lo sa.
    Ameya, i legami sono tanto più difficili da troncare quanto più sonofurono tenaci.
    In teoria lo zio ha ragione, se ami doni come imperatrice/tore, ti lascerai degnamente, altrimenti… sarà anche guerra dei Roses.
    Paradossalmente se ci si sta lasciando con odio, penso, non ci si sta lasciando, è solo una fase.
    Sarebbe interessante se le coppie che si lasciano con odio rancore sofferenza violenza etc. usassero un principio scientifico ed ingegneristico: se il sistema non ha soluzione allentare i vincoli.
    La coppia è lessa, è morta quando non ha energia, non quando ha odio. Anzi, come osservi, odio amore sono due facce della stessa medaglia.
    Osho dice: se non è libertà non è amore.
    Allora, usa la libertà.
    Vai, fai la tua esperienza, stai per un po’ senza di me, capirai che Tizio o Caia, loro, forse saranno più simpatici ma saranno fissati col pranzo dai suoceri, saranno forse più sportivi, ma se non passano 4h ogni fine settimana a ballare tango vanno in crisi, saranno…
    Molte coppie stanno insieme perché si piacciono. A livello mentale getti alle ortiche l’80% di ciò che va bene o benissimo e ti crei una fissazione su ciò che non va bene.
    Allora, cambia, paragona, fatti un giro e, non più così vicino, torni ad osservare quell’80% che va bene, benissimo.
    Con te E senza di te.
    Nel momento in cui allenti i vincoli, molte cose tornano a funzionare e molto bene.
    Questione di molte cose, libertà, sicrezza, fede, costanza…
    Finché c’è odio c’è amore.
    Sfruttiamolo a nostro beneficio.

  17. bisognerebbe sempre vedere le cause che portano alla separazione…certo il consenso di entrambi semplifica le cose, ma sono molti i fattori che intervengono, non ultimo quello economico (quanto costa separarsi??). E’ molto giusto quello che scrive Osho, un pò più complicato realizzarlo…

  18. Cassiera so che occorre fare i conti con il proprio temperamento, ciò di cui qui si parla è LA FINE, cioè quando lo sturm und drang è passato. Preciso che finchè c’è odio, rancore, rabbia una relazione è tutt’altro che finita ma è vivissima, fortissima. L’odio è energia pura, pari all’amore, tiene legati incatenati, solo quando arriva la valle, quando LUI/LEI non muovono più accese emozioni ma pacate considerazioni, lucide, consapevoli ma cicatrizzate allora la barca potrà essere mollata. Prima mai… Qualcuno vuole raccontarci quanto è difficile lasciare andare l’altro finchè c’è energia? Per energia intendo QUALSIASI tipo di reattività emotiva.
    Aspetto.
    @@@@@@@@@@ grazie a tutti,ma proprio tutti.

  19. Ruhe kann nur nach den Sturm sein…schätzchen. Meine Meinung nach…
    Cosa sarebbe la quite senza tempesta Aman ? non la gusteresti nemmeno…ma stiamo andando fuori tema. ameya in effetti parla del lasciar andare la barca … ed è giusto mollarlo quell’ormeggio. soffrendo come un cane morto (e zitto) nel mio caso…ma lo mollo.

  20. cassiera, passione pura ed istinto e intelligenza e raziocinio.

    Intelligenza emotiva non ti va bene?
    Allora vai con emozioni intelligenti.
    🙂
    Maschile e femminile
    angeli e puttan*
    essere e conoscere

    Ruhe und Sturm

  21. scusa il mio commento riguardava il passo di osho (il tuo discorso invece sul lasciare andare l’altro ..lo trovo molto giusto…non ha senso trattenere ad ogni costo)

  22. ameya bella.. quello che hai scritto è molto bello ..solo che per noi fatti di passione pura e istinto è come leggere una ricetta macrobiotica …che sono bellissime e bilanciatissime ma poi sbrocco sempre nella dispensa a rubare… ricordare il dolore di una separazione ..il togliere il fiato che c’è stato fa pure questo parte delle vita …dell’accettazione ..io non lo eliminerei. se sublimiamo tutto ci avviciniamo probabilmente alla conoscenza ma perdiamo le ferite terrene dettate dall’istinto…

  23. Condivido a pieno Osho e ciò che hai scritto…
    Senza sapere niente di qste righe ho reagito proprio qndo mi è capitata una separazione come l’ha descritta Osho e mi fa piacere questa cosa adesso che la leggo qui!
    Un abbraccio

  24. E’ molto vero quello che scrivi. Mi piace la affermazione di osho. Serve maturità per amare e bisogna avere la stessa maturità dell’amore nella separazione.

    Ciao, buona serata
    elena

  25. E’ vero… ci riflettevo proprio oggi, su quanti si lasciano in un mare di insulti ed offese… C’è la lotta per far passare l’altro come il peggior essere dell’univero, quando invece tutti abbiamo i nostri pregi e difetti, e se un amore finisce, non si deve fare altro che prenderne atto.
    ciao:)

  26. Ameya,
    comunque è sempre più evidente il condizionamento del fattore ambientale rispetto ai comportamenti patologici.
    Non pare difficile vederne il perché: una mente debole è maggiormente influenzabile dallo stereotipo dominante, il modello di tendenza.
    (Quando non si poteva divorziare le menti soffocate nel rapporto progettavano uxoricidi. ora non è più così).

