Avvertenza per il lettore: quanto segue è il frutto di una breve indagine condotta in rete nel mondo cosiddetto degli scambisti di coppia. Deriva da una ricerca, limitata, personale. Quindi parziale e soggettiva. Dopo aver visitato siti specifici e scambiato idee e ascoltato testimonianze da persone che scelgono di vivere la propria sessualità in una modalità che si discosta dalla ‘norma’, intendendo come norma non una moraleggiante maniera dovuta e corretta, ma come dato numerico ‘standard’ di una società che è in continua evoluzione. Tale indagine non ha nessuna pretesa di scientificità, ma vuole essere una riflessione corale e un portare alla luce un mondo che è sommerso ai più ma parallelamente vivo e presente.
Per avere una comprensione più completa occorre leggere anche il post precedente.
Per avere una comprensione più completa occorre leggere anche il post precedente.
TRASGRESSORI GUSTO VANIGLIA
Chi sono gli scambisti?
Le coppie della porta accanto. Ma sotto l’ombrello di questa macro definizione esiste un sottobosco di modalità e configurazioni sessuali difficilmente definibili e incasellabili. Come le coppie o, più in generale, le persone declinano la propria sessualità sono possibilità infinite. Prima di procedere nella riflessione occorre fare una premessa in chiave evoluzionistica: l’evoluzione della specie evidenzia una tendenza diversa per il maschio e la femmina della specie umana. L’uomo, inteso come maschio, ha una pulsione esogama, verso l’esterno. Se asseconda le proprie pulsioni, l’uomo è attratto dalla fisicità della donna e soprattutto, grazie alla fitness evolutiva, da alcuni canoni estetici utili alla conservazione della specie: fianchi larghi, seno prosperoso pelle elastica e sana. Tutti quegli indicatori che garantiscono una procreazione ottimale. In tal senso l’anoressia non è un comportamento atto a rispondere a queste richieste evolutive ma un’anomalia psico-socio-culturale sviluppatesi a latere, e pertanto disadattiva (le anoressiche non sono in grado di figliare, data l’assenza del ciclo mestruale, in questo modo la specie si tutela togliendo agli esemplari ‘difettosi’ la possibilità di riprodursi). D’altro lato anche la femmina seleziona il maschio in base alla salute genetica, ma per lei è assolutamente necessario garantire il sostentamento della prole. Il maschio ha a disposizione miliardi di spermatozoi che guidano il comportamento evolutivo, la femmina ha un unico ovulo fecondabile al mese e per un periodo di fertilità limitato. Pertanto nel comportamento genetico femminile prevale UN maschio, che sia in grado di mantenere salute e agio dei, relativi pochi, figli. Evolutivamente i maschi devono giocarsi la conservazione dei propri spermatozoi cercando di fecondare più ovuli possibili. Se si accetta questo come assunto di base da qui deriva la pulsione esogama del maschio e la tendenza adattiva relativamente monogama delle femmine. Sul comportamento evolutivo si innescano la cultura e la religione. Se in un’ottica evolutiva si osservano gli esemplari viventi occorre valutare in centinaia di anni, nel frattempo le società si organizzano e si evolvono in base ai costumi e alle scelte culturali. Antropologia, psicologia e sociologia si intrecciano. Chi osserva può scegliere di usare una lente di ingrandimento o un cannocchiale. Le società tribali avevano una organizzazione allargata e poligama. Con l’avvento della società rurale prima e di quella capitalistica poi, nuclei stabili di persone si sono rivelati molto più utili al controllo sociale. Una religione che decide come e quando avere rapporti sessuali garantisce uno status quo pratico, comodo e manipolabile. Soprattutto se negli affari di sesso si fa leva sul senso di colpa per tenere a freno le pulsioni sessuali e utilizzarle come forza lavoro: da qui l’uso sociale di costituire una coppia stabile, fedele, monogama, e una famiglia nucleare individuabile nei ruoli e nelle forme fisse. Ma le società non sono forme fisse cristallizzate bensì organismi viventi e mutevoli, in continuo movimento ed evoluzione. La coppia tradizionale è soggetta allo scioglimento oggi ben più di ieri, grazie al divorzio si può legalmente dissolvere un legame pre-costituito. Tradimenti o coppie diversamente fedeli sono frequenti e annoverati tra costanti nella vita di relazione. Le geometrie familiari si scompongono e ricompongono in famiglie allargate dove entrambi i partner fanno figli con altri partner che a loro volta già avevano figli. Questo a livello sociale. A livello sessuale quindi la coppia grida l’esigenza di avere rapporti con ‘altro’ da sé, e per fare questo o abbandona il nucleo familiare sciogliendolo e ricostituendo una nuova coppia, o tradendo di nascosto e mantenendo salvo e funzionante il nucleo sociale. Tra queste due modalità si intravvede una terza. Pur preservando la coppia nucleare, ci si può accordare che la dimensione ludica sia agita con altri attori esterni alla coppia. Ed ecco comparire sulla scena erotica gli scambisti, quelli che aprono le porte della stanza da letto ad altri per condividere in modo allargato giochi sessuali.