    Più la società è deregolata e più i soggetti deboli, perdendo quei modelli univoci di riferimento, degenerano nelle loro patologie latenti. E’ sempre l’insicurezza la molla che destabilizza. L’insicuro è generalmente debole in dialettica, con visioni panoramiche limitate.
    Che cosa dà sicurezza a un insicuro?
    Avere regole certe, punti di riferimento forti.

    Non a caso le religioni contano sulla “fede”. credere senza chiedersi perché. morire per le proprie idee. Essere gratificati nell’estremo sacrificio — il martirio — con un sogno utopico delirante.

    Il contrario di “aver fede” è quel che serve — secondo me — alla convivenza civile oggi.
    Costruire un unico orizzonte evolutivo condivisibile — nei rapporti di coppia come nella società globalizzata — è molto difficile senza una buona conoscenza reciproca e una crescita dialettica.
    Poi si devon fare i conti con la natura che, per il successo del proprio disegno a noi ignoto, ha dato all’amore gli stessi connotati della follia.
    🙂

  27. Trollosha[..] Se sai come amare, saprai come separarti Osho Suor Giovanna Trolla diossinobuonista detesta lo zio, le fa venire degli attacchi allergici è tornata a pregare per noi. A separarsi dal qualunquista AMan non ce la fa a farcela, è [..]

  28. Abbiamo la trolla cattobuonista moralista che detesta lo zio, le fa venire degli attacchi allergici.
    La sciocchina non perde occasione per la sua peristalsi moraloide, mo’ la stuzzico un po’.
    Osho ha fato delle cazzate come ogni umano ma ha avuto un sacco di pensieri e di spirito eccellenti.
    Lascio alla trolla le cazzate, lei si concentra su quelle, io mi prendo l’eccellenza.

  29. L’ultima pellicola di Ferzan Özpetek, Un giorno perfetto, descrive molto bene la spirale perversa dell’hybris (a proposito, imparo un nuovo termine, hybris, che ignoravo, grazie ameya!)
    Conosco molto bene quello squartamento del rifiuto (separazione dalla madre di mio figlio) e le dinamiche sconquassanti che seguono.
    Energia terrificanti che possono essere usate per evolvere, per conoscere se stessi e innamorarsi di sé oppure sprecate e usate al peggio per rovinare la vita dell’ex amat*.

  30. E’ anche vero che i tempi legali sono sempre lunghissimi…..e questa persona continua proprio in questo sito a far buttare merda sulla sottoscritta…..e ti dico in tutta onestà che la cosa davvero sta diventando patetica…..ma alla fine credo che si debba sempre trovare la forza di denunciare queste cose…..perchè a tutto c’è un limite….quando inizi a violare la mia libertà allora non ci sto più…..

  31. Ciao bella 🙂 grazie per il tuo gentile commento! Purtroppo la mia situazione famigliare è tanto disperata quanto complessa 🙂 è molto difficile rapportarsi a una persona come mio padre, perchè è un bugiardo cronico … oltre ad essere una persona totalmente irresponsabile. Non che sia cattivo … è soltanto un bambino nel corpo di un adulto. Non gli voglio male, ma è comunque una figura che mi mette ansia e che mi destabilizza, dunque preferisco tenerlo a distanza; almeno per il momento. un abbraccio a te stella.

  32. @ sì…non ha a che vedere con amore ma con una parte egoica del sé..hai presente i bambini che mollano un gioco e poi se un altro bimbo lo prende corrono a strapparlo di mano urlando “è mio!” ?
    quando fai questi pensieri, datti uno stop e torna alla realtà..l’hai lasciata…lascia anche andare il pensiero e l’idea di lei..
    lei non è interessata a te..e ricucire fantasmi non ha senso…dopo poco ritorna la stessa insoddisfazione…
    nelle relazioni si instaura spesso il copione IO TI CAMBIERO’…ma non funzona mai. Semplicemente perchè non siamo meccanici che aggiustano..e l’altro cambia solo se fa un suo percorso, mai su richiesta nostra…

  33. @Ameya
    E anche il sentimento di possesso che sento, cioè esempio: la vedo con un ragazzo e provo rabbia, sono quasi geloso, anche questo fa parte del mio idealizzare cio’ che non è più?
    Ti ringrazio ameya. Ciao

  34. @ Bicioccola sei riuscita a mettere uno stop. Non tutti riescono e subiscono. La persecuzione risucchia moltissima energia al perseguitato, incute disagio, nei casi estremi paura…ci si sente impotenti e sprotetti

  35. @ attenzione Erunamo questa è la sindrome del come te nessuno mai-
    colpisce anche chi lascia e poi si pente..se l’hai lasciata in realtà non ci stavi bene. Subentra in seguito il fenomeno dell’Idealizzazione. Si perde la percezione dell’altro come persona reale e lo si idelalizza, lo si dipinge come AH COME ERA BELLO; ECC ECC. Ma non è reale…è una fuga in un sogno…

  36. Ho a che fare da più di un anno con una che non fa altro insieme ad un suo complice che inveire contro di me solo perchè stata lasciata dal mio attuale compagno……hai usato parole giustissime……diventano un “boia”…..o come dico sempre io……carnefici travestiti da vittime…..e l’unico modo che ho trovato per mettere la parola fine è fare una denuncia…..dopo l’ennesima violazione della privacy…..non auguro a nessuno una cosa simile……ti portano davvero allo sfinimento……

  37. Ben detto, solo che a me è successo una cosa strana, io lasciai la mia ragazza 4 anni fa, e lei mi ha tolto la parola, non mi ha più cercato, non mi saluta, non mi parla, non c’è rapporto. Totale indiffirenza, e io non so perchè ci soffro come un cane, e quando la vedo, il cuore mi sussulta, mi sembra di avere ancora amore da darle…..ho avuto ragazze nel frattempo, ma sempre con la sua ombra, sempre. E l’ho lasciata io e non so più nemmeno il perchè, allora mi sembrava la scelta giusta. Ma adesso non so, so che non la riavrò, nemmmeno come amica e questo mi fa male al cuore.
    Erunamo

  38. @ Whois HYBRIS è una figura presa a prestito dalla mitologia greca. Essa rappresenta la sfida agli dei, la tracotanza. Ne ha parlato la psicoterapeuta M. Selvini Palazzoli per spiegare l’accanimento ingenuo di certe persone che non mollano mai, ad es. nelle relazioni impossibili, chi non molla non lo fa per masochismo ma perchè convinti che PRIMA O POI io riuscirò a farmi amare da lui.

  39. non accettare di essere lasciati è solo non accettare di guardarsi dentro e capire… nessuno ti lascerà mai se sei davvero importante per lui o lei.. e se lo fa…allora bisogna farsi delle domande… non farne…
    tutto qui

    wa

  40. @Mente semplice è sempre un mix di più fattori..il temperamento come dice Eleonor, l’ambiente socio-culturale, affettivo, emotivo, oltre che strettamente famigliare.

  41. @ Mikermcold non capisco il commento sulla moderazione. Qualcosa in contrario? A lungo non l’ho messa…ma dopo aver trovato commenti non in linea con ciò di cui qui si vuole dibattere, volgarità e battute poche felici ho deciso di metterla. Da allora devo dire nessuno più lascia commenti poco adeguati al clima che qui si è creato. Se ti disturba mi dispiace ma così intendo procedere. Io, a parte le volgarità, pubblico tutto quanto.

  42. X Mente semplice: senza dubbio a volte i genitori possono essere una delle cause dello svilupparsi di un disturbo psichico o di una dipendenza, ma secondo me non possono essere l’unica variabile … esistono bravi ragazzi con genitori pessimi e ottimi genitori con figli snaturati … credo che molto dipenda dal carattere della persona e mi sembra ingiusto colpevolizzare troppo i genitori dei problemi dei figli. Non esistono scuole per diventare bravi genitori: credo che l’importante sia cercare di fare del proprio meglio! Poi il resto lo faranno i figli!

  43. Mi incuriosisce questo concetto dell’Hybris, capire come mai subentrino accuse e desiderio di rivalsa dove alla fine dovrebbe esserci serena accettazione, puoi darmi maggiori informazioni in proposito? grazie!

  44. Beh…infatti a nessuno verrebbe in mente di dire: “Mi stai lasciando? Cavolo! Fa un male incredibile..ma grazie cmq!”.
    Ci vuole tempo.
    Bisogna elaborare il lutto e superarlo.
    Ma fondamentale è che ci sia stata sincerità e rispetto dall’altra parte.
    L’amore può finire.
    Ma se accade cn tradimenti, sia fisici che morali…beh…perdonare e ringraziare la vedo davvero dura..

  45. Vedo alcune analogie tra lo STALKING e il rapporto genitori figli.
    Ho conosciuto un ragazzo la cui esistenza è stata rovinata dalla madre che, vedendolo sempre come un bambino, gli impediva di lasciarla anche a costo di rovinare la vita a lui e alle fidanzatine che portava a casa.
    Adesso quello stesso ragazzo, dopo aver troncato ogni rapporto con la famiglia, ha forti turbe della psiche e svariati precedenti penali per insulti, molestie, minacce e perfino percosse fisica nei confronti di due ex fidanzate che non riescono proprio a troncare con lui.
    Non posso fare a meno di chiedermi se le famiglie troppo aggressive o troppo menefreghiste non siano l’indiretta causa della maggior parte delle dipendenze che descrivi nei tuoi racconti.

    Se la risposta a tale domanda fosse SI, la domanda seguente, per me sarebbe più angosciante.
    Come potrei fare a crescere un figlio senza eccedere nei vari metodi che vanno dalla severità più ostentata all’ignorarlo totalmente?
    Forse, in ultima analisi, il segreto per non far crescere un figlio (o figlia) anoressico, autolesionista, dipendente da qualcosa, violento, fobico, ecc… sta semplicemente in un alchimia tra amore e fermezza, libertà e regole, lasciarlo scottare col fuoco ma impedirgli di bruciarsi seriamente.
    Statisticamente parlando…. un miracolo?