Le coppie della porta accanto. Ma sotto l’ombrello di questa macro definizione esiste un sottobosco di modalità e configurazioni sessuali difficilmente definibili e incasellabili. Come le coppie o, più in generale, le persone declinano la propria sessualità sono possibilità infinite. Prima di procedere nella riflessione occorre fare una premessa in chiave evoluzionistica: l’evoluzione della specie evidenzia una tendenza diversa per il maschio e la femmina della specie umana. L’uomo, inteso come maschio, ha una pulsione esogama, verso l’esterno. Se asseconda le proprie pulsioni, l’uomo è attratto dalla fisicità della donna e soprattutto, grazie alla fitness evolutiva, da alcuni canoni estetici utili alla conservazione della specie: fianchi larghi, seno prosperoso pelle elastica e sana. Tutti quegli indicatori che garantiscono una procreazione ottimale. In tal senso l’anoressia non è un comportamento atto a rispondere a queste richieste evolutive ma un’anomalia psico-socio-culturale sviluppatesi a latere, e pertanto disadattiva (le anoressiche non sono in grado di figliare, data l’assenza del ciclo mestruale, in questo modo la specie si tutela togliendo agli esemplari ‘difettosi’ la possibilità di riprodursi). D’altro lato anche la femmina seleziona il maschio in base alla salute genetica, ma per lei è assolutamente necessario garantire il sostentamento della prole. Il maschio ha a disposizione miliardi di spermatozoi che guidano il comportamento evolutivo, la femmina ha un unico ovulo fecondabile al mese e per un periodo di fertilità limitato. Pertanto nel comportamento genetico femminile prevale UN maschio, che sia in grado di mantenere salute e agio dei, relativi pochi, figli. Evolutivamente i maschi devono giocarsi la conservazione dei propri spermatozoi cercando di fecondare più ovuli possibili. Se si accetta questo come assunto di base da qui deriva la pulsione esogama del maschio e la tendenza adattiva relativamente monogama delle femmine. Sul comportamento evolutivo si innescano la cultura e la religione. Se in un’ottica evolutiva si osservano gli esemplari viventi occorre valutare in centinaia di anni, nel frattempo le società si organizzano e si evolvono in base ai costumi e alle scelte culturali. Antropologia, psicologia e sociologia si intrecciano. Chi osserva può scegliere di usare una lente di ingrandimento o un cannocchiale. Le società tribali avevano una organizzazione allargata e poligama. Con l’avvento della società rurale prima e di quella capitalistica poi, nuclei stabili di persone si sono rivelati molto più utili al controllo sociale. Una religione che decide come e quando avere rapporti sessuali garantisce uno status quo pratico, comodo e manipolabile. Soprattutto se negli affari di sesso si fa leva sul senso di colpa per tenere a freno le pulsioni sessuali e utilizzarle come forza lavoro: da qui l’uso sociale di costituire una coppia stabile, fedele, monogama, e una famiglia nucleare individuabile nei ruoli e nelle forme fisse. Ma le società non sono forme fisse cristallizzate bensì organismi viventi e mutevoli, in continuo movimento ed evoluzione. La coppia tradizionale è soggetta allo scioglimento oggi ben più di ieri, grazie al divorzio si può legalmente dissolvere un legame pre-costituito. Tradimenti o coppie diversamente fedeli sono frequenti e annoverati tra costanti nella vita di relazione. Le geometrie familiari si scompongono e ricompongono in famiglie allargate dove entrambi i partner fanno figli con altri partner che a loro volta già avevano figli. Questo a livello sociale. A livello sessuale quindi la coppia grida l’esigenza di avere rapporti con ‘altro’ da sé, e per fare questo o abbandona il nucleo familiare sciogliendolo e ricostituendo una nuova coppia, o tradendo di nascosto e mantenendo salvo e funzionante il nucleo sociale. Tra queste due modalità si intravvede una terza. Pur preservando la coppia nucleare, ci si può accordare che la dimensione ludica sia agita con altri attori esterni alla coppia. Ed ecco comparire sulla scena erotica gli scambisti, quelli che aprono le porte della stanza da letto ad altri per condividere in modo allargato giochi sessuali.
Fabio Veglia (2003) ha fatto un interessante studio sui modelli sessuali nella storia dell’uomo individuando sei dimensioni cui corrispondono i significati attribuiti e condivisi:
- Dimensione generativa
Mantenere la specie
- Dimensione ludica
Fare sesso
- Dimensione sociale
Stare insieme
- Dimensione semantica
Fare l’amore
- Dimensione narrativa
Avere una storia
- Dimensione procreattiva
Fare un bambino
Nella concezione dell’amore romantico della coppia nucleare che si innamora, si sposa e procrea le dimensioni sono fuse e intrecciate. Ma nella realtà tali dimensioni possono essere scisse e scorporate per essere vissute in modo separato. Le coppie scambiste paiono fare questa operazione. Se all’interno della coppia coesistono tutte le dimensioni esse scelgono di agire solo una dimensione, quella ludica, in modo allargato mantenendo esclusive e stabili le altre dimensioni. In questa modalità si attivano quindi popolazioni di figure affini agli scambisti: i cosiddetti trasgressori vanilla, chi vive la propria sessualità partecipando a questa nuova filosofia sessuale. Singoli che si offrono come terzi, un po’ meno presenti le singole, coppie che stabiliscono confini precisi di cosa e quanto scambiare. Trii, Gang Bang (orge collettive dal numero di partecipanti imprecisato), mariti cuckold (osservatori della moglie che giace tra braccia altrui), Car Sex , parcheggi dove è possibile fare incontri promiscui con sconosciuti , frequentatori scambisti di spiagge nudiste, saune e centri benessere specializzati, case private dove si organizzano festini ad invito con un numero preciso di singoli selezionati e coppie scelte, club privè dove è possibile scegliere i modi e le quantità numeriche. Se esiste un’offerta c’è prima una richiesta. Negli ultimi vent’anni, dalle prime discoteche con spogliarelliste ad oggi, c’è stata una mutazione di cui non si può non prendere atto. Il sesso rappresenta l’energia primaria umana, l’energia sessuale è quanto permette di procreare ed esprimere se stessi nell’affermazione basilare IO SONO. È l’identità sessuale che ci connota per primi volenti o nolenti, la sessualità riguarda tutti, agita o negata, sublimata o repressa. Il fatto che vi siano modi e mondi paralleli non è né positivo né tanto meno negativo.
Semplicemente o complicatamente È.
L’intento di questa breve indagine non era a fini morali, né voleva essere una ricerca di criteri psicologici patologici nascosti in tali pratiche. Voleva essere la scoperta di un modo di esprimere e declinare la sessualità nella coppia altrimenti vissuta. Il termine vanilla è usato per distinguere chi vive la sessualità in modo tradizionale, diverso dai BDSM , i quali utilizzano implicazioni sado-masochistiche. Vaniglia o ‘perverso’ non è questo il luogo per analizzare eventuali risvolti patologici se mai ve ne siano. Tuttavia quanto fin qui svelato può prestarsi a un’altra ulteriore approfondita riflessione:
Semplicemente o complicatamente È.
L’intento di questa breve indagine non era a fini morali, né voleva essere una ricerca di criteri psicologici patologici nascosti in tali pratiche. Voleva essere la scoperta di un modo di esprimere e declinare la sessualità nella coppia altrimenti vissuta. Il termine vanilla è usato per distinguere chi vive la sessualità in modo tradizionale, diverso dai BDSM , i quali utilizzano implicazioni sado-masochistiche. Vaniglia o ‘perverso’ non è questo il luogo per analizzare eventuali risvolti patologici se mai ve ne siano. Tuttavia quanto fin qui svelato può prestarsi a un’altra ulteriore approfondita riflessione:
-l’aprire la coppia ad ‘altro’ la protegge dallo scioglimento e le permette di funzionare in una modalità ‘provvisoria’ ma efficiente?
-il frammentare le dimensioni della sessualità, scorporandone le componenti e segmentando così i livelli di incontro a stadi più superficiali, nasconde la paura di una intimità vera e profonda vivibile nel rapporto uno a uno?
Ameya Gabriella Canovi


eleonor non c’è pretesa.
siamo vari.
il pensiero prestampato, unico e senza scorciatoie alla lunga stanca.
io sono per l’essere se stessi senza vietarsi ciò che piace.
da single lo dico e da single mi son vissuta le migliori situazioni di coppia.
la coppia può essere meno o più aperta ma è una scelta da entrambi i lati.
le scelte da premier della coppia non mi piacciono, da sempre.
Perché il sesso non può… ?[..] Perché ti piace? mi ha chiesto _ina. La prima risposta è stata polemica. Ti chiedi perché ti piace la parmigiana di melanzare o la bagna cauda? No. Ti piace e basta. La seconda risposta è stata comunicativa. Mi eccita il pia [..]
Perché il sesso non può… ?[..] Perché ti piace? mi ha chiesto _ina. La prima risposta è stata polemica. Ti chiedi perché ti piace la parmigiana di melanzare o la bagna cauda? No. Ti piace e basta. La seconda risposta è stata comunicativa. Mi eccita il pia [..]