    Scusa se per darti un personale (e forse per te stupido) commento ho riscritto guerra e pace, ma cercare di capire i vari collegamenti mentali che fanno di una persona ciò che è… difficilmente è qualcosa che possa esser scritto in 2 righe.

  46. ho sentito parlare di Osho da poco e leggere quella frase mi ha colpita molto!!Purtroppo la maggior parte delle persona che si separano, soprattutto uomini, non la pensano così!!

  47. Purtroppo lo stalking è una pratica molto più diffusa di quanto non ci si immagini e può avere molte forme. Fortunatamente non ne sono mai stata vittima, ma ho conosciuto una donna che dopo la separazione è stata per anni perseguitata dall’ex marito, con violenze fisiche di ogni tipo, insulti pedinamenti ecc … oltre a rendere un inferno la vita dell’ex moglie, quest’uomo aveva reso impossibile anche quella degli altri condomini della sua vittima, in quanto era sempre in zona e minacciava chiunque gli capitasse a tiro. Dopo molte denunce e ossa rotte ( i carabinieri asseriscono che non hanno mezzi contro queste forme di violenza ) la donna in questione è stata “salvata” proprio dai suoi vicini, che hanno organizzato diverse “spedizioni punitive” contro l’uomo. Spesso infatti lo stolker è un vigliacco, che ama prendersela con le donne indifese, ma quando si trova di fronte qualcuno che puo reagire, scappa a gambe levate! Dopo un paio di bei pugni sul naso bene assestati infatti il tizio ha addirittura cambiato città! eehehe bel gli sta! Peccato che non sia però facile trovare persone che ti aiutino, come quella signora con i propri vicini!
    Un abbraccio Ame

  48. Nel caso della persecuzione, sono assolutamente d’accordo, ho visto tante persone fare queste cose, non accettavano la fine e diventa tutto ossessivo, e molto più doloroso.
    E’ vero se ami sai che potrà finire, ma accettarlo è dura, e ringraziare l’altro per averti dato tanto diventa un po’ ridicolo, perchè è proprio questa persona che adesso ti fa stare male, forse è una cosa che si riuscirà a fare con il tempo questo si.

  49. Penso che qsti tipi di discorsi siano molto soggettivi…ognuno di noi può reagire in un modo o in un altro a seconda di quale è poi la propria personalità….
    Una separazione non è mai facile, è cmque ammettere un proprio fallimento, ma non per qsto una persona nella vita debba nascondersi dietro una falsa felicità….
    Non sò perchè stò scrivendo tutto ciò….però vorrei che le persone abbiano piu il coraggio di viverla la vita piuttosto che subirla…..

    p.s….molto bello qsto tuo spazio, si riesce sempre a prendere spunto x riflettere….

  50. Così finiva il film di Truffaut La signora della porta accanto: Ne con te ne senza di te.

    E poi… giusto per sdrammatizzare. Guarda cosa può capitare ad alcune coppie! 😉

    Buona domenica, Ameya

  51. …”Si innescano allora copioni distruttivi dove la coppia entra in un circuito nevrotico da cui sembra non riuscire ad uscire.”

    Quello che descrivi non è altro che l’assenza di dialogo o, se vogliamo, la sua scomparsa.
    Qui si assiste ad un’imposizione, anche violenta, del proprio punto di vista o ragione. La persona non è più interessata a confrontarsi con il partner: vuolo solo ricambiarli il favore, ossia farlo soffrire.

    Può anche capitare che la persona, anziché informare dell’imminente abbandono, lo faccia senza proferire parola. Scompare e basta. Niente più messaggi, telefonate o altri mezzi di comunicazione. Solo il vuoto.
    Quindi, di fronte a simile comportamento (poco rispettoso della dignità altrui…) l’idea stessa di perdono o comprensione risulta priva di logica.

    Ciao 🙂

    O.

  52. L’infelicità è senza virgole

    La felicità ci trova sempre in ritardo
    in una scatola di latta piena di ricordi
    o nel salvadanaio di coccio frantumato
    affacciati alla finestra distratti
    in una ginestra appassita
    o nell’applauso dei genitori
    verso il palco durante la recita scolastica
    è nei vermi sottoterra per la pesca
    fra le lucciole nel barattolo
    per una moneta la mattina seguente
    in un volo mai preso per una terra lontana
    in questa vita puttana persa sui marciapiedi
    o in una donna sola nel solco fra le rughe
    di un uomo diverso ogni mattina
    è negli squilli di un telefono senza risposte
    nelle grida di dolore di una morte troppo
    repentina o rumorosa è nel latte materno
    in un’anoressia mai sopita
    in una debole ferita allagata come un oceano
    per due occhi troppo stretti come un lago
    è in un fazzoletto di sorrisi privi di orizzonti
    ai bordi delle labbra per durare a lungo
    in un affanno così lontano da non capirci
    tra il bianco e il nero di una fotografia
    nell’apatia di notti insonni senza tempo
    è nelle parole dette mai in quelle
    maledette nei sogni e nei bisogni
    che non s’avverano più
    la felicità è nelle virgole tra una passato
    ed un presente è in un abbraccio ormai
    senza calore è nelle parole di uno sconosciuto
    è in questi versi senza spazi che non capisci
    tra le parentesi del dare e dell’avere
    lungo i brividi sulla schiena la felicità
    è nelle tue mani fredde nei pugni chiusi.