Rifelttevo, ieri sulle parole di SegretaDiCoppia. Le persone che vivono per… vivere bene, che vicono ecologicamente, con spirito le loro pulsioni, abbracciandole e arrivando al sesso di allargato oltre ai confini di coppia per viverle (penso sia una parte minoritaria quella che vive il sesso "due tre oltre") unitamente ad aver letto una discussione interessante da parte di un’identità di LCP che stimo, mi fa pensare che esse cercano proprio questo: (ri)tornare a rendere libero e puro il sesso e di svincolare la libido dai legami sentimentali.
Osho ci ricorda che se non è libertà non è amore, che al libertà è un valore più alto e requisito necessario per l’amore, che il senso del possesso, la non-libertà, io ti possiedo, è antitetico, veleno per l’amore.
Alla fine, è un anelito alla libertà, ad un Amore che si lascia le spalle i ceppi del legame sentimentale, spesso una confezione patinata che dentro ha anche il senso del possesso che non è che sia ‘sta gran cosa, anzi…
Alla fine può essere anche una ricerca di questo.
Rifelttevo, ieri sulle parole di SegretaDiCoppia. Le persone che vivono per… vivere bene, che vicono ecologicamente, con spirito le loro pulsioni, abbracciandole e arrivando al sesso di allargato oltre ai confini di coppia per viverle (penso sia una parte minoritaria quella che vive il sesso "due tre oltre") unitamente ad aver letto una discussione interessante da parte di un’identità di LCP che stimo, mi fa pensare che esse cercano proprio questo: (ri)tornare a rendere libero e puro il sesso e di svincolare la libido dai legami sentimentali.
Osho ci ricorda che se non è libertà non è amore, che al libertà è un valore più alto e requisito necessario per l’amore, che il senso del possesso, la non-libertà, io ti possiedo, è antitetico, veleno per l’amore.
Alla fine, è un anelito alla libertà, ad un Amore che si lascia le spalle i ceppi del legame sentimentale, spesso una confezione patinata che dentro ha anche il senso del possesso che non è che sia ‘sta gran cosa, anzi…
Alla fine può essere anche una ricerca di questo.
@Segreti se leggi il post successivo c’è la classificazione di Fabio Veglia che scolla proprio le dimensioni in una realzione
Si può comprendere le persone che esercitano lo scambio, solo se si riesce a separare il legame sentimentale, dal desiderio sessuale. Sono due aspetti diversi del relazionarsi. Sono le costrizioni di ordine sociali, morali e religiosi che intrappolano la sessualità all’interno della relazione sentimentale. Ovviamente la sessualità è una componente importante di una relazione, la rafforza. Personalmente ho rapporti con altri uomini, con il consenso del mio uomo, questo non pregiudica affatto la qualità della relazione con mio marito.
fantastico! :-)) non si invecchia mai
Questo articolo pubblicato dal Corriere in realtà mi fa sorridere. Anche ad una certa età…
La voglia di promiscuità, la voglia di sesso di gruppo sono SEMPRE esistite in ogni luogo ed in ogni tempo e pure anche in età avanzate (quando sei giovane sei ancora plagiato dalle bojate moraliste religiose e non sei ancora riuscito ad affrancarti da esse).
Qualche giorno fa, sempre sul Corriere, era stato pubblicato l’articolo su un’orgia di tre giorni, in un paese islamico (sud est asiatico, se ricordo bene), stroncata dalla polizia.
>:)
Questo articolo pubblicato dal Corriere in realtà mi fa sorridere. Anche ad una certa età…
La voglia di promiscuità, la voglia di sesso di gruppo sono SEMPRE esistite in ogni luogo ed in ogni tempo e pure anche in età avanzate (quando sei giovane sei ancora plagiato dalle bojate moraliste religiose e non sei ancora riuscito ad affrancarti da esse).
Qualche giorno fa, sempre sul Corriere, era stato pubblicato l’articolo su un’orgia di tre giorni, in un paese islamico (sud est asiatico, se ricordo bene), stroncata dalla polizia.
>:)
Premesso che non e’ luogo per parlare di me, questo, ricordo che ho solo portato attenzione alla realta’ e alle sue molteplici e quotidiane manifestazioni di non monogamia.
Tra le altre cose, ho fatto domande su cosa si possa intendere con monogamia, che non hanno ancora risposta.
Sul fatto di come gestire la (non)monogamia,si potrebbe parlare a lungo,.
Certo e’ che i trasgressivi vaniglia com-prendono un po’ di promiscuita’ nella relazione e cercano di governarla, sia pur limitandosi ad alcuni aspetti della sfera erotica, piuttosto che demonizzarla.
ma awomanaman…tu nel tuo diario dici di essere monogamo! torniamo alle cose semplici, tu innamorato di Tizia, Tizia che ti dice “ho tot amanti”…tu che fai…dici ok?
Tizia che ti dice “ho tot uomini interessantissimi con i quali passo serate meravigliose in caffè letterari, e tu no, non sei invitato altrimenti non sarebbe bello uguale”
che fai?
Eleonor_Lestrange…
Dove ho scritto che nel mondo animale NON esiste la monogamia? Semmai ho scritto che in natura lo scambio dei partner è la regola, non l’eccezione…
E comunque proprio nelle specie animali abitualmente ritenute monogamiche lo scambio dei partner è la regola, mi dispiace deludere te e coloro convinti del contrario.
Ricerche di zoologia comparata, nonchè di etologia e biologia evoluzionistica, grazie a nuove tecniche di indagine molecolare lo dimostrano! (Si veda il libro di David Barash e Judith Lipton). I ricercatori se ne sono accorti prelevando le cosiddette “impronte genetiche” che hanno dischiuso loro nuovi orizzonti, una conclamata realtà di un’onnipresente poligamia di fatto, ricca di copulazioni “extraconiugali” (le cosiddette Cec).
Informati…
Eleonor_Lestrange, non è questione di insegnare agli altri come vivere.
E’ questione di osservare la realtà.
Puoi sederti in autobus e ascoltare i discorsi delle persone.
Puoi osservare la percentuale di separazioni e divorzi chel’ISTAT riporta anno per anno.
Ascoltare le voci su quella coppia in paese
Cosa ti ha detto la tua amica Ambra sul fatto di quel casino scoppiato per l’amante di mamma?
Leggere le cronache dei giornali,
centinaia di migliaia di pagine nella diariosfera, le ricerche che dimostano l’acqua calda, ovvero che la maggior parte delle persone ha pulsioni e attrazione per altre persone, specie se in coppia da molto tempo con il proprio partner.
Io non voglio insegnare nulla a nessuno, è la vita che insegna vivendola. E questo ha a che fare anche con l’età. Una donna giovane, una 25ennela pensa MOLTO diversamente da una 45enne.
Poi uno può anche scrivere ed affermare testi che vengono smentite in una molteplicità di modi dalla realtà.
Pensa che la chiesa, ad esempio, sono migliaia di anni che sbrodola delle teorie moraliste scadenti del tutto in contraddizione con la realtà e pensa che ci sono mlilioni di persone che credono di credere e non si accorgono neppure che agiscono, giorno per giorno, contradditoriamente a ciò che credono.
C’è libertà per tutto.
Bah … io riesco benissimo a essere monogama anche senza grossi sforzi… comunque avrete ragione voi grandi uomini di esperienza ^^ Mi pare che qui dentro ci sia troppa gente con la pretesa di insegnare agli altri come vivere; o è una mia impressione …
@I gorilla restano accanto alla compagna prescelta tutta la vita, una specie di uccelli “Gli Inseparabili” pure…c’è un amore a cui si resta fedeli tutta la vita, i genitori interiorizzati…ma questa è un’altra storia..è giunta l’ora di un altro post!
Rimane da definire la monogamia.
La definizione orientale di eros basato su sei parti (i chakra) che è molto fedele alla realtà ed alla complessità dell’eros, mal si presta al concetto di monogamia che è una semplificazione o un’iperbole.
Se provo forte attrazione intellettuale per una persona ma non mi piace fisicamente sono monogamo?
Se provo una forte attrazione fisica per una persona che non stimo né mi piace dal punto di vista intellettuale, sono monogamo?
Cos’è la monogamia?
E’ stare insieme fisicamente solo con un partner?
E se ho un rapporto con mio marito / moglie e nel frattempo desidero fortemente ci sia un terz*, sono monogamo?
Classificare la sessualità di Homo Sapiens sul fatto che sia monogamo o no, è la stessa semplificazione eccessiva che si fa in politica cercando di classificare un partito di sinistra o di destra.
Piuttosto si può pensare a forme ibride.
Sto bene con te in coppia ma…
Sto con te mogamente, ma dopo 6 anni cambio partner e questa è la quinta coppia che formo…
La monogamia esclusiva a tempo con cambio di partner passato un certo tempo è monogamia?
Homo Sapiens, nella stragrande maggioranza dei casi, NON è monogamico.
Solo occasioni estremamente severe dovute ad esigenze sinergiche o a repressione culturale, religiosa, etc. possono portare a un qualche simulacro di monogamia, del resto ampiamente e continuamente violata come testimoniato dalla letteratura delal passione, dello struggimento, del tradimento etc. di tutte le culture del mondo.
E’ importante attenersi alla realtà, per evitare teorie campate per aria che hanno effetti molto negativi.
La monogamia è una rara eccezione.
Nel genere umano la monogamia è un’eccezione.
Se consideri una persona, nel corso della sua vita completa (e le persone sono sessualmente molto più longeve che in passato), le volte che essa rimane monogama è per rigido controllo (e repressione) delle pulsioni estroverse.
Numerosi studi confermano che anche le donne, che si dice siano più monogame, una volta liberatesi dall’incombenza della prole, passano in numero elevato, a promiscuità in varie forme.
NON considero monogama una persona che ha pulsioni più o meno forte e che reprime per varie ragioni.
Non serve scomodare ragionamenti più o meno complicati: amici non fanno che parlare di fi**e negli spogliatoi, le donne si passano consigli su questo e quello, un grandissimo numero di coppie che non siano nella prima fase naturalmente esclusiva, ha amanti ignoti al partner.
Apologizzare che Homo Sapiens sia monogamo non è sostenibile, contraddice la realtà.
Ci sono alcune rare persone, penso, che con grossi sforzi riescono ad essere monogame. In genere, su periodi medio lunghi, questi sforzi comportano il calo della libido se non la sua scomparsa.
Anche a livello morale, ci sono molte culture in cui c’è la poligamia, la poliandria, una sorta di promiscuità sanitaria (v. Inuit), etc. .
X Trinakria … guarda che anche nel mondo animale esistono specie strettamente monogame. Informati …
@Ciao Terremoto Susy 🙂 sono passata a trovarti
Ciaooo AMEYA!!!
Bellinnn!! Ci siam date da fare eh!
Che post mi confezioni, complimenti.
Molto interessante sia questo post che quello precedente.
ho letto anche alcuni commenti , devo dire che ce ne sono alcuni davvero intelligenti e interessanti.
iNon ho nulla da aggiungere ora, è già stato detto tanto e ci sto ancora riflettendo su.
Sicuro è che non è un tipo di esperienza che mi attira.
Anzì se mio marito mi proponesse una cosa del genere credo non la prenderei benissimo, anzì, inizierei a mettere in discussione seduta stante tutto il nostro rapporto o quasi.
:oD
Invece avevi scritto una domanda : Se lo scambio di coppia può essere una scusa per un tradimento “legalizzato” da parte di un’ uomo, credo proprio di si, anzì certamente si, ed è un dubbio che a me verrebbe sicuramente.
Ciaooo AMEYA!!! Buona domenica carissima!!!
Sono confuso… Scherzo. Leggendo la sequela di commenti eruditi mi chiedo se sono un monogamo sequenziale o un poligamo selettivo… Poi faccio un’incursione nel mio animo maschile dove friggono voglie apparentemente contraddittorie. Tutto è dipeso dalla stagione degli amori in corso, mi dico. Sono riuscito a rimanere fedele alla stessa donna anche per dieci lunghissimi anni… In natura lo scambio dei partner è la regola, non l’eccezione, tranne per la specie umana. L’ultima parola – in generale – spetta al maschio, tranne per la specie umana… (Sigh!). Non è una ricerca di zoologia comparata. Tra natura e cultura la sfida è aperta (o forse la competizione tra gli spermatozoi). Una sfida infinita, continuamente rilanciata e mai vinta. La monogamia (assimilabile alla proprietà privata) – è una scelta – paradossalmente – di comodo, spesso obbligata, un ideale di egualitarismo e di democrazia che consente a chiunque (compresi i più “deboli” della catena) di avere una femmina e di riprodursi. Un bene (=vantaggio) semmai per i figli. Penso che la monogamia estrema sia una perversione di gran lunga più sfrontata della più sfrenata poligamia o promiscuità – compreso lo scambio di coppia! Perdonatemi lo scientifico realismo unito ad un pizzico di ironia.
Ciao Ameya!
Letto perbacco!!!
Un bacio grande e buon WK;-)))))))
cavolo, sarai una futura psicologa ma ci vai diretta eh?!
vabbè, non so dove sono, e on lo so nemmeno nelle relazioni di coppia.
E’ normale che io non abbia più uin immaginario erotico secondo te?
@Motorumorista ti è sfuggita la premessa, io sono una dott in psicologia e indago sulle relazioni di coppia, farò una tesi sull’immaginario erotico della società attuale, se vuoi dibattere di politica hai sbagliato blog. magari prima di commentare accertati di dove sei
🙂
attendo con fiducia il verdetto sul mio commento allora, tanto la libertà di stampa è un’opinione.
Ed ecco la mia:
ma come mai tanto tempo speso ad approfondire il fenomeno scambistico? Io lo avrei dedicato allo scambio favori-candidature piuttosto, ma penso tu abbia delle motivazioni.