    (Nando Taccogna)

  53. Lo STALKING, un termine “nuovo” e così usato e sempre più frequente pare. Ho amiche che ne han passate di brutte. Ma sono d’accordo, non è amore, è solo un’idea, un’ossessione, un vizio della mente, una dipendenza come la coazione a riaccendersi una sigaretta nonostante si sappia benissimo che fa solo male. Un saluto Ameya ^^
    Lux

  54. Vorrei riprendere l’affermazione di Camosciobianco, ha ragione, se non c’e’ il rispetto non puo’ esserci un lasciarsi come descrive Osho. Devi essere davvero un santo per perdonare chi ti manca di rispetto.

  55. Oh, come ti capisco.
    Io, lo faccio invece oltre che per i tuoi motivi, perché sono umorale.
    Ti ho vista e son venuta chez toi.
    Io sono dipendente.
    In generale.
    Hai un percorso, vedendo il tuo profilo che è ciò che vo cercando:-)
    Ho un primo livello Reiki…ma l’ho avuto.in un momento di digiuno………e disitima.
    Ho percorsi più “grossolani” senza ambizioni.ai quali sempre ritorno.
    Massaggiatrice ayurvedica da tempi non sospetti….Beh, ti leggerò con curiosità.
    Nulla è casuale.
    Grazie per l’opportunità! 🙂
    Ciao ciao.

  56. @ Bandolin fitness evolutiva è la teoria di Darwin, secondo qs teoria solo i comportamenti adattivi, cioè convenienti si evolvono…i maschi hanno interesse che la loro prole sia certa, non di un altro…teorie interessanti…

  57. Ho acquistato qualche settimana fa il libro di Robin Norwood “Ces femmes qui aiment trop”, e sono colpita da questa bizarra coincidenza.
    Sono colpita dal numero di commenti, dalla diffusione di un male di cui non si parla affatto. La consapevolezza chiede molto tempo, forse arriva nel momento in cui il dolore è insopportabile, tale da convincerci che “non è normale”. E infatti non lo è! La guarigione richiede ancora più tempo, ma il primo passo è quello che conta.
    Chi ammette di avere un problema affettivo è già a metà strada, il vero malato è colui che non se ne rende conto.
    Credo tu possa capire…
    Grazie per il tuo passaggio sul mio blog.
    Niente è per caso!
    Un bacio

  58. Situazioni pesantissime.
    Credo che ne soffrono entrambi le parti.
    Ma chi è artefice dello stalking dentro di se porta una distruzione un dolore e una frustrazione inimmaginabile.

  59. Mi sono accorto solo questa mattina che il mio commento, il numero 30, è anonimo, non è mia abitudine. Oggi posso dire che ho superato il dolore, e che ho di nuovo chi mi vuole bene, ma una parte di me non c’è più…senza piagnistei, non troppi almeno, e senza enfasi.
    Ad maiora Saverio

  60. E’ molto bello quello che dice Osho, ma credo che più di “fine di un amore” si debba parlare di trasformazione. Se una relazione è a tutto tondo, ovvero il patner è riconosciuto come tale a tutti gli effetti, si può decidere di smettere di frequentarsi e quindi evitare di procurarsi dolore soprattutto se uno dei due nutre ancora speranze. In caso contrario, se reciprocamente si riconosce che un rapporto si è esaurito, perchè no? In realtà le relazioni subiscono mutazioni, si trasformano e se sono solide resistono comunque. Nelle famiglie tradizionali i matrimoni (relazioni progettuali) erano basate sulla sopportazione del tradimento ed erano soprattutto le donne a chiudere un occhio, magari per convenienza economica. Quanti uomini sarebbero disposti, oggi, a sopportare una “distrazione” della loro moglie?

  61. Certe persone non accettano un NO come risposta,tantomeno il pensiero di aver fallito o di essere lasciate dalla persona che sta’ loro accanto!!E questo,sia chiaro,succede sia alle donne che agli uomini….così come lo Stalking!!Ma finche’lo Stato non iniziera’a prendere sul serio certe minacce o certi gridi di aiuto,le persone perseguitate saranno sempre sole e vulnerabili…e i “cacciatori”,delle vere e proprie mine vaganti senza cervello…un bacione