I gesuiti piromani cosa farebbero su splinder?Ameya,ha ragione perchè è richiesto sesso in rete…,direi con estrema facilità.Oserei dire che il virtuale e il reale si incontrano e sposano molto bene sul sesso.
ma papi
che problema ha?
eheh
ti abbraccio
E io che ho sempre pensato che gli scambisti fossero personale tecnico delle FFSS!!!
😉
@@@@grazie!
Va be, ma se viene posta in questo modo allora quasi tutto nasconde una patologia!
Anche semplicemente andare a letto cn qualcuno solo perchè si ha semplicemente voglia di fare sesso!
Diventa la semplice soddisfazione di un bisogno fisico e nasconde, tanto per dirne una, un problema di autostima o la difficoltà di rapportarsi con un rapporto “vero” o con una vera intimità.
Invece è solo uno dei bisogni dell’essere umano ed esiste chi lo vive serenamente senza farsi troppi pensieri a riguardo, accettandoli in quanto tali.
E’ che si è sempre pronti a dare giudizi e bollare ciò che non fa parte del nostro modo di essere.
Ma un conto è non avere il desiderio di una pratica piuttosto che un’altra, un altro conto è dire che tutto ciò che si discosta dal “normale” implica problemi nella persona o nella coppia.
Io riesco a fare sempre una sola distinzione: chi è sereno nelle proprie scelte e chi reagisce ad un disagio.
E nel secondo caso, la sessualità o il modo in cui la si vive non è la causa, l’aspetto predominante, ma solo uno dei modi in cui si manifesta il disagio.
Ps.come sempre, Ameya, ti faccio i miei complimenti per il modo in cui affronti certi temi.
Mi piace la tua obiettività e la tua intenzione di comprendere senza pregiudizi.
Notte.
Will.
Penso che l’errore in cui più facilmente può cadere una coppia è nel voler ‘strafare’. A me basta lei anche solo con una carezza mentre cucino,sentire il suo amore nelle piccole cose,oltre che naturalmente a letto. Abbiamo anche voluto provare inserendo una tersa persona,ma è stato inappagante,come se tutto si riducesse ad un semplice esercizio fisico se pur gradevole.Non voglio con ciò condannare le coppie scambiste,ognuno è libero di fare le sue scelte e va rispettato,solo dirgli di cercare un po’ dentro loro stessi prima ci cercare ‘altrove’.
Laura
Avevo scritto un commento chilometrico ma è saltata la connessione ed ho perso tutto, filo compreso… Cercherò di sintetizzare:
A mio avviso, tra le coppie scambiste esiste una maggiore spersonalizzazione del sesso che altrove. Ho avuto modo di parlare con persone che dichiaravano di avere avuto esperienze di vario genere, orgie, e rapporti sessuali a iosa… eppure nessuno di loro dava importanza alle carezze o agli abbracci e meno che meno agli sguardi. Non mi riferisco all’ amore ma alla reale comunicazione corporea. Io credo che dietro questo bisogno consumistico di sesso si nasconda un reale problema di relazione che esiste ai giorni nostri.
c’è anche un aspetto evolutivo, sia del sè sia della coppia. Vivere è sperimentare. Crescendo si capisce di non sapere. E l’esperienza è la sola cosa che ti può insegnare qualcosa. E allora dopo l’iniziazione, dopo il matrimonio, dopo i figli , dopo l’affievolimento della passione si cerca qualcos’altro, qualcosa che ti manca, o perchè non l’hai più o perchè vuoi esplorando nuovi mondi. E’ un viaggio verso l’ignoto e lo sconosciuto. E’ un viaggio nella conoscenza intima del sè, con il sesso come veicolo trainante.
Sicuramente Chiesa e Governi , hanno sempre cercato di strumentalizzare il sesso per i loro tornaconti . Personalmente trovo in questi tempi , sia nella coppia che nella società, un attenzione persino esagerata nei confronti della sessualità . Solo questo intendevo dire ……non sono certo un monaco zen ! Un caro saluto . MAU
pncredibile,sembra tutto un mondo parallelo ivece è attorno a noi,ogni tipo di azione ha un suo risvolto psicologico
Il mio pensiero e’ che in ambito erotico gli scambisti abbiano una maggiore diversita’, una sfera erotica a raggio piu’ elevato. Essi hanno meno vincoli, possono sviluppare piu’ dipendenze oppure, se il meccanismo e’ virtuoso, farne un punto di forza e motivo di miglioramento personale oltre che di coppia (e in queste due caratterizzazioni quasi sicuramente c’e’ la stessa distribuzione dei non scambisti).
Cio’ e’ nell’ordine delle cose.
Persone che sanno nuotare, andare in montagna, volare con deltaplano, andare in bici, scendere bene con gli sci, hanno un buon allenamento come corsa, ovviamente vivono un corpo piu’ sportivamente, hanno sviluppato un maggior numero di talenti psicofisici, hanno tonicita’ ed energia migliori rispetto a persone che, ad esempio, fanno anche solo uno di questi sport o che, come capita piu’ spesso, sono sedentarie.
Avere e vivere una sessualita’ con meno vincoli e’ ovviamente una opportunita’, non un limite. Ovvio.
Ma cio’ e’ l’unica cosa che si puo’ dimostrare, l’unica.
Come ho scritto piu’ volte nella pagina precedente e @a casa”, ogni volta che si utilizza la categoria di trasgressivi vanilla per attribuire doti o difetti che non hanno alcuna attinenza con la sessualita’ e parte di essa in particolare (la dimensione un poco piu’ amorale e collettiva, non bigamica) si prendono dei granchi colossali.
Essere scambisti non significa nulla in termini di altre caratteristiche osservabili, come non lo e’ essere appassionati di aereomodellismo per le preferenze alimentari o la militanza in un partito per la scelta dei cosmetici o del dentista.
E’ assolutamente necessario avere un approccio distaccato, demistificato, laico nei confronti di coloro che hanno, piu’ o meno saltuariamente, una variazione nel numero di partner.
@Attento AMan..dal tuo argomentare trasuda , trapela una sfumatura di superiorità degli scambisti che avrebbero più qualcosa…più vista più libertà più apertura
è un discorso pericoloso, credersi di più o di meno…
Nell’affermazione
“Ossia ogni persona è un soggetto a sè, e nella mia ignoranza credo che comunque alla base di esperienze così estreme, ci sia un problema di coppia.”
c’e’ un sottile pre-giudizio, del quale l’autore o l’autrice si rende conto, perche’ scrive come premessa “nella mia ignoranza”. Segue la tesi: ci deve essere un problema di coppie.
Insomma, coppie problematiche, coppie che hanno problemi, che non vanno, coppie che sono in qualche modo “non funzionanti bene”.
Questo e’ pregiudizio. A me fa sorridere perche’ basta cambiare i termini, usato la storiella della Talpa e di Gatto e Falco, per rendersi conto che considerare problematico cio’ che e’ una diversita’, osservato esternamente, e’ sciocco.
Insomma, sebbene sia etimologicamente corretto, dire che Usain Bolt e’ anormale (come lo e’) suona strano se non goffo.