  62. Avrei voluto dire e tante volte pensare che le cose per chi si trova o si sente solo, senza l’altra, sono come vengono descritte e auspicate, da saggi e maestri e persone di buon senso…ma quando siamo soli con il nostro dolore, senza nessuna parola da spendere e senza fiato per pronunciarla, quando si è soli e muti, incapaci di capire e di spiegarsi il perchè…allora cosa importa se qualcuno riesce a capire e spiegare cosa è successo e perchè, cosa importa se le cose finiscono e finiscono così o cosà…cosa importa se Osho dice e altri dicono,e diranno ancora la stessa identica e fantastica bugia…perdonare e ringraziare…grazie davvero, perchè quella parte di me che è morta te la sei portata via e non ci sarà più, nè per me nè per altri…compassione e assenza di risentimento, senza un lamento, tanta gratitudine…grazie, una parte è andata, via, nessuna più la vedrà, e quel poco che resta è ciò che posso per sentirmi ancora vivo ed umano…no, io non perseguitavo e non aspettavo nessuno, ed il silenzio di una parte di me continua a rimbombare dentro, ma lo sento solo io…grato sì, grato perchè per capire cosa era successo ho impiegato anni, senza raccontare favole a nessuno…il dolore non è un equazione, e da soli è l’unico viatico per andare oltre, perdendo una parte di se stessi…mi spiace se sono ripetitivo e spero di essere stato rispettoso…non mi offendo più, qualcuna ha portato via anche quella capacità, semmai riconosco il male, con la m minuscola, ma che resta dentro…
    ad maiora Sav

  63. Sto scrivendo su fogli di niente parole di vento, sento la tua presenza vicino a me. Sei seduta lì di fianco, io continuo ad ignorarti perché so che mi stai guardando. Scrivo parole sull’acqua, punti interrogativi nell’aria, evito di guardarti , scelgo il buio, cammino sugli specchi.

    Sento i tuoi occhi su di me, intensamente, che cercano di penetrarmi, che sembrano parlarmi tra i pensieri.

    Ti offro la mia pelle , scrivi i tuoi sogni , incidi la tua memoria.

    E i tuoi occhi sono lì, infatti, su di me. Ancora fermi, ancora intensi , brillano

    Voglio sentire sulla mia pelle lo scorrere del tuo essere, il fluire dei sensi, il graffi sulla mia anima.

    Il silenzio è pesante, un muro alto, spesso.

    Nulla passa , sei liquida , nessun graffio , nessuna scritta . La mia pelle resta intonsa, nessun scritto.

    I tuoi occhi sono opachi, il brillio è scomparso ,oppure ho creduto di vederlo , una illusione, non sento nulla tra i pensieri.

    La tua presenza diventa un peso, il tuo sguardo un dardo fastidioso.

    Basta un niente e la prospettiva muta i fiori in spine. Mi allontano senza guardarti , la tensione scema , devo andare lontano

    perdermi nella moltitudine ,bere le emozioni che tu non mi sai dare.

    Sfiorita nell’illusione che il tempo non passi e si possa sempre recuperare quello che si perde.

    Tu hai perso ma io non ho vinto.

    Ci perderemo in altre illusioni, cercheremo visi tra la folla nella speranza di trovare l’altra metà della mela ,

    ci perderemo nel fondo di qualche bicchiere aspirando emozioni a poco prezzo.

    Raccoglieremo un pezzo d’amore tra gli sgabelli di qualche bar, calpesteremo i cocci di una dignità a brandelli.

    Io ho perso ma tu non hai vinto.

    Non sento più la tua presenza, sento il vuoto, sento il freddo, sento la mancanza, sento il rumore di illusioni che rotolano

    Che si infrangono, si spezzano, si frantumano , si feriscono.

    Vaghiamo in cerca di altre illusioni, le costruiamo senza fondamenta, oscillano instabili.

    Ritorniamo alle nostre certezze.
    Abbiamo perso tutti e due.

  64. Un conto è combattere per salvare una storia in cui si crede ancora, un altro il non accettare per nulla la separazione.

    L’amore, purtroppo, può finire.
    E la ragione più semplice è che crescendo, vivendo, si cambia e a volte si cambia in direzioni opposte.

    Non sono cmq d’accordo con Occidente (il primo commento).

    Con il mio ex io non ho perso una parte di me, ma ho acquisito e conservato una parte di lui.
    Ciò che ho condiviso con lui, ciò che ho appreso.
    Lui e quella storia fanno parte di me e nn svaniranno mai, anche se lui non mi è più accanto.
    E quando si riesce a dire: “grazie per ciò che abbiamo vissuto”…
    beh…
    Allora riesci a capire quanto sia stata importante quella storia.
    Ma certo ci vuole tempo per arrivarci e soprattutto il rispetto reciproco.

    Il rancore…logora e distrugge solo chi lo prova.

    Un abbraccio.
    Oc.

  65. La fine di un amore è brutta e spesso ci fa soffrire tantissimo, ma ha ragione Osho…tutto inizia e tutto finisce, nella vita non credo che ci sia qualcosa che sia per sempre. Quando si giunge ad una conclusione sarebbe bene cercare di rimanere con l’idea che è stato un bel periodo della propria vita e che come ogni cosa è giunta ad una fine. Purtroppo la maggior parte delle volte si porta odio e rancore…

    Grazie per tutte le informazioni, continuo a leggerla.
    Buona serata!
    PiCcOlA90

  66. @atupertu..occorre accettare che ci sonole vette e le valli…yin yang…
    così come accetti che un amore nasca accetta che esso possa trasformarsi in qualcosa di diverso…
    L’amore in sé non muore mai, ma assume forme e tinte e sfumature..che all’altro possono non essere sufficienti, accanirsi diventa osessione…soffocante…
    ho visto persone perdere il senso della realtà pur di non arrendersi…
    credo che dire Grazie col cuore e proseguire sia un enorme segno di consapevolezza e amore per se stessi…volere ciò che non c’è è il segreto dell’infelicità.

  67. Suppongo che la propria personale esperienza, costituisca solo una parte dell’infinità di situazioni che si creano. E quando in una coppia che si separa con civiltà e rispetto, la persona che la succede vive di astio e rancore…che si fa?
    Mi piacerebbe tu trattassi in un futuro, il problema della gelosia retrospettiva.
    ps: se hai veramente amato una persona, quello che rimane è nella stima e nel rispetto e nella coscienza di averlo avuto accanto lungamente. Buon fine settimana adorabile donna. (perchè sarei misteriosa?:-)

  68. Non condivido appieno il pensiero di Osho. Se amo non lascio andare ma cerco di salvare il salvabile con il dialogo. Anche se ho sofferto, perdono ciò che c’è da perdonare, mettendo da parte l’orgoglio. Se due persone si lasciano, l’errore, credo, sia da entrambe le parti: uno dei due dovrebbe cedere . Se so come amare, so come non separami.

    “L’ amore che potè morire non era amore”. Ludovico Ariosto

  69. …il precetto di Osho presuppone che, da entrambe le parti, ci sia rispetto.
    Ora, mi è capitato più di una volta constatare la completa assenza di rispetto.
    Anzi, pare quasi che, nella fase di distacco, le regole di buona educazione e di civiltà vengano meno. Si calpestano con allegria la sensibilità e il dolore altrui.

    Insomma, sia nel bene sia nel male (distacco) si è in due.

    O.

  70. E’ facile dire “Ti voglio bene”.
    Molto più difficile dire “Voglio il tuo bene, anche se non passa da me”.

    Nei commenti, qui, possiamo cogliere le infinite sfacettature della questione…

  71. Non accettare la fine di una storia è terribile. Di solito capita a persone apparentemente forti ma intimamente deboli e per questo egoiste. Il brutto è che alle volte si arriva alla violenza. Aloha

  72. ciao trovo davvero bello e interessante il tuo blog,per quello che riguarda l’amore che finisce avrei tante cose da dire,il periodo poi sarebbe anche quello giusto,ma sarebbe troppo lungo il commento per il momento buon week 🙂

  73. … l’amore … è come un coltello che ruota tra i due … a volte sei dalla parte del manico, a volte da quella della lama …
    un bacio
    Maluan

  74. @TS sottolinei la paura di lasciare andare l’altro per paura di restare soli, per non sentire il vuoto… Accade…

    @Daniele, Anyleda, lasciare andare è una delle lezioni più difficile da imparare, a mio avviso, nella vita…

    @Sister nemmeno io penso che nè Osho nè nessuno possa avere la verità in tasca…prima di tutto perchè il concetto di verità è relativo…

    @@@@@@ garzie a tutti, della poesie, e delle tracce lasciate qui. Che leggo sempre come preziose.

  75. A parole sembra semplice…invece non lo è affatto…spesso si arriva a detestarsi.. a sentorsi rifiutati…non è semplice Ameya, amica mia, perchè già i piccoli cambiamenti mettono in crisi, figuariamoci questi..c’è chi si separa in modo civile…ma non è la regola…:-)

  76. di tutto il tuo post mi trovo pienamente affascinata dalla CALMA che trasmette Osho e la condivido.

    Nelle mie esperienze ci sono entrambe le facce della medaglia, fortunatamente mai arrivate alla violenza in nessun caso, ma entrambe le parti siamo giunti (da lasciati) alla fase della supplica ossessiva, e alla semipersecuzione.

    Accettare di essere giunti alla fine, è difficile specialmente se questo non avviene in simbiosi. Avendo ognuno i propri tempi e anche caratteri di forze diverse, alcuni non arrivano mai a comprendere il perché si arrivi alla fine o addirittura nemmeno ad ammettere che ci si possa mai arrivare.

    L’amore può divenire abitudine, affetto fraterno, e staccarsi da una cosa che comunque ci è stata o ci è ancora piacevole, comoda e armoniosa, può essere impensabile. Uno dei due però può compiere il passo prematuramente verso l’altro e creare un disequilibrio.
    Credo che questo avvenga perché c’è poco dialogo (sempre meno) nella coppia e si finisce per non dirsi le cose, lasciando che dentro di noi il processo di distanza si accelleri fino a portarci al limite, ad essere in riserva, e non avere più carburante per il viaggio insieme.