Ora, scrivere che alla base delle coppie scambiste che vivono una sessualita’ piu’ estesa, a volte anche piu’ varia e potente, c’e’ un problema, e’ come dire che la Ferrari vince i GP in F1 perche’ le persone della squadra di Maranello hanno dei problemi, altrimenti avrebbero ben altro da fare che passare parte della propria vita dietro a motori rombanti per essere davanti ad altri “ferri” di almeno qualche millesimo di secondo alla fine di un tot di giri.
Sono deduzioni illogiche che contengono un pre giudizio abbastanza debole, poi non cosi’ sottile.
Se ci si mette nel pensiero che cio’ che e’ numericamente prevalente e’ ortodosso e cio’ che e’ a-normale ha problemi e situazioni problematiche come precondizione, si fa un ragionamento antistorico ed antievolutivo.
Da questo punto di vista, come scritto nella pagina precedente, sarebbe necessario misurare la qualita’ della relazione erotica, nel senso piu’completo, quello basato su sei caratteristiche dell’eros degli orientali, di coppie non scambiste e di quelle scambiste e poi , dopo misurazione attenta, capire quali sono diversita’ , punt di debolezza e di forza, delle une e delle altre.
Sul fatto che vincano le coppie non scambiste farei fatica a scommettere 5 euri.
Uomo in cammino, la talpa ha diritto d’essere talpa e il falco ha diritto d’essere falco; ciascuno ha i suoi buoni motivi per preferire il buio di una tana ho l’immensità delle vette innevate. Non c’è un modo migliore dell’altro, ci sono “i modi”: se sono una talpa non vuol dire che sono codarda, se sono un falco non vuol dire necessariamente che sono audace. E ciò che mi porta ad essere come sono è un percorso personale complesso ed in parte non interpretabile ed il bello è anche questo mistero, perchè lascia possibilità immense. Questo giudizio debole vs audace è profondamente non rispettoso, ciascuno vive come può, qualunque cosa, non solo la sessualità.
Marta
delle nevrosi securitaria e gregaria e delle fissazioni relative.
Ieri, col mio babbo, seduto al banchetto per la festa di battesimo del figlio di mia sorella, si parlava della fobia securitaria e gregaria.
L’etica dell’audacia, del rischio, della diversità è un tabù.
Così alla base di esperienze così estreme, ci dovrebbe essere un problema di coppia.
Ecco che il gran consiglio delle Talpe, riunito per una consulta, decide che il Gatto e pure il Falco sono animali con un sacco di problemi, che hanno sviluppato abnormemente la loro vista.
Non vedete come escono dalla terra, dai cunicoli?? Ma sono matti? Sono sicuramente animali con un sacco di problemi. La loro vista eccessiva ne è la chiara dimostrazione.
Il post è molto interessante, i risvolti psicologici, sociali e culturali sono di notevole interesse, anche se i risultati sono comunque molto relativi.
Ossia ogni persona è un soggetto a sè, e nella mia ignoranza credo che comunque alla base di esperienze così estreme, ci sia un problema di coppia.
Problema che si crede di risolvere cercando delle soluzioni quantomeno particolari, cercando di bypassare il problema, non di risolverlo.
Rischiando di creare solo ulteriori tensioni nella coppia, tali da rovinare completamente, in alcuni casi, definitivamente il rapporto.
scusami marta, pensavo che fossi già conscia della situazione 😉
allora tutta la mia idea cade… 😀
don’t worry
desidero anche io solo la felicità di chi amo a prescindere che sia con me o con qualcun altro. voglio immaginarlo sorridente e felice.
😀
Hai applicato un metodo e in esso c’e’ una buona dose di verifica sperimentale.
E’ pieno di psicologi tronfi che blaterano cose palesemente assurde sullo scambismo, tanto assurde che un che ha vissuto anche solo un po’ lo scambismo si legge a distanza di 30m dal monitor che non si sono mai affacciati neppure sull’uscio di questo mondo.
Del resto, cosa vuoi, ci sono persone che fanno critiche di un opera letteraria anche senza averla letta, vuoi che il pruriginoso mondo del sesso non canonico ne sia esente?
Lo scambismo e gli studi che lo riguardano sono qualitativamente diversi da altre manifestaziioni del vivere e relative discipline?
@AMan concedimi una battuttaccia off topic..ma mi sento come aver passato le selezioni di Miss Italia :-))) sono in finale?
scherzo ovviamente
scientifico non esagererei…è un sondaggio , piccolo ma a mio parere significante…
interessante questo tuo approfondimento, secondo me che cerca queste trasgressioni non è soddisfatto della propria vita coniugale, al che dovrebbe fare una riflessione, forse la sua vita poteva essere diversa.
Ma si sa il mondo è fatto di trasgressione, e talvolta anche questi estremi esaltano la pluralità della vita.
Un caro saluto.
Ameya, hai fatto un ottimo lavoro.
E’ un’osservazione molto precisa, considerando le risorse che hai avuto a disposizione e che e’ scientifica, per una volta!!
Un’osservatrice con buona vista, un buon taccuino, macchina fotografica, senza occhiali con lenti da fondo di bottiglia gran cru’.
Molti i commenti che meritano un’ampiamento della discussione.
Noto che la risposta #15 sul maschio alpha di GVB1978 e la risposta #20 sono due delle migliori.
La prima coglie uno dei meccanismi piu’ potenti e diffusi in quel genere di costellazioni erotiche e le dinamiche relative.
La risposta #20 d Ameya e’ di una sconcertante semplicita’ e precisione: sovrapposizione spuria di amore sesso possessivita’.
@grazie per la precisazione AMan, credevo di aver parlato delle mille configurazioni possibili con relative implicazioni della psiche a seconda, terreno in cui non voglio qui addentrarmi.
Leggo in molti interventi una notevole confusione tra promiscuita’, scambismo, apertura di coppia.
Ci sono le coppie scambiste (sesso di gruppo in varie forme)
ci sono le coppie aperte (sesso one-to-one con piu’ partner ma di volta in volta e’ una coppia).
C’e’ anche una pratica in alcune coppie scambiste (diciamo… avanzate?) che e’ lo scambio separato.
Ci sono poi i cuckold che sono asimmetrici e fanno asimmetricamente sia coppia aperta che sesso di gruppo.
Il moroso di Marta che aveva relazioni sessuali di vario tipo con le donne del suo giro di conoscenze, faceva sesso one-to-one, no!?
Quello non e’ scambismo.
Per quel che ho capito, cosi’, a naso, le coppie scambiste aperte sono poche (in LCP ebbi contatti con una o forse due).
Nelle coppie scambiste i due partner giocano insieme e, in genere nello stesso luogo, anche se ci sono 1000 variazioni in questo. Pero’ la maggioranza, ecco, diciamo che la maggioranza gioca in quel modo: insieme e nelle stesso luogo.