    _ (senza poi voler aprire il concetto che ha la chiesa sui matrimoni appunto celebrati in santa messa e di conseguenza indissolubili, ma si potrebbe trattarlo come separato argomento)

  77. condivido in pieno ciò che dice Osho in passato sono stata anche presa in giro per aver espresso questo concetto buonista … è meglio che essere ipocriti o egoisti a mio avviso cioè far continuare una relazione per questione di interessi o per paura di rimanere da soli
    Buon fine setitmana
    Asha

  78. La fine di un amore spesso è difficile da superare, forse è ancor più complesso l’accettazione del rifiuti, comprendere i perchè..laddove ci sono, però credo che a un certo punto valga il lasciare andare l’amata..dovesse mai tornare..forse allora sarà amora..mentre per ora è solo un addio..

  79. eh…questa situazione purtroppo mi appartiene…
    non può essere amore,amare vuol dire sopratutto lasciar andare la persona che ami,lasciar che faccia la propria scelta,lasciarla libera…perchè non c’è prigione peggiore di quella che non ha sbarre visibili
    un sorriso
    anileda

  80. Ci sono passato e so cosa significa essere perseguitati con telefonate fatte ad ogni ora del giorno e della notte, email, sms, a casa e in ufficio. Una tortura infinita e pericolosa perchè arrivò a coinvolgere i miei genitor e perfino i miei figli. Una esperienza che non auguro a nessuno e che mi ha costretto, successivamente, a fare molta attenzione alle mie frequentazioni.

  81. A volte credo non si sappia lasciar andare soprattutto se non di amore si trattava, ma ti bisogno d’esser presenti, di sentirsi vivi, attraverso una “relazione”.

    Vestita di grigio.

    Stupiti, come bambini da sempre traditi

    ci siamo dati la mano per sopravvivere

    urlandoci un amor di ansie e di paure

    bollandolo come eterno, supplichevoli.

    Confusa l’immagine di una vita sognata

    di lente passeggiate notturne, mai fatte

    il sorseggiar di calmi respiri cercammo

    trovando solo il gusto d’adrenalina in bocca.

    Strappati, lacerati, distorti in noi, piangemmo

    e poi presi e gettati in un lago senza onde

    solo noi, piangenti d’utopico amore divino

    solo noi, cosi’, paralizzati e ciechi manichini.

    Ti ho visto, stamane, camminare inattesa

    fra i mille volti che, dentro me convivono

    mescolata, piccola, fra la folla della mente

    vestita di grigio, senza alcun suon di voce.

    Ed e’ un gelo senza freddo, nel sol di oggi

    scoprire che, del nostro eterno amor di ieri

    a rimembrar, crepata lapide o spento fiore

    non rimanga neppur la tristezza per la sua fine.

    C’e’ che interiorizza, rende proprio, un cammino, lento e complesso, ma gratificante… e chi proprio non ci riesce e sopravvive, cercando un’altra bolla di sapone.

  82. Tenebrose presenze

    La morte

    fra le pieghe del buio
    mi percuote ,

    mi sveglio tra gli incubi del cuore notturno

    e non ti trovo

    Terrore ,

    come sepolta dai pensieri
    nel petto un trono
    nel cuore la angoscia scende ,
    mi fa sua , mi insulta

    Sento la mia vita legata a un filo incosciente
    ignoto , ignota

    Sento il nulla e l’ombra
    il volto dell’ombra

    Sento l’assenza, il vuoto , le tue mani

    che mi fanno sera

    E la città della mia mia vita è fuoco ,sonno futuro
    ferite rigate dalla paura

    Avrò perso per sempre
    stanca
    soffocata dalla preghiera
    torturata sulle labbra della storia
    il cuore turbato

    Crolla il coraggio , la fede
    provo, ascolto , in silenzio
    la luce

    ma sono avvolta da sussurri

    una piazzeta con delfini

    musica celestiale

    tenebrose presenze

  83. E’ una guerra persa… quando l’amore tra due finisce nn rimane che guardare oltre e andare avanti… a volte tuttavia succede… le orrende notizie lo confermano, che l’abbandonato nn accetti la sconfitta trasformando la sua rabbia in un assassino sterminando la famiglia… è triste ma è così
    cmq sempre ottimi post i tuoi Ameya
    Baciiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii

    La chiave assoluta?: “ESSERE AMORE!”
    Tvb

  84. è vero. è anche vero che la perdita implica una serie di significati molto ampi. la persona perduta in sintesi è un pezzo di noi che non ci sarà più. un lutto quindi e come tale da elaborare con infinita pazienza e tolleranza con noi stessi. dopo la perdita il senso di inadeguatezza e di senso di colpa attanaglia l’abbandonato. ma è chiaro che anche da un punto di vista strategico se esistesse anche una minima possibilità dir ecupero dell’altro essa passa per il completo disinteresse e indifferenza di segnali nei suoi confronti. quanto più quindi desidereremo che ritorni tanto più sarà necessario aramersi ed agire come fosse del tutto impossibile l’ipotesi si verifichi. sortiremo così due soluzioni pratiche: darci una eventuale altre chance attraverso la piena e totale libertà all’altro, e daltro canto iniziare a creare delle memorie stabili di gestione di noi stessi in apne assoluta e definitiva dlel’altro.

    quanto più lo desideri tanto più dovrai rifuggerlo.

    lo devi a te stesso ed anche a lui.

    🙂

    Dis
    (www.strategiadelcaso.splinder.com)

I commenti sono chiusi.