GVB, non si tratta di scelte razionali, che si fanno a tavolino. Io ho scoperto ad innamoramento avvenuto quali erano le sue abitudini e non riesco a starci in mezzo, tutto qui. Se lui fosse stato innamorato di me, avrebbe abbandonato le sue frequentazioni in modo spontaneo perchè avrebbe visto in me più o meno tutto ciò di cui aveva bisogno. Questo non è avvenuto e quindi basta.
Io non voglio che uno limiti la propria libertà e felicità per stare con me, io vorrei fosse più felice e più libero stando con me. I nostri concetti di libertà e felicità erano diversi, inconciliabili.
Marta
@Marta e G.
Io credo che siano i significati e non i gesti in sé. UN tempo era sconveniente anche solo guardare negli occhi un uomo, in Giappone lo è tuttora. Quindi i significati sono condivisi e co-costruiti. In questa società pur non essendo tutti cattolici si pè cresciuti impregnati di questi significati. E’ la valenza attribuita al gesto non il gesto. Si è possessivi della sessualità dell’altra poiché per impostazione sociale la coppia finora è stata concepita come esclusivista, e c’è stata sovrapposizione di attribuzione di significato: amore sesso. Se nei secoli questo verrà scorporato allora muteranno i significati …
@Kiro non ho ricevuto nessuna mail ieri da te
ti ho scritto un’interessante e-mail, ieri. Ciao
chissà perchè non mi firmo mai…son sempre marta, dell’8 e del 16
GVB, non è per accontentare la monogamia della donna…io non mi sento monogama in senso lato, non escludo che potrà capitarmi di avere più amanti contemporaneamente, anzi, l’ipotesi mi alletta alquanto, solo che, se sono innamorata, immaginare il ragazzo di cui vi ho parlato vivere la stessa intimità con un’altra o altre, mi spacca il cuore. Non sarebe un rapporto in equilibrio, perchè io, invaghita, tutta presa da lui, non riuscirei ad avere nessun altro, lui invece sì. Così è ingiusto.
Come fa a passare due giorni con me, dormire con me, accompagnarlo in stazione tenendolo per mano, baciarlo dal finestrino e sapere che la sera stessa starà con un’altra.
Che male..proprio qui…a sinistra…
altra spiegazione razionale è che tu ti sia innamorata di lui perchè ha chiaramente successo con le donne quindi trattasi di animale alfa.
ma avresti sperato che il tuo amore e la tua presenza potesse portarlo ad abbandonare i suoi costumi sessuali promiscui per dedicarsi solo a te.
è umano.
ma perchè lui se si trova così bene nella sua situazione, dovrebbe farlo?
ciao, sono l’anonima del commento 8, tengo a specificare una cosa: non sono nè credente nè tantomeno cattolica. Ma subisco i condizionamenti religiosi della nostra cultura, profondamente cattolica, come tutti.
Non ho giudizi morali, il giudizio è fuori dalla mia natura. Solo, una situazione come quella che vi ho descritto mi è insostenibile e cerco una lettura razionale, un’analisi, per spiegarmi e, quindi, attenuare, la sofferenza.
Marta
come ampiamente spiegato da ameya, penso che questa differenza di approccio al sesso tra uomo e donna sia da attribuire alle pulsioni istintuali di noi uomini intesi come animali, e sostenuto ampiamente da organi ed istituzioni (attraverso i dogmi e spesso anche leggi statali in barba al concetto laico dello stato) religiose e non, per mantenere il controllo sociale.
Nemmeno io riuscirei a pensare tranquillamente che l’uomo che amo vada a letto con tutte le sue amiche. Ma non penso che chi fa scambismo lo faccia per paura di un intimità poichè se la monogamia è insita nel nostro istinto di donne, accettare di pensare e sapere il proprio uomo a letto con un altra (e noi a letto con i reciproco partner della coppia)… presume una così altissima complicità, fiducia e consapevolezza nonchè apertura mentale che solo con un’intimità vera e profonda si può ottenere.
concordo invece sul concetto di apertura all’altro per garantirne il funzionamento.
siamo esseri umani e non capisco francamente perchè il maschio debba andare contro il proprio istinto, se così desidera, solo per accontentare la monogamia della donna.
bisognerebbe considerare a questo punto, almeno per noi umani, il concetto di piacere legato al sesso, che di fatto è la cosa che maggiormente osteggia la chiesa, visto che le sostanze rilasciate nel cervello umano dall’orgasmo e il piacere in generale provocano buon umore, un innalzamento dell’autostima, una soddisfazione che rende le persone più coraggiose e con maggiore voglia di fare. Quindi meno controllabili di un essere represso, triste…che riduce il sesso a un mero atto procreativo, impaurito e come ha detto recentemente ratzy, troppo proiettato sull’altro che su se stesso.
comunque ricordo che le gatte (che sono gli animali che conosco meglio ma penso che si comportino così’ anche le cagne e altri mammiferi) non si fanno ingravidare solo dal gatto che ha sbaragliato tutti gli altri concorrenti alla femmina: dopo il vincitore (che è il primo quindi quello che sicuramente avrà una discendenza) si concede via via a tutti gli altri fino a quando non ne ha abbastanza. Il corredo genetico differenziato combinato con quello femminile garantisce una maggiore varietà di anticorpi e quindi una maggiore possibilità di sopravvivenza.
Ad avvalorare questo posso dire che personalmente non ho un ideale di maschio. da quando ho iniziato ad interessarmi a questo aspetto della mia esistenza non ho mai avuto un tipo di ragazzo uguale a quello precedente. l’attrazione sessuale dipende da moltissimi fattori. che ovviamente non sono solo canoni estetici.
scusate per essermi dilungata un pò.
Cara Ameya, sono in parte daccordo con il commento anonimo.
Per me non è questione di religione, non è perché la mia confessione dice che é giusto così e sbagliato colà che io penso che voglio essere importante solo per una persona. Quando si ama, quando si viene amati (nel vero senso della parola), non esiste altro che questo.
Mi spiego.
Molti sposati sapranno che dopo un po’ l’innamoramento passa (anche prima del matrimonio), in rare eccezioni vedo coppie anziane ancora a sorridersi negli occhi come adolescentí innamorati…
L’amore è un lavoro da non prendere per scontato.
La routine di tutti i giorni cambia le persone, comincia a mancare la passione, o a diminuire, ma se si ama, si fa di tutto per tenere acceso l’amore. Ogni giorno bisognerebbe ricordare a se stessi che non é scontato fare le cose che si facevano fino all’inizio…si può vivere insieme anche oggi giorno insieme se si pensa che il “ti amo”, la corte, le piccole attenzioni, non sono cose del passato, ma si possono fare ogni giorno…(mi sto perdendo 😉 ).
Per me lo scambio di coppia continua ad essere un modo per non affrontare qualcosa, perché è più facile sempre seguire l’impulso “primordiale” XD…
Qui non si parla di educazione religiosa, io penso che nessuno può imporre niente a nessuno se si ha un minimo di personalitá, quindi, penso che io personalmente vorrei rimanere l’unica e importante per un uomo. Mi farebbe soffrire sapere di essere una delle tante, perché se lo fossi chiuderei la storia. Forse è dignitá? Non è morale, credo che sia giusto essere unici per qualcuno e fare sentire unici chi si ama.
Buona domenica, bel post :), e mi é piaciuta la parte dei fianchi larghi ;P
Un abbraccio.
Nadia
Mi è capitato, nella vita, di trovarmi in situazioni promiscue, ma mai con questo preciso canovaccio. Ed ho rilevato quanto la voglia di quelle esperienze fosse legata all’idea presenzialista in una situazione atipica, più che ad un’esigenza in sè della situazione atipica; un qualcosa da farsi per collezionare l’esperienza nell’archivio del proprio vissuto personale. Ed in verità mi è parso che che molti si muovessero per i medesimi motivi.
Nella meccanicità dell’atto, non c’è altro, che un attività fisica, un fare ginnastica, a mio avviso. Un corpo nudo, seppur bellissimo, non è erotico: è chi abita quel corpo che fa la differenza erotizzando, , e a questo punto, essendo l’erotismo dinamico in sé, vien meno sia la progettazione di scambio che qualsiasi codice; e si vive la propria vita , che implica anche la sessualità, con la stessa serenità della soddisfazione di altri sensi.
Per quel che riguarda la coppia in sè, che cerca situazioni come quelle del tema non saprei esattamente pormici. Nel senso che ritengo l’esperienza sessuale di una coppia un momento di comunione totalizzante, in cui convergono un’infinità di intenzioni ed elementi, un qualcosa che quando avviene, trasforma inequivocabilmente le due entità, semplificandole l’uno all’altro, ogni volta che avviene; ed proprio quando non avviene questa trasformazione che il rapporto può complicarsi, rendendo necessaria l’importazione di altri elementi ritenuti mancanti, perché il sesso come processo cognitivo, è un atto esaustivo, esclusivo di ogni altra contaminazione. Sempre che ognuno dei due enti non sia scisso in sè, e più che una coppia sia una folla. Ecco perchè mi pare plausibile che in ogni esorbitazione, in questa sfera, una coppia porti in sè una qualche declinazione patologica ( nel senso etimologico, pathos = patimento, ansia) e l’esorbitazione stessa sia un tentativo di auto medicazione. Altrimenti, che senso avrebbe definirsi coppia? Per agire ritualistiche da mutuo soccorso? Ci sono le assicurazioni private che assolvono, a minor prezzo, e perfettamente, questa funzione.
@Utente anonima
leggo con interesse il tuo onesto commento e condivido la tua perplessità. non credo sia possibile sottrarsi al prodotto educativo religioso e sociale solo volendolo. ci vorranno secoli per spostarsi da un costume all’altro, e se converrà alla specie. possiamo solo prendere atto…
@grazie Sar
Ameya, sono perfettamente d’accordo con te quando dici che viviamo la nostra sessualità è espressione di fattori evolutivi, culturali e religiosi. Io ne sono consapevole, sento intimamente che la mia sessualità è frutto di tutto questo e, in parte, me ne dissocio. Vedo come lo sguardo di ciascuno sul mondo sia un caleidoscopio, come ogni persona applichi una lettura diversa che le permetta di dare senso al mondo e soddisfare le proprie intime esigenze. Credo che “monogamia”, “fedeltà”, “amore romantico” siano solo etichette e che la realtà sia altro. Però…come fare a liberarsi di certi condizionamenti che, seppur considerati generatori di sofferenza, sono così radicati da guidare le nostre azioni, anzi, da plasmare i nostri desideri? Io esco da una storia con un ragazzo (sociologo tra l’altro) che vive la propria sessualità orgogliosamente in modo “distribuito”, con più persone contemporaneamente, sia come valore aggiunto a rapporti di intima amicizia, sia come “ginnastica” senza impegno alcuno. Io lo trovavo /lo trovo bellissimo, me ne sono innamorata nel senso tradizionale, me ne sono allontanata perchè non tolleravo l’idea di essere una, seppure importante, delle tante. Sarebbe stata una tortura per me, una cosa intollerabile saperlo a letto con una “cara amica”. Cos’è questo? Devo rispettare il mio sentire di adesso, ascoltare ed accettare la mia sofferenza e mettermi al riparo o dirmi “è tutta colpa della chiesa che ti ha instillato la monogamia” e riportare nella mia vita quel magnifico(detto senza sarcasmo) prodotto dei tempi moderni?
Riuscirei solo ad una condizione: SAPERE. Mi sono chiesta: riuscirei a tollerare una conversazione del tipo “Ciao, ci vediamo stasera?”
“No, mi vedo con Giulia (cara amica con la quale faccio sesso)”
“Ah, ok, allora ci sentiamo domani”
Ecco, una roba del genere per me è fantascienza. Sono rigida, bigotta e limitata?
Questa società non è basata sulla libertà individuale, per cui taluni pensano di fare ciò, e di eser più liberi di altri. Se un domani, come io mi auguro, si addivenisse ad una società più libera, credo che il prevalere della libertà d’ognuno eliminerà anche questo dire e fare. Un caro saluto da Sàr.
@Grazie Crystal delle belle cose che scrivi
@Simone sono propensa a credere allo spostamento e alla sostituzione sì…
…”paura di una intimità vera e profonda”…propendo comunque per questa come “piaga” comune a tante troppe persone, non limitandola a nessun abito, premetto. E…rifletto…Quando l’esperienza primaria di un individuo, quella con il materno dei primi mesi-anni di vita, è connotata, per un’ampia percentuale, da indifferenza, paura, abbandono, sofferenza declinate nelle loro varie forme, quello che l’individuo cerca e riproduce all’interno delle sue future relazioni di coppia, stabile (perchè se la coppia non è stabile certe modalità profonde non emergono) è ciò che ha sperimentato in quella prima fase di vita. Definire “amore” ciò che non è falsa l’approccio. Manca in toto o in parte la percezione di ciò che è salutare emotivamente. Ciò di cui si è fatta esperienza è aridità emotiva e dolore. Però, purtroppo ciò che è familiare, anche se doloroso, è conosciuto, attira, dà identità, dà identificazione…fa innamorare, insomma. L’accoglienza emotiva, l’intima stima, l’apprezzamento spontaneo, in una parola l’amore che nutre, sono temuti perchè nuovi, perchè generano emozioni potenti, difficilmente gestibili in quanto sconosciute, e perchè non adrenaliniche.
Un abbraccio pieno di affetto.
A me sembrano tutti palliativi di una sessualità libera e senza colpe che non siamo in grado di vivere, schiavi degli occhi degli altri. Che spesso sono anche i nostri. E’ un piacere leggerti, chiara e razionale.
@Credo che anche rinnegando il sesso , funzione biologica primaria dell’essere umano atta a consentire la conservazione della specie, sia un modo di riconoscerne l’importanza. Pensa a quanto la chiesa cerca di controllare e sanzionare la sessualità umana. Chi proibisce per primo riconosce la valenza di quanto sta proibendo. Ciò che è insignificante e innocuo non verrà mai proibito o avversato…
Non è che si sta dando un pò troppa importanza a questo benedetto sesso ………. ?